Incredibile sentenza ad Hannover.
In un processo per violenza sessuale, un uomo ha avuto riconosciuta l’attenuante di essere “sardo”.
Questi in breve i fatti. Un cameriere di 29 anni convinto che la fidanzata lo tradisse, l’ha tenuta segregata per giorni, l’ha picchiata, violentata, torturata e umiliata in vari modi, ma ha ottenuto uno sconto di pena ed è stato condannato a sei anni di carcere: il giudice gli ha concesso le “attenuanti etniche e culturali”.
Nella sentenza si legge testualmente: “Si deve tenere conto delle particolari impronte culturali ed etniche dell’imputato. E’ un sardo. Il quadro del ruolo dell’uomo e della donna, esistente nella sua patria, non può certo valere come scusante ma deve essere tenuto in considerazione come attenuante”.
Il fatto di essere nato in Sardegna, per il giudice tedesco, renderebbe dunque meno grave la responsabilità di un giovane che ha tenuto prigioniera la sua fidanzata per tre settimane, sottoponendola anche a violenze sessuali di gruppo.
Le convinzioni del magistrato sui sardi, a dir poco bizzarre, hanno fatto risparmiare al cameriere almeno due anni di carcere.
 Il suo avvocato è comunque indignato: “E’ una sentenza razzista”.
Non meno  stupefatto,  il presidente del Consiglio regionale della Sardegna ha commentato: “Se le motivazioni sono quelle riportate dagli organi di stampa, c’è da inorridire. Non c’è alcuna cultura sarda di segregazione e violenza sulle donne, si tratta di un episodio di violenza e, come tale, da condannare”.

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