La Suprema Corte di Cassazione con sentenza del 30 maggio, n.12687 ha riformato il provvedimento della Corte di Appello che riconosceva un aumento dell’assegno divorzile per il soggetto beneficiario, a seguito di una successione ereditaria ricevuta dopo il divorzio dal soggetto onorato dell’assegno.
A parere della Suprema Corte sono stati violati gli artt.5 e 9 della legge n.898 del 1970, nel ritenere la sopravvenienza di motivi idonei a giustificare la modifica delle condizioni di divorzio nella successione ereditaria conseguente al decesso della madre del ricorrente, come tale idoneo ad influire sul tenore di vita prospettico dei coniugi.
Secondo la giurisprudenza della Corte di Cassazione, l’accertamento della spettanza dell’assegno di divoprzio va effettuato con riferimento al tenore di vita “analogo a quello avuto in costanza di matrimonio”. Tenore di vita al quale sarebbe estraneo l’apporto di beni ereditati dopo il divorzio, influendovi solo quelli sui quali ciascun coniuge poteva fare ragionevole affidamento, a differenza di quanto accade in corso di separazione.
Ciò non implica che in sede di revisione dell’assegno di divorzio debbe essere compiuta una nuova determinazione della misura dell’assegno sulla base di tutti i criteri indicati dall’art. 5 della l.n.899/70, in quanto il riferimento alla sopravvenienza dei giustificati motivi comporta la valorizzazione delle variazioni reddituali intervenute successivamente al divorzio.Occorre accertare se detti miglioramenti siano rapportabili all’attività svolta, in costanza di matrimonio, o al tipo di qualificazione professionale dell’onerato..
Questa Corte ha inteso così escludere i miglioramenti dovuti ad eredità ricevute dall’onerato dopo il divorzio, privi di valenza sul tenore di vita matrimoniale e giuridicamente inidonee a fondare affidamenti economici.
La Corte di Appello dovrà pertanto rivaluatre la situazione sulla base del principio secondo il quale “le successioni ereditarie ricevute dopo il divorzio dal soggetto onorato del pagamento di un assegno divorzile, in mancanza di un peggioramento della situazione economica del soggetto beneficiario dell’assegno, non sono idonee a giustificare l’aumneto dell’assegno, concorrendo il relativo incremento patrimoniale unicamente nella valutazione della capacità economica dell’obbligato a pagare l’assegno già in atto”.   

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ricevi i prossimi articoli dell'AMI
Inserisci la tua email:

Poi, inserisci il codice di verifica e completa l'iscrizione. Ricordati di cliccare anche sul link di conferma che riceverai nella tua email.


Commenti agli articoli

No Banner to display

  •  Fortunato Rocco Aquino
    "Caro collega che la terra ti aia liece "
    Leggi tutto...
  •  Александр
    "30 LUGLIO 2019 Con l ordinanza n. 9990 del 10.04.2019... "
    Leggi tutto...
  • Dopo »
Feb
5
ven
15:00 “Il Conflitto familiare – Rifles... @ Pescara - webinair
“Il Conflitto familiare – Rifles... @ Pescara - webinair
Feb 5@15:00–18:00
“Il Conflitto familiare – Riflessioni giuridiche e psicologiche” @ Pescara - webinair
Per l’evento verrà presentata richiesta di accreditamento al CNF per il riconoscimento crediti formativi per la formazione professionale continua Avvocati. Per prenotarsi occorre effettuare la registrazione al seguente link https://us02web.zoom.us/webinar/register/ WN_Y8G1q528Swu9hQl6m5HQWw . La partecipazione è[...]
Mar
12
ven
15:00 Master in diritto penale di fami... @ Webinar - Roma
Master in diritto penale di fami... @ Webinar - Roma
Mar 12@15:00–Ott 29@18:00
MASTER DIRITTO PENALE DELLA FAMIGLIA Master a cura dell’AMI (Associazione Matrimonialisti Italiani) in collaborazione con StudioCataldi.it – In Videoconferenza su ZOOM Dal 12 marzo 2021 al 29 ottobre 2021 (ogni venerdì dalle 14:00 alle 17:00), 34 moduli[...]

AMI TV

Iscriviti alla newsletter dell'AMI

Ricevi nella tua casella di posta elettronica tutte le novità dell'AMI.
Rispondi al sondaggio