Femminicidio: il decreto è legge. Ma non basta.

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“L’Associazione degli Avvocati Matrimonialisti Italiani
saluta con grande soddisfazione l’approvazione del decreto
legge per arginare l’odioso fenomeno della violenza in
famiglia, la piaga sociale più grave del nostro Paese”,
così l’avv. Gian Ettore Gassani, presidente
dell’Associazione degli Avvocati Matrimonialisti Italiani.

E spiega: “Tuttavia, come succede per tutti i decreti
legislativi a costo zero, restano forti perplessità circa
la concreta prevenzione della violenza intrafamiliare.
Infatti, nel 70% dei casi le donne che subiscono violenza
(sia essa psicologica o fisica) dipendono economicamente dai
propri mariti e/o compagni, con l’effetto che in gran
parte omettono di denunciarli per evitare di finire sul
lastrico a seguito della eventuale applicazione di misure
detentive verso il carnefice”.

“Pertanto non basta modificare il Codice Penale e talune
norme di carattere processuale – afferma il
matrimonialista – perché le donne, davanti alla
prospettiva di una probabile crisi economica della propria
famiglia, per il bene dei figli sono disposte ad accettare
le violenze più gravi”.

E continua: “Occorre creare un welfare efficace con
l’istituzione di un fondo di solidarietà e garanzia
alimentato dalla confisca dei beni nei confronti dei
componenti delle organizzazioni criminali o con altre forme
di sovvenzione che i Ministeri della Giustizia e
dell’Interno potrebbero individuare. L’esempio ci viene
dalla Francia, Paese in cui il Fondo di Garanzia esiste da
anni. L’obiettivo deve essere quello di aiutare
economicamente le donne vittime di violenza, rendendole
libere di ribellarsi a qualsivoglia orrendo sopruso
familiare”.

Infine: “E’ necessario integrare o comunque modificare
la legge appena approvata perché, senza un reale sostegno
economico in favore dei soggetti deboli della compagine
familiare, qualsiasi inasprimento di pena risulterà
inefficace ”.

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