Non è valido il patto economico fatto dai coniugi dopo una crisi superata, se poi il matrimonio finisce con l’addebito per entrambi. La Corte di Cassazione, con la sentenza 10718, respinge il ricorso di un’ex moglie contro la decisione di addossare anche a lei la fine di un’unione causata dall’infedeltà patologica del marito. La gelosia aveva portato la signora ad allontanarsi spesso dalla casa coniugale e ad avere atteggiamenti aggressivi nei confronti del consorte. Per la Cassazione, che non prende per buona la giustificazione della fuga e della violenza come reazione al tradimento, , entrambi i comportamenti sono censurabili. E la conseguenza dell’addebito a carico sia della moglie sia del marito è la nullità della scrittura privata che i due ex avevano fatto dopo la lite. 

Escluso il carattere vincolante dell’accordo post riappacificazione, che prevedeva un importo mensile ritenuto idoneo alle necessità della ricorrente, la Cassazione concede però alla ex moglie un assegno di natura alimentare. 

La domanda della ricorrente viene accolta anche se presentata per la prima volta in sede di appello, perché gli interessi che sottendono alla richiesta impediscono di qualificarla come nuova.

L’assegno di natura alimentare costituisce un minus rispetto alla più ampia istanza che riguarda il mantenimento e va riconosciuto al coniuge che non ha mezzi di sopravvivenza, a prescindere dall’addebito. 

Tratto dal Sole 24 ORE

Una risposta a L’addebito rende nullo il «patto» fra i coniugi

  • gabriella scrive:

    MIO MARITO HA CHIESTO LA SEPARAZIONE PER MIA COLPA. MI PICCHIAVA, ANCHE IN GRAVIDANZA ED ERA PURE GAY. CON UN BUON AVVOCATO E UN GIUDICE DELLA P3 E’ RIUSCITO A SPUNTARLA DA TUTTE LE PARTI. SONO RIMASTA SENZA CASA E CON 500 MILA LIRE DI ALIMENTI, CHE NEL 1983 SERVIVANO PER MORIRE DI FAME. COMUNQUE RINGRAZIO IL CIELO, ALTRIMENTI CON QUEL PAZZO AVREI FATTO LA FINE DI MOLTE DONNE, MI AVREBBE AMMAZZATA. IL FATTO CHE NON SI E’ PIU’ RISPOSATO LA DICE LUNGA. DEVE SOLO SCHIATTARE PER FARMI FELICE.

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