Là è possibile sposarsi e separarsi nell’arco di una giornata davanti al mullah; anzi è possibile chiudere con le persiane nel giro di un’ora. In Iran puoi sposarti in due modi: uno classico, col divorzio come facoltà esclusiva del maschio, a cui affidano i figli oltre i due anni. Divorzio facile e nozze ripetute fino a tre volte con la stessa sposa, perché all’adulterio gli iraniani preferiscono il ripudio, con riassunzione della moglie a tresca finita. Ma in Iran puoi sposarti a orologeria, da un’ora a 99 anni.


L’uomo può sposarsi nel contempo con più donne in virtù della poligamia; la donna no, uno alla volta per carità. Il matrimonio a tempo serve per testare la vita coniugale o per farsi un week end in coppia ed essere accettati in albergo; anche un flirt dev’essere ratificato dall’autorità religiosa. Infine le nozze con disco orario servono a legalizzare la prostituzione e garantire i suoi utenti. Una donna di piacere deve passare dal visto religioso del mullah e non dal pappone. Si prostituisce, ma col chador.


La donna iraniana in pubblico è castigata ma in casa usa ardite lingerie. Anche l’eros è sotto regime teocratico. Nel contratto nuziale devi indicare la durata e cosa dai in cambio. Anche pegni simbolici: libri di poesie, fasci di rose. Un’ora sola ti vorrei. Pensavate di trovare l’America dei divorzi rapidi e invece sbarcate nell’Iran degli ayatollah.


                          Di Marcello Veneziani – Il Giornale.it

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