ROMA – Quasi ottocento arresti e oltre mille denunce, ma soprattutto l’individuazione di molti dei canali da cui passava la tratta degli esseri umani, spesso ragazze minorenni vendute nei loro paesi e costrette a prostituirsi in Italia, violentate e minacciate.
Minorenni comprate in patria per duecento euro e costrette a prostituirsi, anche incinta e per 12 ore al giorno, per portare ai loro sfruttatori cinquemila euro al mese. E’ la realta di molte ragazze minorenni coinvolte nel giro di prostituzione scoperchiato dall’operazione della polizia contro la tratta di esseri umani. Nei quattro mesi d’indagine, spiega il direttore della Dac della polizia Francesco Gratteri, è emersa una situazione di “assoluta indigenza delle ragazze costrette a prostituirsi” e l’ “assoluta cattiveria degli sfruttatori”. Per questi ultimi c’era un giro d’affari “rilevantissimo”. Tante le situazioni che avevano superato ampiamente il limite della schiavitù, con ragazze malmenate, violentate o costrette in strada sotto la minaccia dei riti voodoo. “A Torino abbiamo scoperto due ragazzi albanesi, di cui uno con regolare permesso di soggiorno per motivi di studio – racconta Chiara Giacomantonio, responsabile della sezione minori dello Sco – che dopo aver comprato una ragazza di 16 anni in un paese dell’Est promettendole il solito lavoro da baby sitter, l’hanno costretta a prostituirsi per mesi, sotto costanti minacce e subendo violenze e pestaggi”. Ancora peggio quello che è accaduto ad un’altra ragazza di 16 anni a Reggio Calabria. “Arrivata in Italia con la promessa di un lavoro – dice Giacomantonio – è stata costretta a prostituirsi anche senza precauzioni. E dopo esser rimasta incinta ha continuato a prostituirsi fino al sesto mese di gravidanza”. Alla ragazza non è stato permesso di abortire e solo grazie all’aiuto di alcune ‘colleghe’ è riuscita a sottrarsi ai suoi sfruttatori e a partorire senza perdere il bambino.


FONTE:ANSA

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