La scia di sangue nelle famiglie non si ferma. I tre
episodi accaduti nelle ultime ore in Liguria, Toscana e
Campania dimostrano quanto in Italia la famiglia, oggi non
più isola felice, riesca a mietere più vittime della
malavita.

La figlia che a Bordighera ha tentato di far uccidere per
motivi di eredità la madre, la donna che a Napoli ha
tentato di uccidere la sua bambina di due anni e mezzo con
cinque coltellate e l’uxoricidio in Toscana che ha visto
protagonista un domenicano, danno il senso del fenomeno
sociale più grave che esiste in Italia: la violenza tra
familiari.

Sta cambiando, quindi, la violenza: non avviene solo tra i
coniugi ma si sta scatenando anche reciprocamente tra
genitori e figli: è la seconda volta quest’anno che un
figlio assolda un killer per uccidere un genitore. In marzo
a Reggio Emilia una figlia diciannovenne ingaggiò un
extracomunitario, versandogli cinquemila euro, per far
uccidere il padre.

Non sempre, pertanto, alla base di tali delitti sussistono
problemi di coppia e di separazione. La violenza è
strisciante ed è frutto di un malessere generale della
famiglia italiana, sempre più alle prese con crisi di
identità e di tenuta. Pertanto i casi di Erika ed Omar e,
prima, quello di Pietro Maso, pur nella loro efferatezza,
non possono essere più considerati eccezionali.

Negli ultimi quarant’anni nelle famiglie italiane sono
stati assassinati circa 400 bambini di età inferiore ai 4
anni (nel 90% dei casi ad opera delle madri). Ciò
significa che il famoso delitto di Cogne, anch’esso, non
può essere considerato un fatto statisticamente
eccezionale.

“Non sempre alla base di tali omicidi può ravvisarsi uno
squilibrio mentale – dice il presidente nazionale AMI avv.
Gian Ettore Gassani – quanto una incapacità di alcuni
genitori di oggi e dei loro figli di impostare un dialogo
costruttivo nel quadro di un mutuo rispetto. In pratica
genitori e figli sovente vedono nell’altro un ostacolo o
addirittura un nemico da abbattere. Urge una nuova politica
finalizzata al recupero di valori minimi di cui la famiglia
si deve riappropriare nonchè un potenziamento della rete
dei servizi sociali e dei centri antiviolenza affinché
questi ultimi possano mediare sui disagi e sui conflitti
familiari e portare tempestivamente all’attenzione
dell’Autorità Giudiziaria ogni segnale di squilibrio che
possa essere prodromico di gravi fatti di sangue. Oggi molte
famiglie italiane sono sole e hanno bisogno di sostegno
psicologico”.


0 risposte a Uxoricidi, tentati matricidi ed infanticidi:famiglia italiana in grave crisi. Negli ultimi 40 anni uccisi in casa 400 bambini 0-4 anni.

  • Blanca Tosacanelli scrive:

    I crimini a sangue freddo ci provocano terrore. Ma l’omicidio di una figlia contro la madre, è un fatto che non ha nome e che merita la pena di morte.
    Nella città di Lima, in Perù, la moglie Maria Teresa Cruzado Vera ucciso la madre molti anni fa e ancora oggi le autorità non fanno nulla per indagare sulla criminalità. Autorità internazionali che difensori dei diritti umani dovrebbe fare un appello al governo peruviano, al fine di scovare il cadavere della vittima per vedere se è stato avvelenato, e denunciare l’assassino di che, per essere giudicato e condannato.

  • Blanca Toscanelli scrive:

    I crimini a sangue freddo ci provocano terrore. Ma l’omicidio di una figlia contro la madre, è un fatto che non ha nome e che merita la pena di morte. Nella città di Lima, in Perù, la moglie Maria Teresa Cruzado Vera ucciso la madre molti anni fa e ancora oggi le autorità non fanno nulla per indagare sulla criminalità. Autorità internazionali che difensori dei diritti umani dovrebbe fare un appello al governo peruviano, al fine di scovare il cadavere della vittima per vedere se è stato avvelenato, e denunciare l’assassino di che, per essere giudicato e condannato.

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