Separazione: addebito al marito se interrompe la fecondazione assistita

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Se il marito decide unilateralmente di interrompere i cicli di procreazione assistita potrebbe incorrere nell’addebito della separazione. E’ quanto stabilito dalla Suprema Corte di Cassazione ( sentenza 9 aprile 2015 n. 7132) che ha annullato la sentenza emessa in appello.

Afferma la Cassazione che i giudici di secondo grado non hanno tenuto conto dell’effetto impattante che tale decisione presa dal marito e riguardante l’abbandono del progetto procreativo, ha avuto sulla vita dei coniugi e sulla loro reciproca fiducia.

A differenza di quanto affermato dai giudici dell’appello che non avevano rilevato il nesso di causalità tra la decisione presa dal marito, avvenuta qualche anno prima, e la richiesta di separazione, la Cassazione ha chiarito che il lasso di tempo intercorso tra i due momenti, anche se ampio, non ha rilievo in quanto quell’episodio ha rappresentato il motivo scatenante della rottura dell’affectio coniugalis.

Avv. Claudio Sansò

Coordinatore AMI Nazionale

Presidente AMI Salerno

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