(AGI) – Roma, 8 feb. – Chiedere la separazione e’ “un diritto”, nel caso in cui un matrimonio sia divenuto “infelice”, per “disaffezione” anche di uno solo dei coniugi, tale da rendere “intollerabile” la convivenza. A scriverlo e’ la Cassazione, che ha cosi’ rigettato il ricorso di un uomo che sollecitava l’addebito della separazione alla ex moglie, la quale, a 70 anni – di cui quasi 50 passati in un matrimonio “nel complesso non felice” – aveva deciso di lasciare la casa coniugale. Il marito aveva presentato ricorso in Cassazione per chiedere l’annullamento della sentenza con cui la Corte d’appello di Firenze aveva escluso l’addebito della separazione alla ex moglie. I giudici di secondo grado, infatti, avevano ritenuto che “l’abbandono, a un’eta’ – 70 anni – in cui semmai piu’ naturale e’ il bisogno di vicinanza e di solidarieta’ morale e materiale e dopo quasi 50 anni di un matrimonio nel complesso non felice, come dimostrato anche da una risalente separazione poi rientrata, trovava la sua ragione appunto in quella infelicita’, almeno per la signora, nella quale ella, alla fine, non aveva avuto piu’ la forza di continuare a vivere”.
Nessuno, aveva sottolineato la Corte d’appello, “puo’ essere obbligato a mantenere una convivenza non piu’ gradita” e “il disimpegnarsi da questa” e’ “un diritto costituzionalmente garantito e non puo’, di per se’, essere fonte di riprovazione giuridica e quindi causa di addebito della separazione”. La prima sezione civile della Suprema Corte ha condiviso la tesi di giudici d’appello: non ha rilevanza il fatto che il marito non abbia tenuto “doveri contrari al matrimonio” come da lui sottolineato nel ricorso, ma basta la verifica della “disaffezione maturata dalla sola moglie”. Tale “disaffezione”, secondo gli alti giudici, e’ dimostrata sia dalla “pregressa, risalente separazione dei coniugi”, indice “di una unione non felice”, sia dall’eta’ (70 anni) della signora nel momento in cui abbandono’ la casa coniugale, fatto che, si legge nella sentenza, dimostra come “l’infelicita’ avesse superato, per lei, il limite della tollerabilita’, perche’ ad un’eta’ avanzata si ha in genere bisogno di stringersi ai propri cari, per riceverne solidarieta’ morale e materiale, piuttosto che allontanarsene”. (AGI) .
Cassazione: matrimonio infelice? “Separarsi e’ un diritto”
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