Napoli, 30 mar. (Adnkronos) – Annunciano un esposto in procura i legali della madremdella piccola Adelaide, una bimba che dal 15 marzo scorso e’ stata condotta in una casa famiglia con divieto di incontro con genitori e familiari con un decreto emesso dal Tribunale per i minori di Napoli. Il provvedimento e’ stato adottato “perche’ la madre avrebbe strumentalizzato in modo riprovevole e dannoso per l’integrita’ psicofisica, la minore, facendole credere di essere ammalata”. Alla donna, infatti,viene contestato di avere dichiarato durante trasmissioni televisive che la figlia affetta da una malattia rara avesse bisogno di forti somme di denaro per essere curata. Per la piccola e’ subito scattata la solidarieta’ degli italiani che in poco tempo hanno fatto arrivare alla famiglia circa 150mila euro. La madre si e’ sempre difesa sostenendo che quei soldi servissero per avere una diagnosi certa del male da cui e’ affetta la sua bambina.


Alcuni mesi dopo l’indagine, il Tribunale per i minori e’ intervenuto con il decreto in base al quale la piccola Adelaide e’ stata trasferita nella casa famiglia, nonostante ”uno psicologo, la cui relazione era presente anche nel fascicolo della procedura minorile, all’esito di una valutazione sulla piccola paziente avesse specificamente raccomandato di evitare un affidamento della minore a persone alla stessa estranee”, sottolinenano i legali della donna, gli avvocati Angelo Pisani e Sergio Pisani, spiegando le ragioni che stanno alla base dell’esposto presentato.


Nella relazione dello psicologo e’ scritto testualmente: “Ritengo che la bimba sia particolarmente vulnerabile a qualsiasi tipo di cambiamento repentino nella sua situazione affettiva intrafamigliare (mi riferisco ad un’ipotesi di affidamento cosi’ come ventilata attraverso una comunicazione telefonica del commissariato), ritengo quindi che la paziente debba essere seguita attraverso un percorso psicoterapico supportivo espressivo e che possa essere consigliabile un eventuale affidamento a parenti o persone a lei gia’ note”.

0 risposte a Napoli: Bimba finisce in casa-famiglia, legali presentano esposto

  • annarita gargiulo scrive:

    sono una mamma vittima della stessa situazione che nello stesso giorno si è vista portare via la sua bambina, martina di 4 anni, solo perchè io e il mio ex marito nn troviamo un’accordo. ieri l’ho rivista dopo una settimana, l’ho trovata sola stesa per terra che disegnava sono stata con lei un’ora o poco più. ci sono volute 4 persone per mantenerla quando sono andata via perchè si dimenava dalla disperazione perchè voleva seguirmi, voleva seguire la sua mamma, ed io ero lì inerme immobile il sangue del mio sangue trattenuto da estranei che privavano e privano la libertà la serenità a me la mia bambina e la mia famiglia
    sono distrutta e disperata si parla di errori giudiziari ma intanto chi coccolerà mia figlia chi le sarà vicino in questi momenti difficili chi le dirà cosa sta veramente accadendo perchè non può stare con la mamma che la ama che non le ha mai mai ASSOLUTAMENTE MAI fatto del male una mamma che ha solo cercato di tutelarla e di proteggerla
    AIUTO VI PREGO

  • Natan scrive:

    Egregio Collega e Presidente dell’Ami, dopo un convegno tutto dedicato ad una falsa malattia che, grazie anche all’opera dell’associazione cui avete dato tanto spazio, forse sarà introdotta nel nostro ordinamento, non vi potete scandalizzare se si adottano provvedimenti del genere, in nome di un presunto condizionamento del minore, ovvero un surrettizio reato di plagio, incostituzionale sin dal 1981.
    E dire che in Francia, dal cui codice napoleonico abbiamo attinto molti principi, il Giudice dei Minori si deve “sforzare di raccogliere l’adesione delle parti al provvedimento che deve adottare” (sic!).
    Questa mattina, peraltro, in esecuzione di un provvedimento del vicepresidente del Tribunale dei Minori di Roma, una pattuglia di carabinieri si alle ore 7,30 senza avvertimento si è introdotta nel giardino di un’abitazione di una giovane ragazza madre di Latina per prenderle il bambino e tradurlo in una casa famiglia. In precedenza un altro Giudice aveva emesso un analogo provvedimento che non era stato attuato solo grazie al coraggioso ‘intervento di un senatore che aveva presentato una esemplare interrogazione al Ministro della Giustizia, dando conto di cinque provvedimenti contraddittori in tre mesi. Consiglio alla sig.ra Gargiulo di rivolgersi al collega avv. Andrea Girolamo Coffari di Firenze, uno dei pochi che si sta battendo in Italia per una nuova cultura in favore dell’infanzia.

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