ROMA – C’è chi si trasferisce nel resto d’Europa per ottenere un divorzio rapido e chi vuole riconquistare la sua libertà quando ha già compiuto 90 anni suonati. Le scene da un matrimonio si adeguano ai tempi, si alza il livello di conflittualità e nelle aule della giustizia civile, già super intasate, si consumano i duelli familiari tra chi si è amato e ora non si sopporta più. Piace l’idea di una riforma che riduca i tempi per ottenere separazione e divorzio, anche se tra gli addetti ai lavori si sente più forte la necessità di un adeguamento al resto d’Europa dove la separazione non c’è più e la fine di un matrimonio viene decretata da un rapido divorzio.

Sono diversi i dati da analizzare. A Roma si separano 300 coppie su mille, contro le 386 del Nord e le 183 del Sud. La Capitale, poi, vanta un record inaspettato: quasi il 50 per cento degli aspiranti coniugi sceglie di sposarsi in Comune e non in Chiesa. Proprio nella città con il maggior numero di chiese al mondo. Ci si sposa di meno e le coppie fanno un figlio a testa. Età media per lei 31 anni e mezzo, 33 per lui. La situazione si complica quando emerge la conflittualità. Per ottenere la separazione e poi il divorzio, se i coniugi non sono d’accordo, possono volerci più di otto anni. Fino a undici se si arriva in Cassazione, dopo essere passati anche per gli altri gradi di giudizio.

“I perplessi sposi”. Gian Ettore Gassani, avvocato esperto in Diritto di famiglia, di grande esperienza, ha visto nella sua carriera così tante coppie strane che ha voluto raccogliere anni di attività in un libro che si chiama “I perplessi sposi”. La sua idea è che ridurre i tempi per ottenere un divorzio rappresenta «un atto di civiltà». «La vera riforma che dovrebbe fare l’Italia – dice – è quella di adeguarsi all’Europa. Siamo rimasti i soli, insieme con la Polonia e l’Irlanda del Nord a dover chiedere la separazione prima del divorzio. Persino la cattolicissima Spagna ha solo il divorzio e lo si ottiene in tre mesi. Del resto nella Capitale – aggiunge Gassani – il 98 per cento delle persone che presentano richiesta di separazione non tornano più indietro. La gente si sposa molto meno, dai 420 mila matrimoni del 1972 si è arrivati ai 210 del 2010. Manca una politica della famiglia».

Ottomila chiedono di divorziare. L’avvocato spiega che negli ultimi sei anni, ottomila persone sono andate all’Estero per divorziare. Hanno preso una rapida residenza, hanno chiesto di scindere il matrimonio e una volta ottenuta la sentenza l’hanno fatta registrare in Italia, dove ha pieno valore. «Insomma, oltre al turismo procreativo – sottolinea ancora il legale – adesso c’è anche quello divorziale». Richieste analoghe vengono avanzate dalle coppie in via di separazione all’avvocato Antonella Tomassini. «La prima cosa che mi chiedono – afferma la matrimonialista – è il modo più rapido per chiudere il matrimonio. Non c’è più il giudizio morale della società, prevale il diritto alla libertà». Il legale nota anche che negli ultimi tempi è salito di molto il livello di conflittualità. «Temo vada di pari passo con la crisi economica – chiarisce – Ed è anche aumentata l’età di chi vuole divorziare». Sempre di più nelle aule di viale Giulio Cesare si vedono presunti giovani pronti a cancellare una vita insieme. «Io ho persino un cliente di 91 anni – conclude l’avvocato Gassani – Gli ho chiesto: ma lei perché vuole separarsi? E lui: avvocato, voglio sentirmi libero».

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