La Corte di Cassazione, a conferma di quanto già statuito con altri arresti giurisprudenziali, ha affermato che allorquando si accerta il diritto del coniuge più debole all’elargizione dell’assegno divorzile, è necessario considerare anche il sacrificio delle aspettative professionali in favore dell’altro coniuge.

In altre parole va considerato l’apporto dei coniugi nella formazione del patrimonio familiare e personale.

Ricorda la Corte che l’assegno divorzile ha una funzione compensativa e perequativa, espressione del superiore principio di solidarietà.

Orbene da quanto indicato nella motivazione dell’ordinanza n. 3852/2020 della Cassazione, l’assegno divorzile non deve garantire lo stesso tenore di vita goduto in costanza di matrimonio: però, che se si riscontra uno squilibrio effettivo delle posizioni economiche tra gli ex coniugi, è necessario anche accertare se questo è frutto di scelte comuni sul modo di condurre la vita familiare, sui ruoli all’interno della coppia e sulla necessità di sacrificare le aspettative lavorative di uno dei due.

Esso però come precisato, deve riconoscere il contributo del coniuge più debole economicamente alla formazione del patrimonio individuale e familiare.

Avv. Claudio Sansò

Coordinatore Nazionale – Presidente AMI Salerno

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