Nel Meridione coppie più litigiose, il 40% dei divorzi non è consensuale.

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Niente divorzio fai da te, a Napoli ci si rivolge all’avvocato. È quanto emerge dal sedicesimo
congresso nazionale dell’Ami, l’associazione degli Avvocati matrimonialisti italiani, che si è
svolto il 23 e 24 ottobre scorsi all’Hotel Royal Continental di Napoli, organizzato dalla
vicepresidente Valentina de Giovanni.
Secondo i dati Istat relativi al 2024, in Italia circa tre separazioni su quattro e il 72,6% dei
divorzi si sono conclusi consensualmente. Il restante 27,4% dei divorzi ha seguito un
percorso contenzioso, una modalità più diffusa nel Mezzogiorno, dove raggiunge il 36,8%.
In Campania la negoziazione assistita dagli avvocati rappresenta il 14,8% dei divorzi, una
delle percentuali più elevate d’Italia, seconda soltanto al Lazio. A Napoli la quota si
attesterebbe intorno al 12%. Secondo i dati riferiti all’anno giudiziario 2023-2024 della
Corte d’Appello di Napoli, il Tribunale del capoluogo registra tra le 3.200 e le 3.500 nuove
iscrizioni annue di procedimenti per crisi familiari, mentre quello di Napoli Nord,
competente sull’area aversana e sull’hinterland settentrionale, ne conta tra le 2.100 e le
2.400. Nel distretto napoletano il 71,4% delle separazioni e il 70,1% dei divorzi avviene
consensualmente. La quota restante segue la via contenziosa, spesso per controversie
legate all’assegnazione della casa familiare e alla determinazione degli assegni di
mantenimento. Tra le tendenze emerse dal congresso Ami figura anche il fenomeno del
silver divorce, la rottura del matrimonio in età matura o avanzata.

. L’età media alla separazione supererebbe ormai i 50 anni per gli uomini, attestandosi
intorno ai 47 per le donne. «Devianza giovanile, dispersione scolastica, violenza di coppia
sono all’ordine del giorno e impattano sull’amministrazione di una comunità di un
milione di abitanti. Tanti fenomeni che fatichiamo a interpretare derivano da dinamiche
familiari. Non è più un tema giuridico da affrontare dentro i tribunali, ma da affrontare
nella società», ha detto il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi nell’intervenire alla giornata
inaugurale. «La famiglia è lo specchio della società e oggi questo pilastro avverte crepe —
ha detto il prefetto Michele di Bari —. Quando registriamo l’abbassamento dell’età di ciò
che accade nelle piazze, con dodicenni e tredicenni protagonisti, il ruolo degli avvocati
cambia pelle. Servizio, etica e responsabilità devono essere i pilastri della loro azione
quotidiana». Infine il presidente nazionale dell’Ami Gian Ettore Gassani ha ricordato che
«oggi parliamo di famiglie più che di famiglia, di relazioni familiari con tutte le questioni
aperte sul piano culturale e giuridico. Siamo stati i primi a scendere in piazza per le unioni
civili, e ne abbiamo passate di tutti i colori. Poi ci siamo permessi di andare anche alla
Corte costituzionale per discutere del fine vita. Purtroppo in Europa siamo fanalino di
coda. Abbiamo introdotto il divorzio con 150 anni di ritardo rispetto alla Francia e siamo
stati gli ultimi ad aver istituito l’affidamento condiviso con la legge 54 del 2006, ad aver
riconosciuto le unioni civili. Il nostro è un Paese difficilissimo ma noi dell’Ami siamo
l’associazione dei diritti delle persone, non soltanto del diritto di famiglia».
Assieme a oltre 300 professionisti tra avvocati, magistrati, docenti universitari, psicologi e
assistenti sociali, al congresso hanno partecipato anche lo scrittore Maurizio de Giovanni,
la scienziata Annamaria Colao e il subcommissario di Bagnoli Dino Falconio. Nel corso
dell’iniziativa è stata presentata la Scuola biennale di alta formazione in Diritto delle
Relazioni familiari, in convenzione anche con l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli,
sedi in diverse città e iscrizioni entro il 15 gennaio 2027.

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