Una recente sentenza della Corte di Cassazione (numero 174 del 9 gennaio 2020) ha stabilito che l’importo dell’assegno di mantenimento può variare in base al costo della vita del luogo in cui le parti vivono.

In altre parole i giudici della Suprema Corte hanno messo in risalto come il costo della vita in Italia possa essere diverso a seconda di dove una persona abiti e quindi, qualora il coniuge onerato al pagamento dell’assegno di mantenimento si trasferisca, per ragioni di lavoro, da una città in cui il costo della vita è meno caro rispetto al luogo di emigrazione, potrebbe pretendere una diminuzione del contributo al mantenimento.

Tale ragionamento potrebbe valere acontrario, vale a dire quando l’ex coniuge va a vivere in una città meno cara. In tal caso, l’assegno da corrispondere, potrebbe aumentare anziché diminuire proprio perché il costo della vita è minore e quindi si verificherebbe un aumento della capacità di mantenimento verso la parte più debole.

Avv. Claudio Sansò – Presidente AMI SALERNO

Coordinatore Nazionale

 

 

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