Il figlio maggiorenne non autosufficiente può intervenire nella causa di separazione

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Il figlio maggiorenne può interevenire autonomamente nel giudizio di separazione e di divorzio dei genitori. Lo ha sancito la Corte di cassazione con la sentenza n 4296/2012, (Sezione I civile – del 19 marzo 2012), con la quale ha riconosciuto ad un ragazzo di venti anni la legittimazione ad intervenire nella causa tra madre e il padre al fine di richiedere il suo mantenimento.


 


La Corte ha precisato che vi sono due posizioni tutelabili nel caso specifico e cioè quella del genitore convivente diretta ad ottenere l’assegno per adempiere ai propri compiti senza dover anticipare il denaro di tasca propria; e quella del figlio avente diritto al mantenimento, “ed anzi legittimato in via prioritaria ad ottenere il versamento diretto del contributo”, così come previsto all’articolo 155 quinquies c.c.



 


Spiega la sentenza: l’articolo 155 quinquies “appare rivolto al giudice della crisi familiare, chiamato ad adottare – sulla base di una prudente valutazione delle concrete emergenze del caso – quella diversa determinazione in deroga al principio generale”. E con l’ingresso in giudizio del figlio si amplia il contraddittorio consentendo al giudice di decidere “sulla base di una approfondita ed effettiva disamina delle istanze dei soggetti interessati”.


 


Il ragazzo veneziano si è visto confermato un assegno (di 6mila euro al mese) per la continuazione in autonomia degli studi universitari.


Avv. Claudio Sansò


Presidente AMI SALERNO

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