Con la morte di Rimondo Vianello non scompare soltanto un grande attore italiano, un uomo intelligente dalla sottile ironia ed ineguagliabile garbo.  Scompare  anche e soprattutto un esempio di amore  coniugale.


Rimondo e Sandra sono stati compagni nella vita e nel lavoro. Sono riusciti a condividere tutto, restando attuali in ogni epoca. Non sono mai usciti di scena.


Mai un pettegolezzo o un “gossip” li ha coinvolti o travolti, contrariamente a molte coppie dello spettacolo.  Essi hanno dimostrato che amarsi per la vita si può e si deve.


In questo sito parliamo sempre delle profonde trasformazioni (in negativo) della famiglia italiana che certamente non è più un’isola felice. Divorzi,separazioni, violenza,abusi, diritti negati, figli contesi. Sembra un bollettino di guerra, una boccata di negatività e sfiducia.


Abbiamo il dovere di rappresentare anche i grandi esempi positivi del matrimonio.   


Raimondo e Sandra sono  una ventata di ottimismo, una risposta a quanti considerano il matrimonio una “scelta qualunque” o  una sorta di scommessa e mai un impegno solenne.


Questi due hanno dato tanto al cuore degli italiani.


Hanno dimostrato che, anche quando subentra la “stanchezza” o la “routine” nella vita matrimoniale, restano sempre in maggioranza le ragioni per stare insieme, rispetto a quelle per lasciarsi.


Sandra e Raimondo non avevano avuto figli.  Nonostante ciò, hanno scelto di adottarli, impegnandosi sul piano genitoriale di più e meglio di tanti genitori “biologici”.


Insomma, quando ci sarà da fare un esempio sulla tenuta di una coppia e della disponibilità di amare, avremo sempre a disposizione la storia d’amore di questi due grandi italiani.


Probabilmente il loro segreto è stato il non essere mai entrati in competizione tra loro, sapendo di essere complementari ed ognuno la “spalla” dell’altro.


Ho qualche ricordo di Raimondo e Sandra legato alle mie vacanze montanare in Svizzera, a Crans Montana, una splendida località sciistica del Vallese, un cantone di lingua francese.


Quasi ogni estate, almeno fino a qualche anno fa, ho avuto modo di incontrarli spesso per strada,o in qualche caffetteria.


Erano entrambi discreti, niente affatto “divi”. Sembravano una coppia qualunque.


Quando salutavo Raimondo –  per me un mito –  lui rispondeva con un sorriso e la consueta simpatia,così come era solito fare con chiunque.


Ricordo che  un  giorno  chiesi a Raimondo di fare una foto con mio figlio, vicino ad un laghetto di Montana. Lui accettò volentieri, invitandomi a scattare molte foto per avere la certezza che almeno una riuscisse bene. Era un grande, Raimondo.


Un abbraccio a Sandra Mondaini, certamente l’esempio di una compagna di vita che ha saputo valorizzare il proprio uomo e un grande del nostro tempo.


 


                                                                                               Gian Ettore Gassani


 


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