Il Garante dell’Infanzia e dell’adolescenza della Regione Lazio Francesco Alvaro presenta i risultati di un’indagine condotta sulle situazioni di rifiuto del genitore da parte del figlio (in casi di separazioni e divorzi altamente conflittuali) segnalate ai Servizi sociali e all’Autorità Giudiziaria di Roma. Il tema al centro di un Convegno con magistrati ed avvocati esperti in materia, ospitato dal Tribunale per i Minorenni. Più di 100 famiglie romane (tra quelle reclutate nel campione soggetto alla ricerca), nel triennio 2008/2011, sono state interessate da situazioni di separazioni o divorzi (legali o di fatto) in cui l’alta conflittualità tra coniugi ha determinato il rifiuto del genitore da parte del figlio.
Ad essere rifiutati risultano soprattutto i genitori di nazionalità italiana e, nella maggioranza dei casi, i padri. Complessivamente sono stati coinvolti 158 minori, per lo più figli unici. Sono questi alcuni dei dati contenuti nell’indagine conoscitiva “Prevenire e curare la rottura delle relazioni genitoriali” condotta dal Garante dell’Infanzia e dell’adolescenza della Regione Lazio Francesco Alvaro, con la collaborazione della professoressa Marisa Malagoli Togliatti e della dottoressa Anna Lubrano Lavadera della Sapienza – Università di Roma. La ricerca (estratto dal Report annuale del Garante di prossima pubblicazione) ha preso in esame le situazioni di rifiuto segnalate ai Servizi sociali di 7 Municipi romani (IV, VI, IX, XII, XIII, XV) con l’obiettivo di individuare le caratteristiche socio-demografiche delle famiglie interessate. Contemporaneamente, grazie alla collaborazione con Tribunale Ordinario e Tribunale per i Minorenni, sono stati analizzati percorsi giudiziari, interventi prescritti dal Giudice nel corso del procedimento e dopo l’adozione del decreto. Con riferimento a questi ultimi, in particolare, la strada seguita è soprattutto quella del monitoraggio da parte dei Servizi (prescritto quasi nel 74% dei casi) e del ricorso allo ‘spazio neutro’ (circa nel 55% dei casi), ovvero ad un luogo ‘altro’ rispetto a quelli familiari in cui far incontrare il genitore ed il figlio con il supporto di professionisti (psicologi, assistenti sociali, educatori). I dati della ricerca e, più in generale, il tema degli effetti che situazioni di alta conflittualità tra coniugi producono sullo sviluppo e sulla crescita dei figli, sono al centro del Convegno “Prevenire e curare la rottura delle relazioni genitoriali: verso percorsi di sostegno alle famiglie in difficoltà” ospitato dal Tribunale per i Minorenni di Roma. A discuterne, assieme al Garante dell’Infanzia ed alle curatrici della ricerca, magistrati ed avvocati esperti nella materia del diritto di famiglia. “Il tema della conflittualità genitoriale è quanto di più indicativo per la comprensione delle diagnosi e dei trattamenti di minori raggiunti dagli interventi della magistratura minorile – sottolinea il Garante dell’Infanzia Franco Alvaro – Il contenzioso che spesso si protrae per moltissimo tempo mette in crisi tutto l’insieme delle risposte possibili da parte dei servizi territoriali, con esiti che a volte vedono i soggetti minori avviati ai servizi di accoglienza presso le case famiglia. Scaturisce dalla ricerca una necessità di monitoraggio molto più attiva e diffusa sul territorio, unitamente ad un problema di formazione molto più specifica e mirata: se si pensa a quante figure professionali ruotano attorno alla figura del minore coinvolto da situazione di conflittualità da genitori, si evidenzia la necessità di una omologazione di linguaggi e di obiettivi. Disperdersi in una ridda di ipotesi di intervento tra loro contrastanti è quanto di più sconcertante si possa registrare in situazione di questa natura. Le istituzioni, nel loro insieme, dovranno pervenire, senza compartimenti stagni, ad una gestione unitaria e condivisa delle modalità di intervento unitamente, laddove possibile, a modalità di ascolto del diretto interessato: il soggetto minore.” “Le situazioni critiche esaminate nello Studio – aggiunge la professoressa Malagoli Togliatti – ci permettono di ipotizzare che più che dalla patologia di un unico componente della famiglia sono caratterizzate dalla sofferenza di tutti i membri della famiglia e da un disturbo delle relazioni familiari. Gli interventi devono quindi tener conto e della sofferenza individuale di tutti, e del disagio interpersonale derivante dall’incastro relazionale disfunzionale che non è stato risolto con la separazione. Altro elemento propositivo è quello arrivare ad un maggiore coordinamento tra gli interventi della magistratura, dei Servizi e dei professionisti coinvolti”.

Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Lazio

2 risposte a Separazione coniugi: conflitti tra genitori causano allontanamento figlio

  • Salvo scrive:

    Quando vi è chiara colpa di un genitore occorre senza temporeggiare diffidarlo minacciando, eventualmente la collocazione delfigliopresso l’altro genitore. Il genitore che in qualunque modo utilizza il figlio contro l’altro genitore và punito senza indugio. Il tempo d’intervento e il deterrente delle sanzioni sono fondamentali. Chiaramente se in anticipo può essere esperita la mediazione che ben venga, ma entrambi i genitori debbono sapere a che cosa vanno incontro se utilizzano il minore l’uno contro l’altro. Di solito quest’arma è stata impunemente fornita dai giudici alla madre che utilizza il figlio anche come ostaggio inoltre il tempo che i medesimi giudici lasciano trascorrere prima di intervenire costituisce un’altra arma data alla madre se questa è affidataria o ha domiciliato il figlio. Quanto ciò avviene tutto si appesantisce e si pregiudica e gli unici interessi che si fanno solo quelli della madre e del giro d’affari che si movimente attorno alla questione in barba e mettendosi sotto i piedi l’interesse del minore.

  • maurizio scrive:

    si, si utilizza le figlie (30 e 20 anni), strumentalizzando ambiguamente critiche situazioni contingenti.
    nel mio caso dalla madre nei miei confronti ovviamente creando serie difficoltà nei rapporti con le stesse ancorpiù in presenza di un nipotino di 2 anni. chissa se potro essere contattato dal Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Lazio nell’intento di sottoporre una particolare critica situazione?

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