Un matrimonio su tre fallisce e in Campania il trend è in aumento. Finalmente anche a Napoli da settembre c’è una sede dell’AMI (Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani) già presente in tutte le maggiori città italiane. Valentina de Giovanni, presidente dell’AMI della sezione distrettuale di Napoli ci spiega come si può attuare una “separazione costruttiva”, tema che verrà affrontato il 16 gennaio in un importante convegno organizzato dall’AMI a Napoli.

 

Cos’è l’AMI?

 

L’Ami è un’associazione che si occupa di diritto di famiglia, minorile e delle persone che ha tra i suoi scopi quello di  promuovere una nuova cultura della separazione proponendo un approccio  multidisciplinare di tutti i professionisti che dovrebbero cooperare per sostenere la famiglia nel momento della crisi. Attraverso la formazione di queste figure professionali riteniamo sia possibile sostenere  la famiglia nella ridefinizione della vita dei suoi membri nel tragico momento della fine del rapporto di coppia. Ecco perché possono aderire alla nostra associazione oltre agli avvocati psicologi, mediatori familiari, insegnanti, assistenti sociali, componenti delle forze dell’ordine.

 

Come fare per raggiungere questo scopo?

 

Come già detto crediamo che  innanzitutto sia necessaria la formazione specifica di avvocati, dei giudici e degli operatori del settore sociale che dovrebbero gestire la separazione in modo più umano e compassionevole. Un avvocato sensibile ad esempio può comprendere se c’è ancora qualcosa da fare per salvare la coppia, proponendo una terapia di coppia. Così come i provvedimenti di un giudice attento possono far si che si riducano al minimo i conflitti tra i genitori e che la genitorialità sia quanto più condivisa e cooperativa nel bene dei figli.

 

Noi dell’AMI da sempre auspichiamo la creazione  del Tribunale della Famiglia dove possano essere affrontate in modo esaustivo e altamente specializzato le problematiche connesse al conflitto coniugale  (affido dei figli, sostegno alla famiglia, questioni patrimoniali, ecc.).
l’AMI, inoltre, in tutta Italia ha aperto sportelli di consulenza specializzata legale gratuita operando sempre in sinergia con le associazioni che si occupano di assistenza alla genitorialità, violenza sulle donne e altre problematiche che possono riguardare la famiglia separata e i suoi componenti. Anche l’AMI Napoli si sta attivando in questo senso. 

 

Infine ritengo che avvalersi dei patti prematrimoniali anche in Italia sarebbe una cosa molto positiva, non si tratta di essere cinici, di fatto “patti chiari ” possono anche significare “amicizia lunga” ed in tal modo, quando le cose non funzionano, si potrebbe è gestire in modo civile la rottura.

 

Le separazioni sono in crescita? Quali le cause?

 

Una coppia su tre si separa anche al sud. In Campania il trend è in crescita. E’ ormai sfatato il mito della crisi del settimo anno, si separano sempre più coppie anche dopo 3 anni di matrimonio e coppie con figli grandi quando viene meno lo scopo di restare insieme per i figli.
Rispetto al passato, da un punto di vista sociologico, si è determinata  una crescente incapacità di adattarsi al bene comune, soprattutto da parte dell’uomo che difficilmente rinuncia alle sue abitudini, comprimendo la propria libertà.
La responsabilità rispetto alla rottura della relazione di coppia, il più delle volte è da attribuire al 50% al comportamento di ciascuno, tuttavia il più delle volte sono proprio le donne a scegliere di separarsi. Gli uomini, dal canto loro, spesso restano basiti affermando di non comprendere le cause della crisi e dimostrandosi frequentemente incapaci di comprendere a fondo le esigenze della compagna.
La donna, a sua volta, è meno remissiva e comprensiva di un tempo.
La crisi economica incide indubbiamente sulla rottura di coppie già in difficoltà. Eppure sono tanti anche i “matrimoni forzati” : i coniugi restano insieme proprio a causa dei problemi economici, perché separando i redditi non sopravvivrebbero.

 

Quali sono le problematiche più difficili da affrontare durante una separazione?

 

Le problematiche per lo più sono di natura economica anche se l’affidamento dei figli minori e l’assegnazione della casa coniugale sono spesso nodi difficili da districare. E’ proprio in tali casi che è molto utile il ricorso alla mediazione familiare e/o ad un percorso di sostegno psicologico.
C’è , inoltre, il problema dei papà separati che si ritrovano a fare i conti con la sopravvivenza, tra mantenimento della moglie e dei figli subendo l’inevitabile allontanamento dalla casa familiare che il più delle volte viene loro assegnata. D’altra parte le problematiche di una donna non sono da meno: soprattutto al sud c’è un’altissima percentuale di donne che non lavorano e che non riescono a farsi carico di tutte le spese necessarie per il mantenimento dei figli avvalendosi esclusivamente del contributo versato dal coniuge.

 

Come aiutare i figli a non essere traumatizzati dalla separazione?

 

Gli psicologi sostengono che un bambino che assiste alle violenze tra i genitori è come se le subisse in prima persona. Il lavoro più grande è proprio di sostegno alla genitorialità, rispetto al riequilibrio delle relazioni con i figli e all’appianamento dei conflitti tra i partner che incidono sulla serenità dei bambini. Di fatto ciò che mantiene in vita la relazione tra i due ex coniugi è il bene che essi portano ai loro figli, e questo è il punto di partenza su cui lavorare per evitare il definitivo collasso familiare. L’affidamento condiviso imposto dalla legge nel 2006 ha inciso positivamente sulla mentalità: il legislatore ha voluto educare i partner ad essere genitori prima che ex partner arrabbiati.
Inoltre grazie alla legge recentemente approvata non c’è più differenza tra figli naturali e legittimi: quelli naturali prima subivano forti discriminazioni e ciò sia da un punto di vista sostanziale che procedurale.  Per fortuna oggi non è più così anche se l’applicazione della normativa nella pratica è ancora tutta da sperimentare.

 

Nella separazione c’è differenza tra sud e nord Italia?

 

In Campania, come in tutto il Sud, la situazione delle persone che si separano è molto diversa dal resto d’Italia.
Ad esempio il ruolo della famiglia d’origine al Sud è ancora preponderante e ciò spiega i suoi effetti  nel bene e nel male: i nonni oggi molto presenti rappresentano da una parte una grande risorsa economica, morale ed affettiva,  ma, dall’altra spesso  invadono eccessivamente  la sfera del rapporto tra i coniugi. Anche l’ incapacità di allontanarsi dalla famiglia d’origine da parte di uno dei coniugi, può essere all’origine del conflitto di coppia. 

 

Va detto, altresì, che  al sud i padri sono meno presenti in casa, aiutano di meno, e non sempre sono realmente partecipi delle necessità dei figli.

 

La violenza sulle donne non sembra arrestarsi, quante si separano perché vittime del marito violento?

 

Sono tantissime. Spesso la separazione è l’ultimo atto di una serie di violenze fisiche, ma anche psicologiche. “Ti tolgo i figli”, “non sei buona a niente”, “non potrai sopravvivere senza il mio aiuto” sono alcune delle minacce che subiscono. Spesso le donne sono vittime inconsapevoli e solo quando si determinano a separarsi se ne rendono conto a pieno. Il più delle volte alla base della violenza vi è l’incapacità da parte di un certo tipo di uomo di accettare il grande cambiamento sociale dei ruoli. Probabilmente  egli ha ancora in mente il modello della madre casalinga e tende ad imporlo. Se la donna rivendica i suoi spazi spesso l’uomo non lo accetta, soprattutto quando lei non lavora e dunque non è indipendente. Questo tipo di uomo vive ancora l’amore come senso di possesso della donna. Ecco che uomini violenti arrivano finanche a uccidere la compagna, quando non accettano l’estrema rivendicazione di libertà rappresentata  dalla scelta di lei di separarsi.
In questo senso è urgente un ulteriore sforzo legislativo che ad esempio si preoccupi di  creare  un corpo di polizia e dei carabinieri specializzato che sappiano accompagnare e tutelare le donne dopo la denuncia per aver subito violenza, perché evidentemente la legge sul reato di stalking da sola non funziona.

 

Di tutto ciò che riguarda un nuovo approccio alla cultura della separazione si parlerà nell’ambito del convegno “La famiglia oltre la separazione. Esperienze e riflessioni a confronto” organizzato dall’AMI il 16 gennaio dalle 12.00 alle 16.00 che si svolgerà presso l’Auditorium del Centro Direzionale sede del Tribunale di Napoli, cui parteciperanno: il presidente nazionale dell’AMI Gian Ettore Gassani, psicoterapeuti, giudici, avvocati. Interverrà Maurizio de Giovanni che leggerà un racconto inedito sul tema.

 

Info: Attualmente la sede dell’AMI Napoli è presso lo studio dell’Avv. de Giovanni in Via Tasso, 428 F- tel-fax 081191449 napoli@ami-avvocati.it   www.ami-avvocati.it

 

Alessandra Del Giudice

Una risposta a “Verso una separazione costruttiva”: intervista al presidente Valentina De Giovanni

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