AGI) – Bergamo, 9 mag. – Attriti che si trascinavano da tempo, che nel corso del tempo sono sfociati in accesi litigi e anche in una causa legale: tutto e’ stato alla base della brutale aggressione di oggi a Gorno, in cui Dionisio Quistini, 68 anni, ha ucciso il cognato Giovanni Benigni, 78 anni, originario di Caravaggio, e ha fatto finire in coma con lo sfondamento della base cranica la sorella Caterina, 64 anni. I tre vivevano tutti nella stessa palazzina di via Cornello 8, nella localita’ Vellassio di Gorno, in cui fino a qualche anno fa abitava, al terzo piano, anche il terzo fratello. Alla sua morte aveva lasciato il proprio appartamento solo alla sorella che aveva lasciato il primo piano in cui viveva con il marito fino a quel momento per trasferirsi nell’alloggio ereditato. Da li’ erano nate le baruffe, i litigi continui, e alla fine fratello e sorella si erano anche denunciati a vicenda. La tensione deve avere portato all’esasperazione Dionisio Quistini, che stamane ha aspettato sorella e cognato quando, come ogni mattina alle 7,30 uscivano per andare a messa, e li ha aggrediti con una spranga di ferro, con la quale ha sferrato decine di colpi.
  Alla fine li ha lasciati a terra, in una pozza di sangue, per andare a raccontare tutto a una nipote. Alla quale pero’ pare che, in preda allo choc, abbia fatto solo un racconto molto confuso. Dopo di che e’ andato a costituirsi dai carabinieri.
  Solo a questo punto, quando ormai dall’aggressione era trascorso molto tempo, sono potuti scattare i soccorsi. Per il cognato dall’omicida era ormai troppo tardi. La donna e’ in fin di vita, ricoverata in Rianimazione agli Ospedali riuniti di Bergamo. L’assassino e’ gia’ stato interrogato dal magistrato, che sta cercando di ricostruire con precisione le fasi dell’aggressione.

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