Ennesima vicenda familiare che vede  coinvolto un figlio minore conteso.

Questo caso vede coinvolto un operaio di un piccolo centro del salernitano (Sant’Arsenio) che dal 2000 era coniugato con una donna venezuelana.

Nel 2010 la donna ritorna in Venezuela con il figlio per la celebrazione del matrimonio di un parente. Nonostante i coniugi stessero per separarsi, il marito accompagna la moglie e il figlio all’aeroporto di Roma per prendere il volo per Caracas. 

Il marito era convinto del loro rientro in Italia. Ma così non è stato.

Così è iniziata una battaglia giudiziaria fatta di querele e ricorsi in Italia e Venezuela.

Il Tribunale di Caracas, facendo leva rispetto a quanto sancito nella convenzione internazionale dell’Aja del 1980, ordina il rientro in patria del minore.

Giustamente il Tribunale di Caracas adotta questa decisione in quanto i minori devono rientrare presso il luogo abituale di dimora (l’Italia), senza adottare alcun provvedimento in merito all’affidamento del piccolo,  giacchè la giurisdizione sul punto appartiene al luogo di residenza stabile del minore. In tal caso del giudice dell’instaurata separazione giudiziale.

La donna, rientrata in Italia senza, il minore viene arrestata dai carabinieri di Polla (SA), poichè indagata per sottrazione internazionale di incapace.

Avv. Claudio Sansò

Coordinatore Nazionale AMI

Presidente AMI SALERNO

3 risposte a Arrestata una donna venezuelana per aver sottratto il figlio minore

  • fabio carpani scrive:

    A me è successa la stessa cosa e fortunatamente dopo 413 giorni e spese legali impossibili per un semplice operaio, sono riuscito a riavere mio figlio che a distanza di 3 anni vive felicemente nel Paese che gli ha dato i natali…i genitori dovrebbero pensare maggiormente ai traumi che espongono i propri figli nel commettere simili reati, invece pare che l’egoismo prevalga…la Convenzione dell’Aja sulla carta è uno strumento meraviglioso, peccato che il più delle volte venga disattesa….

  • Fabio Baviera scrive:

    Buonasera,
    avrei necessità di contattare, per richiedere urgenti informazioni, qualcuno che ha vissuto la brutta esperienza ai danni del figlio/a minore.
    Cordiali saluti,

    Fabio Baviera

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