Incatenato davanti al tribunale di Savona: la disperata protesta di un papà separato

| Inserito da | Categorie: Novità dall'AMI Nazionale

Savona. Divorzi e separazioni e, in mezzo, figli contesi da adulti perennemente in lite. Situazioni spesso “al limite” con genitori impegnati a farsi del male pur di avere l’ultima parola.


Maurizio Ventura arriva da una situazione simile e, come tanti altri papà separati, si sente defraudato di un diritto “naturale” come quello, appunto, di svolgere il ruolo di padre. Questa mattina lo si vedeva davanti al tribunale di Savona, incatenato e arrabbiato, nella speranza di far sentire la propria voce e di poter raccontare la propria storia. Quella di un uomo che si sarebbe visto portare via la figlia dalla moglie senza preavviso e, quel che è peggio, con l’inganno.


“A me è stata portata via mia figlia, cambiata di punto in bianco la residenza senza che io ne sapessi nulla: la mia ex compagna mi aveva detto che sarebbe andata con la piccola a trovare la mamma ma poi, tramite un legale, ho capito quali fossero le sue intenzioni. Era già troppo tardi. Praticamente mi ha portato via la piccola con l’inganno e ha cambiato residenza senza che ne sapessi nulla: l’avessi fatto io, presumo che nel giro di 48 ore avrei avuto i carabinieri a suonarmi alla porta” racconta Maurizio.



“Rimarrò qui incatenato finchè qualcuno non mi ascolterà seriamente: due, tre notti, fa niente, mia figlia è mia figlia – si sfoga Maurizio – E’ ora di finirla di trattare noi padri separati come persone senza alcun diritto mentre le madri possono disporre dei figli come vogliono senza consultarci e allontanandoli da noi. Abbiamo i loro stessi diritti, siamo papà come loro sono mamme, non dovrebbe esserci questa disparità di trattamento. Non dobbiamo sottostare a tutto ciò che vogliono le nostre compagne perché incombe la minaccia che possano portarsi via i bambini: non è giusto”.


Maurizio, insieme alla compagna (che ha altri tre bimbi da un precedente matrimonio) si sono trasferiti a Savona qualche anno fa da Gallarate, località dove ora è tornata a vivere la donna portando con sé la bimba. “Voglio avere la possibilità di vedere mia figlia crescere e di stare con lei” dice l’uomo che al momento non ha un lavoro e, il prossimo 15 settembre, dovrà lasciare l’abitazione che divideva con la sua compagna che, stando al racconto di Maurizio, ha disdetto il contratto d’affitto a sua insaputa. “Ho anche pensato al suicidio” racconta il papà separato.


A trovarsi nella sua stessa situazione sono molti altri padri liguri. “Purtroppo Maurizio è solo uno dei tanti papà separati in crisi – dice Mauro Lami, presidente dell’associazione “Papà separati” della Liguria – Riceviamo in media cinque telefonate al giorno di uomini disperati che non riescono a vedere in propri figli né a vivere in modo dignitoso. Sono purtroppo molte le madri che, dopo aver deciso di interrompere un rapporto, si portano via i bimbi senza discutere né avvisare il padre. I numeri in Liguria sono altissimi, perché altissima è la percentuale di divorzi e separazioni. Purtroppo si tratta di un fenomeno che le istituzioni sembrano sottovalutare o non considerare”.

IVG.it…

Commenti su Incatenato davanti al tribunale di Savona: la disperata protesta di un papà separato

  1. aldo

    Mentre gli “onorevoli” si trastullano, vanno in vacanza, e si preoccupano di decidere provvedimenti sanzionatori per chi maleducatamente butta sul suolo pubblico i mozziconi di sigaretta ed altre corbellerie del genere per rendere così civile l’Italia che resta l’unica nazione EU con un diritto di famiglia che puzza di muffa ed un pallido tentativo di aggiornamento che vegeta nelle segrete celle della Camera (maiuscolo per l’Istituzione,non certo per gli occupanti) sin dal lontano 2008 alla faccia della civiltà!

  2. Marilena

    Vergogna ! Un paese democratico. Donne andate a lavorare non usate figli x ricevere soldi . questo non è amore, dimostrate di essere mamme. Vuoi cosa fate x vostri figli, niente? Per vuoi nascere un figlio e avere bancomat assicurato. vergogna!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *