Lui guadagna 1000 euro: il Tribunale di Ascoli lo condanna ad un mantenimento di 1.100

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Il Tribunale di Ascoli Piceno, con sentenza n. 312/2012, ha disposto a carico di un marito il pagamento di un mantenimento in favore della ex di euro 1.100, anche se dalla documentazione reddituale prodotta risultava che lo stesso guadagnasse 1000 euro al mese. La pronuncia del Tribunale marchigiano è alquanto singolare in quanto la moglie è anche titolare di una busta paga pari ad euro 456,00 mensili.


Il ragionamento adottato dal giudice ordinario è stato quello secondo cui la donna, data l’età, non può avere prospettive di miglioramento della sua situazione occupazionale, mentre il reddito documentato dal marito non sarebbe credibile in virtù del tenore di vita che la coppia avrebbe avuto in passato. Pertanto, il Giudice ha stabilito  che “se il tenore di vita antecedente alla separazione dei coniugi era “dignitoso” e confermava una condizione economica facoltosa, i modelli unici e qualsivoglia altra documentazione della situazione reddituale, debitamente presentati in giudizio, non sono idonei a dimostrare le reali risorse patrimoniali ed economiche della coppia”.


Avv. Claudio Sansò


Coordinatore AMI NAZIONALE


 

Commenti su Lui guadagna 1000 euro: il Tribunale di Ascoli lo condanna ad un mantenimento di 1.100

  1. Monica

    Assurdo…Le condizioni economiche, purtroppo possono cambiare in un qualsiasi momento, soprattutto in questo periodo qui in Italia. Parlo per esperienza personale, perchè anch’io fino a 2 anni fà avevo un tenore di vita medio alto, grazie al mio lavoro redditizio, ed ora non riesco neanche più a pagare le bollette e mettere la benzina alla mia macchina comprata nuova di zecca al concessionario 4 anni fà. Sono una donna,non ho problemi di separazione o quant’altro, ma le cose assurde non si possono condividere solo per solidarietà femminile. Alzo le mani, solo se fosse sicuro che l’ex marito abbia delle entrate in nero. Buonasera

  2. Carlo Orecchia

    Mi pare chiaro che qualcuno ha presentato una dichiarazione dei redditi falsa. Quella della moglie sembra pericolosamente vicina al minimo dichiarabile, quella del marito è da lavoro dipendente o autonomo? Perché nel secondo caso è abbastanza ovvio che avrà pure lui presentato una dichiarazione abbastanza edulcorata.

    Quello che non capisco è perché si possa in un tribunale italiano e non delle isole cayman presentare dichiarazioni false impunemente. Mia moglie l’ha fatto e l’esposto alla Agenzia delle Entrate l’ho dovuta fare io!

  3. Stefano da Cagliari

    ditemi che sto solo sognando, che non è la realtà. Tutto questo è un incubo. i giudici prima andavano a frugare nel tuo reddito per pagare e mantenere la tua ex ora non più. ora guardano se hai una vita dignitosa…. ma siamo matti ? così la prossima volta, un giudice imbecille, che funge e costituisce “L’ORIENTAMENTO DELLA GIURISPRUDENZA” potrebbe chiedere una cifra frutto di chissà quale calcolo pseudo-matematico logaritmico elevato X, CHE NON E’ NEPPURE TENUTO A GIUSTIFICARE. questa vita imposta da giudici ed ex mogli è un inferno, è diventata un orribile film di Hitchcock … e la legge che dovrebbe tutelare gli innocenti ormai si è dimostrata per quella che è veramente: è nata per tutelare gli interessi dei più forti.

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