PESCARA. Scopre che la moglie, casalinga, ha vinto due milioni e mezzo di euro al Superenalotto e il marito, separato, chiede la metà della vincita. Gianluca M., 37 anni, romano, si è sposato molto giovane con Francesca B., di 36 di Pescara. I due si giurano “eterno amore” il 5 ottobre 1995. Ma dopo un anno, nonostante la nascita di Luisa, iniziano i contrasti che portano i due coniugi alla separazione di fatto nel 2002 quando Gianluca resta da solo a Roma, mentre Francesca torna con la piccola dai genitori in Abruzzo. 

Gianluca, che ha una piccola attività commerciale al Prenestino di Roma, continua a vedere la figlia almeno una volta ogni quindici giorni ed a corrispondere alla moglie, casalinga, un assegno di mantenimento per la piccola di 400 euro al mese. Tutto questo fino alle Festività natalizie del 2011 quando il marito scopre – grazie ad una confidenza della figlia che ormai ha 15 anni – che Francesca ha vinto al Superenalotto oltre 2 milioni e mezzo di euro. Francesca nega di aver vinto una simile somma, ma l’uomo, riferiscono i suoi legali, dopo aver osservato il tenore di vita della casalinga scopre con facilità che Francesca da un anno ha cambiato il suo stile di vita: ha estinto il mutuo, si è comprata una macchina costosa, veste sempre alla moda, viaggia molto con e senza la figlia. 

A questo punto Gianluca decide di chiedere la separazione giudiziale, con un atto firmato dagli avvocati Marco Angelozzi, Anna Orecchioni e Giacinto Canzona, insistendo per un mantenimento mensile di 2.500 euro al mese o per il pagamento di una somma una tantum corrispondente alla metà della sostanziosa vincita. “Le vincite delle lotterie e/o dei giochi a premi (Totocalcio, Superenalotto, Gratta e vinci), anche se la giocata è stata effettuata con il denaro personale di uno solo dei coniugi, rientrano ipso iure nella massa costituente la comunione legale dei coniugi”, si spiega nell’atto della separazione depositato al Tribunale di Roma.

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