L’OSSESSIONE PER I CELLULARI SPINGE TRE RAGAZZI A FILMARE UNO STUPRO DI GRUPPO

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Ancora una storia di violenza di gruppo nel Capoluogo più discusso della Campania: Napoli e i suoi vicoli ancora una volta protagonisti di una vicenda che per la sua depravazione mal si attaglia alla giovane età dei rei.
Con molto ritardo la confessione della tredicenne vittima dello stupro avvenuto il 13 settembre ma confessato alla madre prima, allo psicologo poi ed infine al magistrato, solo qualche settimana fa.
La ragazza ha tenuto dentro di sé dolore e vergogna per l’accaduto poi la dinamica dei fatti; la tredicenne veniva corteggiata fin dallo scorso anno da tre ragazzi che l’aspettavano sempre all’uscita da scuola ed uno di loro si proclamava innamorato di lei, lusingandola continuamente.
Una stranezza nella vicenda c’era e la ragazza l’aveva colta in pieno pur non sapendole attribuire l’esatto significato: il presunto spasimante si portava sempre dietro due amici!!!
Anche il giorno fatidico il ragazzo, in compagnia dei suoi inseparabili amici, la segue all’uscita da scuola mentre lei torna a casa, fin quando la ragazza  viene spinta da uno di loro in un vicolo deserto.
E’ in quel momento che il più grande di loro cessa di essere gentile, rivelando le sue reali intenzioni e  avanzando una richiesta, che comprendeva anche gli altri due, tanto esplicita quanto inaccettabile per la ragazza.
Uno stupro di gruppo consumatosi in un vicolo deserto e persino filmato con la videocamera del cellulare di uno di loro!!!
Il 25 ottobre un funzionario del Commissariato di polizia della zona ha raccolto la querela della ragazza in lacrime, sentendosi scivolare via il dolore, col racconto dei fatti e dei nomi dei tre giovanissimi, sedici, quindici e quattordici anni, tutti incensurati, confermando anche la storia delle riprese col cellulare.
Quando la polizia ha perquisito le abitazioni dei tre ragazzi e li ha arrestati ha potuto trovare riscontro dello stupro proprio sul cellulare!
C’erano ancora le riprese dell’accaduto osceno: si sentivano le voci , le grida e i volti di tutti i ragazzi coinvolti.
Attoniti i carabinieri hanno guardato le scene del reato….così come attonito era il Giudice che ha ascoltato la giovane.


 


 

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