La I Sez. Civile della Corte di Cassazione, con sentenza n. 9915/2007 ha affermato che l’assegno, a titolo di mantenimento per il coniuge e i figli, rischia di aumentare notevolmente per chi conduce una vita dispendiosa.
Il coniuge, inoltre, se ne fa richiesta, può far controllare le capacità economiche dell’altro coniuge, attraverso indagini di polizia tributaria rivolti ad un pieno accertamento delle risorse economiche dell’onerato.
I Giudici della Suprema Corte, accogliendo il ricorso di una donna, hanno affermato che, per una esatta determinazione dell’assegno di mantenimento, non ci si può limitare alla verifica del solo reddito del coniuge obbligato, ma è necessario anche considerare la circostanza che lo stesso conduca una vita particolarmante lussuosa e dedita allo sfarzo.
Bisogna, quindi, tener conto di altri elementi suscettibili di incidere sulle condizioni delle parti quali, ad esempio, la disponibilità di un consistente patrimonio, anche mobiliare e, soprattutto, lo stile di vita particolarmente agiato e lussuoso.
Nel caso de quo, la ricorrente ha fatto notare ai Giudici di legittimità le sfarzose abitudini vacanziere del marito, abitudini che i Giudici di merito non avevano in alcun modo preso in considerazione.

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