ROMA – Povertà e ignoranza sono le cause principali che portano all’abbandono dei bambini. E’ quanto emerge da un’indagine realizzata da Gfk-Eurisko in occasione del convegno internazionale “Voci dall’abbandono” durante il quale, domani, verrà presentato il primo rapporto sul fenomeno in Italia, frutto del lavoro dell’Osservatorio multidisciplinare creato dall’associazione Amici dei Bambini.


L’indagine, condotta telefonicamente su un campione di 800 persone rappresentativo della popolazione italiana dai 18 ai 74 anni, rivela che sono soprattutto i mass media (46%) a offrire occasioni di riflessione sul tema suscitando emozioni che vanno dal dispiacere-tristezza (51%) alla rabbia (22%). In situazione di abbandono vengono considerati non solo i bambini extracomunitari che vivono per la strada (81) ma anche i piccoli che pur vivendo nella propria famiglia di origine sono trascurati dai genitori (80) oppure subito dopo la nascita vengono lasciati in ospedale (78). E se la gran parte degli intervistati ritiene che la povertà sia il principale movente dell’abbandono, c’é pure un cospicuo 19% che mette sul banco degli imputati l’ignoranza e un 16% che indica tra le cause dell’abbandono egoismo e scarsa sensibilità.


Quanto all’entità del fenomeno, il 73% del campione ritiene che negli ultimi anni sia cresciuto, ma l’86% afferma di non sapere quanti bambini non vivono nella loro famiglia di origine. Il 14% azzarda invece una cifra: 85.000. Affetto e serenità sono quel di cui più ha bisogno una bambino abbandonato per la sua crescita (69%) e anche se il 72% degli interpellati ammette di non conoscere le strutture che accolgono i bambini abbandonati in Italia, nel complesso le case-famiglia vengono ritenute migliori degli istituti.


Sul fronte dell’impegno personale il 42% del campione negli ultimi 3 anni ha preso parte a iniziative per aiutare i bambini abbandonati, soprattutto con donazioni (21%) e sostegno a distanza (9%) e il 71% intende farlo nel futuro anche attraverso forme di volontariato. Di grande impatto emotivo, secondo l’indagine, sono le notizie riportate dai media sui neonati abbandonati in cassonetti o simili, oppure coinvolti in casi di cronaca.


 “E’ bastata una culla termica – conferma Marco Griffini, presidente di Amici dei Bambini – per svelare anche in Italia l’emergenza abbandono, un dramma a noi vicino. Infatti chi è più abbandonato di un bambino condannato all’affido tutta la vita? I bambini e gli adolescenti in affido, che non riescono a tornare in famiglia dopo i due anni previsti dalla legge né vengono accolti da genitori adottivi, vivono l’abbandono ogni giorno della loro vita”. “E grazie al lavoro dell’Osservatorio abbiamo scoperto – conclude Griffini – che l’emergenza abbandono é subdola e non appartiene solo ai paesi in via di sviluppo ma anche ai paesi industrializzati, anche all’Italia”.


FONTE: ANSA

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