Tragedia a Palermo, carabiniere spara a moglie davanti figlie, poi si uccide

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Una lite tra coniugi avvenuta ieri, presso la stazione dei carabinieri “Palermo Falde”, è finita in orribile tragedia.





L’appuntato Rinaldo D’Alba, di 39 anni, in servizio presso la stessa stazione, dopo un ennesimo e feroce litigio con la moglie, Rosanna Siciliano di 37 anni, ha sparato alla stessa ben 4 colpi di pistola al petto e infine si è suicidato sparandosi alla tempia. 
Nell’abitazione erano presenti oltre ai due coniugi, anche le due figliolette, rispettivamente di 5 e 11 anni. La sorellina maggiore dopo aver sentito i colpi d’arma da fuoco, ha sfondato la porta della camera da letto dell’alloggio di servizio, nella quale la coppia si era chiusa a chiave per discutere. 
La bambina ha così trovato il papà morto e la mamma agonizzante, in una pozza di sangue, ma che ancora respirava. La piccola ha preso il telefono per chiamare il 118. L’operatore del servizio di soccorso si è sentito dire, dalla bambina: “Papà ha ucciso la mamma e si è suicidato sparandosi in testa“. Infine, la bambina, ha preso la sorellina di 5 anni tra le braccia ed è andata nella sua cameretta per attendere l’arrivo dei soccorsi. 

L’appuntato, originario di Bari, aveva conosciuto Rosanna, la moglie, palermitana, nel 1995 quando era stato trasferito in servizio a Palermo, i due si sposarono ma si separarono dopo alcuni anni a causa degli incessanti litigi che la coppia aveva in continuazione. Poco prima della nascita della seconda figlia la coppia aveva deciso di ricongiungersi, nel 2006, per separarsi poco dopo a causa, sempre, dell’incompatibilità tra i due.
Da qualche mese si erano separati definitivamente e il giudice aveva affidato a lei l’alloggio di servizio, l’appuntato si era dovuto trasferire in un altro appartamento della caserma.

La tragedia della follia è avvenuta verso le 19. I soccorritori intervenuti sul posto garzie alla chiamata della piccina hanno trovato la moglie ancora viva, e subito sono intervenuti tentando di tutto per salvarla: purtroppo a nulla son valsi i tentativi di rianimarla, pochi attimi ed è sopraggiunta la morte.
Secondo prime indiscrezioni, sembrerebbe che, nonostante la separazione, la coppia avesse deciso di mantenere rapporti cordiali per amore delle bambine. L’atto finale di ieri molto probabilmente è avvenuto a causa del sentimento di forte gelosia, maniacale, che animava l’uomo, oltre alla mancata rassegnazione dello stesso per la fine del matrimonio. Secondo primi accertamenti poi, risulterebbe che l’appuntato avesse anche il sospetto che nella vita dell’ex moglie fosse entrato un altro uomo. Vero o meno che sia, e in preda a un raptus, l’appuntato D’Alba ha impugnato la sua arma di servizio e ha sparato contro Rosanna. Poi ha puntato la pistola alla testa e si è sparato. Le bambine sono state subito prese in custodia e affidate agli psicologi del 118 mentre una discreta folla di amici e conoscenti di Rosanna si era radunata nei pressi della caserma abitazione.
Uno dei presenti, in lacrime, ha dichiarato: “Avevano problemi da tempo, ma lei era sempre molto serena“.
Verso le 21, a bordo di una Ford Focus dei carabinieri è arrivata la mamma di Rosanna, in lacrime e abbracciata al colonnello Giuseppe De Riggi ha iniziato a singhiozzare per la grandissima disperazione.

Commenti su Tragedia a Palermo, carabiniere spara a moglie davanti figlie, poi si uccide

  1. ROSA

    carissimo collega, ti seguo oramai da tempo, vai sempre avanti! sei un fulgido esempio di come la volontà e l’entusiasmo nel fare ciò in cui si crede, porta lontani! Buona fortuna e complimenti!

  2. maria

    egregio collega, le scrivo nella mia qualità di presidente della fidapa sezione di policoro. la nostra associazione segue da sempre le tematiche della famiglia e dei minori (soprattutto delle bambine, delle quali ha addirittura assunto l’impegno a tutela della carta dei diritti). sarebbe interessante lavorare insieme a qualche progetto e perchè no presentare il suo libro anche da noi. a matera conosco la collega che rappresenta l’ami e sono sempre in contatto con la collega di bari, l’avv. martucci zecca. intanto le auguro buon lavoro

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