Lo ha stabilito il Tribunale per i Minorenni di Catanzaro con decreto depositato il 31 gennaio scorso ( Presidente Dott. Luciano Trovato, Giudice Relatore Dot.ssa Teresa Chiodo).


Ed infatti sostiene il Tribunale che, per costante giurisprudenza ella Cassazione,   anche a seguito dell’intervento della legge 54/2006, è stato riconosciuto non un vero e proprio diritto di visita dei nonni o degli altri congiunti, ma solo un interesse del minore ad una crescita sana ed equilibrata alla cui realizzazione possono contribuire anche le figure dei congiunti , a meno che non ci siano ragioni che ostano  al mantenimento di tale rapporto. Pertanto i parenti di ciascun ramo genitoriale possono vedersi riconosciuto , ai sensi degli artt. 333 e 336 c.c. il proprio “diritto” solo quando sussiste un effettivo impedimento alla frequentazione del minore frapposto dai genitori e solo qualora tale impedimento sia carente di ogni ragione e non può, viceversa , ritenersi sussistere ogni qual volta vengano dedotte e provate serie circostanze che sconsigliano il rapporto.


Nel caso di specie i nonni materni di due bimbe avevano adito il Tribunale per i Minorenni nei confronti dei genitori delle nipotine   per l’adozione ex art. 333 c.c. di un provvedimento a tutela delle minori affinché potessero incontrare i nonni materni.


Ma dall’istruttoria era emerso che non sussistevano situazioni pregiudizievoli in danno delle minori, suscettibili di determinare l’adozione di provvedimenti limitativi della potestà genitoriale: le due bambine  serene, intelligenti e comunicative, erano ben inserite nel contesto familiare; i genitori delle bimbe , figure forti e rassicuranti , rappresentavano un valido riferimento affettivo  ed educativo per la prole. Invece  si era manifestata  in maniera evidente una situazione di forte conflittualità tra nonni e genitori delle bimbe, causata dalla totale ed ingiustificata disapprovazione dei nonni nei confronti dell’indirizzo educativo adottato dai genitori nei confronti delle minori . Inoltre dalla Corte era stato rilevato che   l’ accesa conflittualità si era palesata anche nel corso dell’udienza , costringendo il giudice istruttore ad allontanare dall’aula  i nonni ricorrenti .


Ed in decreto  il Tribunale  evidenzia che è innegabile che le gravi censure –anche in udienza – formulate dai nonni materni nei confronti soprattutto del genero e risultate non suffragate da idonei riscontri, le indebite intrusioni effettuate nella privacy familiare, costituiscono espressione di una totale sfiducia dagli stessi nutrita  nei confronti delle capacità genitoriali del papà e della mamma delle minori ed interferiscono negativamente sul progetto educativo familiare e sull’armonico sviluppo della personalità in itinere delle minori.


Pertanto il Tribunale per i Minorenni ha rigettato il ricorso dei nonni materni, ribadendo che  l’interesse dei nonni a frequentare i nipoti può essere preso in considerazione  solo ove risulti  che dalla mancata frequentazione derivi un pregiudizio  a carico dei minori e come, nel caso di specie, una più intensa frequentazione tra le minori ed i nonni materni attuata per via giudiziaria in un clima apertamente ostile e conflittuale non può certo ritenersi rispondere all’interesse delle bambine, ma è al contrario suscettibile di costituire fonte di pregiudizio per le medesime.


Il Tribunale invitava infine  i nonni materni per il futuro a rapportarsi con le nipoti serenamente ed in maniera corretta  senza assumere iniziative suscettibili di interferire sul progetto educativo dei genitori o comunque idonee a non invadere l’ambito delle prerogative e dei poteri che appartengono al demanio esclusivo dei genitori esercenti la potestà;solo a tale condizione  potrà ritenersi che il rapporto con i detti congiunti sia effettivamente essenziale ed utile per la crescita psicofisica delle bambine”.


 


Avv. Margherita Corriere


Presidente Sezione Distrettuale AMI di Catanzaro

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