In Italia si divorzia sempre di più. Sebbene l’ultimo report dell’ISTAT indichi una leggera diminuzione del dato generale, i divorzi nel Bel Paese sono comunque molti: circa 53 mila ogni anno, 173 ogni 1000 matrimoni. L’infedeltà può essere considerata come una delle maggiori cause che portano al divorzio, specialmente negli ultimi anni; se è vero che gli/le infedeli sono sempre esistiti/e, è anche vero che le nuove tecnologie rendono più semplice l’individuazione di eventuali tradimenti.
Secondo l’Associazione Avvocati Matrimonialisti, WhatsApp viene citato nel 40% dei casi di divorzio italiani come prova dell’infedeltà del partner. Secondo Gian Ettore Gassani, presidente dell’associazione, WhatsApp è solo uno dei molti strumenti utilizzati per portare avanti un tradimento.

“I social media hanno incentivato i tradimenti in Italia rendendoli più semplici; prima attraverso i messaggi, poi tramite Facebook e ora con WhatsApp” ha spiegato Gassani “WhatsApp ha incoraggiato il ritorno del latin lover”. Sempre secondo l’avvocato, utilizzando l’applicazione i partner infedeli possono comunicare più facilmente con gli amanti e mantener più relazioni contemporaneamente.
“Gli amanti possono scambiarsi fotografie compromettenti di loro stessi” prosegue Gassani “Abbiamo visto adulteri utilizzare il servizio per portare avanti tre o quattro relazioni. Queste sono situazioni destinate ad esplodere”.

WhatsApp, utilizzata da 600 milioni di utenti in tutto il mondo, a febbraio è stata acquisita da Facebook per 19 miliardi. In Italia l’81% di possessori di iPhone la utilizza ogni mese. Una nuova funzione introdotta la scorsa settimana permette di sapere quando l’altro utente ha letto il messaggio, rendendo più difficile negare al proprio partner di averlo fatto .
“Il mio messaggio agli adulteri è ‘siate prudenti’, perché così come ha reso il tradimento più semplice, WhatsApp lo rende anche facilmente individuabile” ha concluso Gassani “I partner spesso si insospettiscono quando sentono il suono che indica l’arrivo di un nuovo messaggio”.

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