Diritto di famiglia, Napoli capitale: decisivo il ruolo dell’Associazione avvocati matrimonialisti (dal Mattino di Napoli)

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Si è chiuso all’Hotel Royal Continental il XVI Congresso Nazionale Ami
(Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani per la tutela delle
Persone, dei Minorenni e della Famiglia) dal titolo “Famiglia: il grande
cambiamento. Giustizia e società”. Una due giorni (che si è tenuta tra il
23 e il 24 ottobre), organizzata da Valentina De Giovanni, che ha
trasformato Napoli nella capitale del diritto di famiglia. Un evento
pienamente riuscito, nonostante la giornata turbolenta vissuta dalla
città per l’emergenza carburanti, grazie alla partecipazione di oltre
trecento professionisti tra avvocati, magistrati, docenti universitari,
psicologi e assistenti sociali.

Diversi i temi al centro del confronto istituzionale che si è aperto con
i saluti di Francesco Greco, Gabriella Maria Casella, Michele di Bari,
Gaetano Manfredi e dal presidente dell’AMI, l’avvocato Gian Ettore
Gassani.
Al centro del Congresso gli ultimi dati ISTAT (relativi al 2024), secondo
cui in Italia si sono registrate 75.014 separazioni, in calo del 9% rispetto
alle 82.392 del 2023, e 77.364 divorzi, in flessione del 3,1% rispetto ai
79.875 del 2023. Rispetto al picco storico del 2016, anno del boom del
divorzio breve con 99.071 divorzi, il calo è del 21,9%. Il tasso di divorzio
è di 1,3 per 1.000 abitanti, inferiore alla media UE di 1,6. Nel 2024 sono
stati celebrati 173.272 matrimoni, in calo del 5,9%, con una prevalenza
del rito civile pari al 61,3%.
Il dato più significativo riguarda la gestione della crisi: circa 3
separazioni su 4 e il 72,6% dei divorzi si concludono in modo
consensuale, ma il 45% dei divorzi resta di tipo giudiziale, con tempi
medi compresi tra i 12 e i 36 mesi. Cresce la via extragiudiziale: il
18,8% delle separazioni e il 24,5% dei divorzi vengono definiti con
accordo diretto in Comune davanti all’Ufficiale di Stato Civile e tramite
negoziazione assistita dagli avvocati. Per la negoziazione assistita il
Lazio guida la classifica nazionale con il 22,8%, seguito da Campania e
Sicilia.
Si conferma il fenomeno del silver divorce: l’età media alla separazione
è di oltre 50 anni per gli uomini e 47 per le donne, al divorzio di 52 anni
per lui e 49 per lei, con un incremento di circa 9 anni rispetto a inizio
anni Duemila. Le rotture tra over 65 sono quasi triplicate.
Sul piano territoriale, i tassi più elevati si registrano in Liguria e Sicilia
con 1,5 per mille, il più basso a Bolzano con 1,0 per mille, mentre la via
giudiziale resta più diffusa nel Mezzogiorno con il 36,8% e punte oltre il
43% in Calabria.
Ma non solo numeri. Diversi gli spunti emersi dal dibattito, anche grazie
all’intervento di esponenti delle istituzioni e del mondo giuridico.
Ha spiegato il sindaco Gaetano Manfredi: “Il tema della famiglia
significa tanto in questa fase storica. Stiamo attraversando un periodo
di grande trasformazione della società, del modello economico e delle
relazioni interpersonali, con i nuovi media che incidono soprattutto sui
minori. Devianza giovanile, dispersione scolastica, violenza di coppia
sono all’ordine del giorno e impattano sull’amministrazione di una
comunità di un milione di abitanti. Tanti fenomeni che fatichiamo a
interpretare derivano da dinamiche familiari. Dobbiamo togliere questi
temi dall’agone politico, avere capacità di comprensione e
tempestività. Al centro deve esserci sempre la tutela della persona,
soprattutto quella fragile. Non è più un tema giuridico da affrontare
dentro i tribunali, ma da affrontare nella società”.
Sulle traiettorie giuridiche legate al mondo della famiglia, non poteva
mancare la voce del prefetto di Napoli Michele di Bari: “Il titolo che
avete scelto è significativo: Avvocati matrimonialisti per la tutela delle
persone, non del matrimonio. La persona inizia ad avere una sua
soggettività. Voi maneggiate una materia esplosiva, con problematiche
spesso inestricabili. La famiglia è lo specchio della società e oggi
questo pilastro avverte crepe. Quando registriamo l’abbassamento
dell’età di ciò che accade nelle piazze, con dodicenni e tredicenni
protagonisti, il vostro ruolo cambia pelle. Servizio, etica e
responsabilità devono essere i pilastri della vostra azione quotidiana”.
Il Presidente Nazionale AMI, l’avvocato Gian Ettore Gassani, chiarisce il
suo punto di vista: “Ringrazio Valentina De Giovanni che ha
organizzato un congresso straordinario. Abbiamo fatto una
scommessa: portare il congresso fuori da Roma, a Napoli. E Napoli ha
risposto alla grande. Oggi parliamo di famiglie più che di famiglia, di
relazioni familiari con tutte le questioni aperte sul piano culturale e
giuridico. L’AMI è una cucina di idee e la presenza massiccia dei
magistrati è un segnale importante di confronto. Siamo cugini di studi,
la toga è una. Da anni come associazione ci stiamo battendo per i
diritti civili. La nostra scuola non parlava soltanto di assegni di
mantenimento e case coniugali da assegnare, parlava soprattutto di
questi temi”.
Ma non è tutto. è ancora il leader nazionale Ami ad aggiungere: “Non
dimenticate che noi siamo stati i primi a scendere in piazza per le
unioni civili, e ne abbiamo passate di tutti i colori. Poi ci siamo
permessi di andare anche alla Corte Costituzionale per discutere del
fine vita, con tutte le conseguenze del caso, perché la nostra
associazione ha avuto sempre il coraggio di sostenere cose che
potevano essere molto pericolose, soprattutto a Roma. Abbiamo
portato ai nostri congressi Mina Welby e Marco Cappato. Per tre volte
abbiamo fatto congressi nazionali per parlare del fine vita e dello
sconcio del turismo procreativo a Barcellona e del turismo della morte
in Svizzera. Noi italiani, che siamo stati la culla del diritto, abbiamo
avuto bisogno di espatriare per tutelare i nostri diritti. Purtroppo in
Europa siamo il fanalino di coda. Pensate che abbiamo introdotto il
divorzio con 150 anni di ritardo rispetto alla Francia e siamo stati gli
ultimi ad aver istituito l’affidamento condiviso con la legge 54 del 2006,
ad aver riconosciuto le unioni civili dove siamo stati preceduti
addirittura dalla Grecia. Il nostro è un Paese difficilissimo ma noi
dell’AMI siamo l’associazione dei diritti delle persone, non soltanto del
diritto di famiglia”.
SCUOLA BIENNALE DI ALTA FORMAZIONE DEL DIRITTO DELLE
RELAZIONI FAMILIARI TARGATA AMI
Nel corso del Congresso è stata presentata la Scuola Biennale di Alta
Formazione in Diritto delle Relazioni Familiari, conforme al D.M.
163/2020 e alla normativa sulla specializzazione forense, in
convenzione con il Consiglio Nazionale Forense e con le Università di
Bologna, Palermo e Suor Orsola Benincasa di Napoli. Un percorso di
275 ore, di cui almeno 200 frontali, con cliniche legali, simulazioni
operative e moduli interdisciplinari di psicologia, mediazione e finanza
della famiglia. Sedi a Roma, Bologna, Palermo e Napoli collegate in
videoconferenza. Bando aperto, iscrizioni entro il 15 gennaio 2027.
Tocca al direttore della Scuola, avvocato Gianni Baldini: “La
scommessa di AMI si concentra su due assi portanti: l’architettura
della struttura didattica e il positioning strategico. Costruire un
percorso di due anni secondo il D.M. 163/2020 richiede rigore
metodologico che superi la mera teoria, integrando cliniche legali,
simulazioni operative e moduli interdisciplinari. Dobbiamo comunicare
al mercato che questa Scuola non rilascia semplici crediti, ma
seleziona e forgia l’élite dei gestori della crisi familiare. Creare una
Scuola biennale non significa erogare semplice formazione o
collezionare crediti formativi: è un vero e proprio cambio di paradigma
culturale e professionale. Superiamo definitivamente la logica dei corsi
frammentati e dell’aggiornamento mordi e fuggi per guidare il
professionista dalla figura del litigante tradizionale a quella di un
gestore della crisi. Non stiamo costruendo una semplice classe, ma
una vera community destinata a diventare laboratorio d’idee e punto di
riferimento per le prassi giurisprudenziali. Oggi il cittadino che affronta
una fase di profonda vulnerabilità non cerca un avvocato generico, ma
uno specialista autorevole e preparato”.
Il programma, moderato da Valentina de Giovanni, Micaela Bruno, Anna
Galioto, Maria Furfaro e Anna Bellantoni, si è concluso con il Family
Talk con Gian Ettore Gassani, Maurizio de Giovanni, Francesco
Genovese, Annamaria Colao, Gemma Tuccillo e Raffaele Sibilio.
Presenti le associazioni AIAF, ONDIF, CAMMINO e UNCM e i Presidenti
degli Ordini dei Giornalisti, degli Psicologi e degli Assistenti Sociali
della Campania

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