E’ VIOLENZA SESSUALE RUBARE UN BACIO ALLA EX

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 ROMA – Commette violenza sessuale chi tenta di riconquistare l’ex fidanzata tentando di baciarla sulle labbra. Lo sottolinea la Cassazione, che ha confermato la condanna a un anno e due mesi di reclusione nei confronti di un fidanzato respinto che dovrà anche risarcire, con cinquemila euro, l’ex ragazza che non aveva gradito il tentativo di riavvicinamento. I supremi giudici affermano che “nella nozione di atti sessuali si devono includere non solo quelli che involgono la sfera genitale, bensì tutti quelli che riguardano le zone erogene su persona non consenziente”.


Per i supremi giudici è “vietato” (dalle norme sulla violenza sessuale), “qualsiasi comportamento (addirittura anche se non esplicitato attraverso il contatto fisico diretto con il soggetto passivo) che sia finalizzato ed idoneo a porre in pericolo il bene primario della libertà”. In proposito – con la sentenza 12425 della terza sezione penale – la Cassazione osserva che “il riferimento al sesso non deve limitarsi alle zone genitali, ma comprende anche quelle ritenute dalla scienza non solo medica, ma anche psicologica e sociologica, erogene, tali da essere sintomatiche di un istinto sessuale”. Tra i comportamenti puniti “va ricompreso anche il mero sfioramento con le labbra sul viso altrui per dare un bacio, allorché l’atto, per la sua rapidità ed insidiosità, sia tale da sovrastare e superare la contraria volontà del soggetto passivo”.


 Il caso affrontato dalla suprema corte riguarda il bacio sulle labbra dato da un albanese di 30 anni Florian Q. alla sua ex ragazza, Anna F. che lo aveva lasciato. Il ragazzo era andato sotto l’abitazione della giovane per chiederle di tornare insieme a lei. Al rifiuto di Anna, il ragazzo aveva iniziato ad agitarsi, aveva buttato a terra una bicicletta, poi, tentando il tutto per tutto, aveva afferrato Anna baciandola sulla bocca. In primo grado era scattata la condanna emessa dal tribunale di Belluno il 23 febbraio 2005, confermata in seguito dalla Corte d’appello il 10 marzo 2006 e ora anche dalla Cassazione.


Fonte: Ansa

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