Roma.  Padova all’avanguardia sulle coppie di fatto. Dalla città del Santo parte il primo registro anagrafico per le coppie conviventi, sia eterosessuali che omosessuali. Lo ha stabilito un lungo consiglio comunale terminato nella notte che ha approvato la mozione presentata dal consigliere Ds Alessandro Zan, presidente dell’Arcigay veneto, con 26 voti a favore (tutto il centrosinistra, esclusi i Verdi, non in giunta), 7 contrari e un astenuto. Si tratta di un provvedimento che supera il registro delle coppie di fatto (da creare al di fuori della sfera anagrafica), e che sfrutta una possibilità offerta dal regolamento attuativo (1989) della legge sull’anagrafe del 1954. In questo modo l’amministrazione comunale si impegna a istruire l’Ufficio comunale perché rilasci, su richiesta degli interessati, l’attestazione di famiglia anagrafica. Padova diventa a tutti gli effetti un laboratorio sociale e politico e la prima città italiana nella quale le coppie di fatto, sia etero che omosessuali, potranno ottenere il riconoscimento anagrafico, come famiglia fondata su vincoli affettivi. Plaude il ministro alla Solidarietà sociale, Paolo Ferrero, plaude. “Quella di Padova – ha dichiarato- mi sembra una buona idea, anzi, è importante che iniziative simili si moltiplichino. Lo stimolo, per il governo, a iscrivere il prima possibilenella sua agenda il tema deve arrivare dal territorio”. “Sono decisamente contraria al riconoscimento anagrafico delle coppie di fatto, sia etero che omosessuale”. Questa la replica di Isabella Bertolini all’approvazione da parte del comune di Padova di una mozione a sostegno del riconoscimento dei diritti delle persone che vivono in convivenze non matrimoniali. “Sono contraria – prosegue la deputata azzurra – non solo nel merito ma anche nel metodo. Queste sono decisioni che deve assumere il legislatore a livello nazionale, decisioni che non possono essere demandate ad atti di sindacato ispettivo a livello comunale” “La mozione – conclude la Bertolini – parla di riconoscimento di famiglia fondata sui vincoli affettivi. Vincolo affettivo è anche quello che lega gli esseri umani agli animali, un fratello ad una sorella, un nonno ad un nipote. Il nostro riferimento non può essere e non è una decisione di un consiglio comunale ma rimane la Costituzione e l’istituto della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio tra uomo e donna”.


Fonte: Apcom

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