Ex coniugi, gli assegni finiscono sotto la lente

24/09/2013 10:50

Ex coniugi, gli assegni finiscono sotto la lente


Anche gli assegni all'ex coniuge e portati in deduzione in Unico sono uno degli elementi su cui può contare il redditometro nella selezione dei contribuenti. Non è, però, l'unico aspetto che rischia di incidere sui controlli. Una separazione potrebbe anche nascondere talvolta ragioni diverse dai litigi coniugali: è il caso dei benefici fiscali che si possono ottenere. 
In una separazione ritenuta strumentale il soggetto che eroga le somme potrebbe essere chiamato a dimostrare la propria disponibilità e la provenienza del denaro. Si pensi a un versamento mensile in favore sia dell'ex coniuge sia dei figli: chi corrisponde il denaro deve essere in grado di giustificare redditi tali da permettersi l'esborso. In caso contrario, dovrebbe dimostrare di aver ottenuto prestiti da terzi, di aver utilizzato vecchi risparmi o di non aver adempiuto all'obbligo corrispondendo in parte le somme dovute. 
Sul coniuge che riceve il denaro ricade l'obbligo di dichiarare solo le somme mensili in suo favore e non quelle per il mantenimento dei figli. Pertanto una strategia di prevenzione consiglia passaggi con sistemi tracciabili per giustificare maggiori entrate rispetto ai redditi dichiarati. Stessa considerazione per la quota una tantum corrisposta: non va dichiarata dal ricevente e pertanto se debitamente documentata (sentenza, bonifico o assegno) può dimostrare la maggior disponibilità. Tuttavia in sede di separazione, oltre agli accordi sul denaro, possono avvenire trasferimenti di proprietà immobiliari, mobiliari o che si conceda ad uno dei coniugi l'uso di determinati beni. In queste ipotesi, il «beneficiario» potrebbe essere chiamato dal Fisco a dimostrare la capacità di mantenimento. 
Soprattutto in separazioni «ricche» uno dei due coniugi potrebbe ritrovarsi con rilevanti disponibilità. L'agenzia delle Entrate potrebbe, dunque, chiedere come il coniuge che ha l'uso o la proprietà di immobili, auto, faccia fronte agli oneri per il mantenimento. Può rivelarsi utile che, oltre all'eventuale assegno mensile (confluito nella dichiarazione dei redditi), l'eventuale denaro erogato per concorrere alle spese gestionali sia corrisposto con sistemi tracciabili.
Attenzione poi ai trasferimenti di residenza oltreconfine: in questi casi, infatti, per superare eventuali presunzioni è fondamentale che il denaro giunga in Italia da conti esteri.

Tratto da Il Sole 24 Ore - norme e tributi

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