Se per taluni separarsi o divorziare significa esercitare un diritto sancito dalla Legge, per altri (e sono tanti, anzi troppi) significa finire sul lastrico.


E così nel nostro Paese diventa sempre più numeroso l’esercito dei nuovi poveri: i separati e i divorziati.


Prendiamo l’esempio di un operaio metalmeccanico (stipendio euro 1.100,00 al mese).


Se costui si separa ed ha figli, dovrà lasciare la casa (anche se sua o della sua famiglia) alla moglie e pagherà almeno la metà dello stipendio per mantenere la prole (o il 70% se deve mantenere anche la consorte).


E’ chiaro che il metalmeccanico, dopo il salasso di quei pochi soldi che guadagnava, sia diventato un clochard.  


Negli ultimi dieci anni nel nostro Paese si è sviluppata una nuova ed irresistibile piaga sociale causata dall’aumento esponenziale di separati e divorziati alcuni dei quali finiscono con il ridursi in miseria. Ogni anno, in Italia si separano circa 160 mila persone e 100 mila sono i nuovi divorziati.


E’ un fenomeno che riguarda per lo più operai, impiegati ed insegnanti. Le separazioni e i divorzi, dati gli obblighi economici e le spese che determinano trasformano questi lavoratori in veri e propri ‘clochard’. Il 25% degli ospiti delle mense dei poveri sono separati e divorziati. E nell’80% dei casi  si


tratta di padri separati, obbligati a mantenere moglie e figli e a non avere più risorse per sopravvivere. Molti di questi dormono in auto e i più fortunati (circa 500 mila) sono tornati ad essere ospiti delle loro famiglie d’origine. Sono numeri che fanno rabbrividire. Urge una nuova politica sociale che


restituisca dignità a quanti sono stati sfortunati nel loro matrimonio, che hanno perso tutto e che vivono da emarginati.


Occorrono misure atte a garantire alloggi a questo popolo di nuovi poveri nonché aiuti economici. Anche costoro hanno diritto ad avere pari opportunità. Quando si perde la dignità si rischia di non essere  nemmeno buoni genitori.


                     


                                                                              Avv. Gian Ettore Gassani


                                                                        Presidente Nazionale dell’AMI

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