Svolta in Liguria – Riconosciuto il diritto di non essere un genitore di serie B






GENOVA – Il bilancio di dieci anni è impressionante: 691 delitti, 158 minori uccisi, 976 vittime di suicidi e omicidi: è l’esplosione della disperata violenza che porta alla follia assassina un genitore separato e secondo la fredda determinazione delle statistiche nel 93% dei casi chi si toglie la vita è il padre. Padri separati, papà disperati relegati ai margini o del tutto estromessi dalla vita dei figli. Nel 2006 a Roma i «padri senza diritti» manifestarono in mutande. E c’è il padre di 50 anni accusato di abusi sulla figlia che solo dopo 60 giorni di carcere può vedere cancellata l’infamia e s’incatena davanti al Tribunale, e quello che minaccia di darsi fuoco in diretta tv.
L’ultima denuncia è della Caritas: nei dormitori, alle mense aumentano gli uomini separati ridotti in povertà. Il dramma è condiviso da migliaia di padri, associazioni come quella dei Papà Separati sollecitano interventi. Una risposta arriva dalla Liguria, regione al primo posto in Italia in percentuale per numero di divorzi e separazioni. Si tratta di una proposta di legge regionale a favore dei padri separati, che porta la firma di un consigliere di An, Alessio Saso, ma tratta un argomento così sentito da aver trovato sponda nelle altre formazioni politiche, tanto che in questi giorni si sta costituendo una commissione ristretta per definire meglio la formulazione e accelerare un varo bipartisan.
«E’ una buona proposta di legge – conferma il capogruppo dell’Ulivo, Claudio Gustavano -. E’ un contributo originale su cui riflettere magari per inserirla in un contesto più ampio sul tema delle fragilità che caratterizzano una separazione. Cogliamo l’opportunità di lavorare su una cosa buona tutti insieme. Sarà una questione senza colore. Ormai separarsi è una cosa da ricchi. Lo stato di padre separato si traduce nell’impossibiità di riuscire a offrire ai figli una vita di relazione».
Attraverso una serie di aiuti, la legge intende proprio consentire al padre separato di continuare a fare il papà, condividendo la vita dei figli. «Intendiamo offrire sostegno di carattere economico, legale e psicologico – spiega il promotore Saso, sociologo -. Ovvero fornire un’abitazione a quei padri che nel periodo della separazione rischiano di tornare in casa con i propri genitori, condizione che non permette loro di poter ospitare i figli. Fino al sostegno legale per appianare le questioni, passando per un aiuto psicologico perché spesso il genitore che deve abbandonare la casa con i propri figli ha necessità di recuperare il senso del proprio ruolo e della propria dignità».
«Nel nostro Paese – prosegue Saso – è andata consolidandosi una prassi giudiziaria che privilegia le madri quali punto di riferimento educativo, che stabilisce l’assegnazione dei figli e della casa alla madre, mentre ai padri viene assegnato un ruolo di sostegno economico, quantificato di solito in un terzo dello stipendio. In oltre il 90% dei casi il padre è tenuto a versare un assegno di mantenimento per i figli pari, in media, a 400 euro mensili, e nel 71% dei casi la casa va alla ex moglie. Ora, considerato che oltre la metà dei separati con figli minori appartengono alla categoria degli insegnanti, impiegati, e operai, che il 54% di essi ha al massimo la licenza elementare, è evidente che non solo le donne, ma anche gli uomini che si trovano in questa condizione sono a rischio povertà».
La legge «Misure a sostegno dei padri separati in situazione di difficoltà» sarà presentata al convegno «In nome del padre» organizzato per domani alle 15 al Teatro della Gioventù di Genova da Saso con l’associazione Papà separati e il patrocinio del Consiglio regionale della Liguria, presente anche l’associazione Famiglie separate cristiane.


tratto da LA STAMPA

55 risposte a LA PRIMA LEGGE CHE TUTELA I PADRI SEPARATI

  • fabio scrive:

    sono un papa’ che dopo una relazione finita’ e con affidamento congiunto, ma che lei non ha mai ha accettato pur di avere la totale tutela sulla mia bimba ha pensato bene di calluniarmi e denunciarmi di abusi sessuali sulla mia figliola. fortunatamente siamo seguiti dai servizi sociali che hanno potuto costatare con interventi educativi anche domiciliari la tranquilla condizione di vita e di rapporto tra me e mia figlia. al momento il giudice ha predisposto un solo incontro settimanale con la presenza di un educatore, questo, penso sino,a fine gennaio 2016 che il giudice si pronuncia dopo gli esiti di indagini da parte della polizia e da esiti da parte del NPI e sert. per terminare la mia domanda era quanto tempo puo’ passare a finche’ tutto torni dinuovo alla normalita ‘con tutti i miei diritti e cosa devo ancora aspettarmi da una persona cosi’ in base alle vostre esperienze? in piu’ quando sara’ finito tutto che gli organi competenti potranno vedere la mia totale innocenza a questa bruttale accusa mossa nei miei confronti la dennunziero’ per callunie visto che mi e’ stato detto che al momento non posso farlo perche’ sono indagato,con quest ultima che benefici ne traero’ e se c e’ ancora qualcosa da poter fare visto i danni morali che mi sta’ portando e penso proprio anche a mia figlia che e’ molto legata a me e che ci siamo trovati di botto a quasi piu’ nulla. nell attesa cordiali saluti.

    • davide scrive:

      ciao…..io stessa situazione tua….una cosa ASSURDA….io provato a denunciare 15 volte almeno..ma pure i carabinieri tengono la parte a queste donne BESTIE….E’UNA COSA FOLLE…..DAVIDE!!!
      PS: da queste donne ci si può aspettare di tutto…pure che ci ammazzino i figli per vendetta!!!!!!

    • Antonio scrive:

      Second me ,devi solo pensare all bene di tua figlia cioe non litigare con LA mamma farai male alla piccola. Ormai avrai tutto contro ,non mollare e l. Unicosa. Vivo una situazione simile ANzI messa peggio. Buona fortuna

    • Giuseppe scrive:

      Mi spiace per tutti i padri che ingiustamente vengono messi alla gogna. La mia storia forse è come altre…io chiedo una CTU, perché il bambino ha subito violenze anche psicologiche dalla madre e famiglia….e credetemi non ho inventato nulla…mi si è ritirato tutto contro e sono io quello che deve vedere i figli presso i servizi sociali…uno schifo

  • Antonio scrive:

    Sono un padre separato e come tanti padri credo di attraversare le stesse difficoltà con gli stessi problemi perché in Italia le leggi e le condizioni sono standardizzate….pensavo di proporre all’associazione e a tutti i padri di far sentire la nostra voce in qualsiasi modo forma, affinché chi di dovere prenda in seria considerazione questo grave problema che ci attanaglia e porga il giusto ed equo rimedio….facciamoci sentire e chiedo l’aiuto a chiunque di voi possa farlo con qualche iniziativa anche televisiva portando al pubblico questo serio problema….grazie antonio

    • Dario Verruto scrive:

      Anche io sono nelle medesima situazione mia moglie mi ha lasciato mi ha levato tutto soldi casa figlia e dignità.non siamo tutelati dallo stato sono disperato

  • CIRO scrive:

    NON è POSSIBILE…..
    DOPO 20 ANNI….
    IO NON Sò CHI è….
    SONO 7 MESI CHE NON MI FA VEDERE MIO FIGLIO, E MI HA DENUNCIATO , LE ACCUSE 572 bis cpp e 609 bis
    L’astio e l’acredine di questa donna nei miei confronti e nata, maturata, deformata, amplificata, attentamente e artatamente distorta ai miei danni; sfociando in una denuncia depravata e vergognosa a chi la legge a me che l’ho subita: un’accusa infamante.

    Oltre il danno di non poter stare con mio figlio la beffa di un procedimento penale in atto.

    Purtroppo mentre noi uomini lavoriamo, le donne studiano tutti i modi per farci soffrire, supportate da un sistema che le individua soggetti deboli, per cui basta una loro dichiarazione per avere il reato, senza mettere in conto la crudeltà, cattiveria la spietatezza di cui le signore sono capaci …..

    • Lucia scrive:

      Mi dispiace leggere tutte queste sofferenze da parte dei padri. Io sono invece la tipica donna che invece dopo dei periodi tremendi, ho deciso di dare al padre dei miei figli anche più di quello che gli spettava. MA lui continua a dare fastidio…Ora sarebbe lungo raccontare tutto!!! Ierii sera mi ha minacciata di spararmi in bocca. Dice che io manipolo i figli…Ma lui ha dimenticato che i figli crescono e allora sì che loro capiscono quale è il genitore che non è “buono”. Quello che io mi chiedo è solo questo..a me i carabinieri non mi hanno mai aiutata, mi sono data da fare io e ho trovato una ottima avvocatessa….giusta, onesta e soprattutto capace di capire se io mentivo o ero io la vittima! E ancora lo sono!! La storia è lunga!!! Una sola riflessione ci sono uomini che fannO del male alle ex e ci sono anche donne che fanno del male agli ex….allora io non mi spiego come mai ci sono ancora ex mogli ed ex mariti che non sono seguiti realmente x bene dalle istituzioni. Fanno scarica barile…al mio dopo ,che ho insistito IO di portarlo dallo psicologo ,la quale dottoressa ha Consigliato uno psichiatra….nessuno ha scritto una lettera al giudice per i minori chiedendo una perizia psichiatrica. Quindi o padri o madri siamo lasciati addio Nostro destino e al nostro dolore….

  • lillo scrive:

    Sono un papa separato do mantenimento a due figli maggiorenni sono in difficolta non ho casa ne residenza dormo presso amici lavoro ma ho pure problemi di saluta mi hanno operato un tumore maligno mi hanno dato il 75% d invalidita niente pensione perche sulle carte supero il reddito cosa posso fare

    • robin scrive:

      È una vergogna….dopo anni di lotte, sull’uguaglianza tra uomini e donne. ….nelle leggi ancora compare “il sesso debole”. E quindi, nell’ambito di una sparazione tra due sposati, l’uomo si deve, nella maggior parte dei casi,farsi carico delle spese, mantenimenti etc…..magari anche se nel giusto, dopo aver sofferto, dopo aver sopportato iene che prima del fatitico”SI” erano totalmente diverse. Io penso che ci sia bisogno di una selettività dei casi, di esaminare bene tra i due, vittima e carnefice, magari anche accettando come prova in questi “processi”registrazioni ambientali,audiovisive di una vita che si trasforma dal “E vissero felici e contenti” a “La pazza/o,inetta/o, e il succube”. Sarebbe tanto assurdo? un folle sogno? Pensate a quanti uomini (nella maggior parte dei casi) vengono subito accusati delle peggio cose…. (alcolizzati,violenti,violentatori,sfruttatori). Tutto questo potrebbe sparire, e non solo,una volta accertata la non verità della denuncia….procedere con l’addebito di tutte le spese.
      Voi cosa ne pensate?

    • Giuliano scrive:

      La sentenza n. 22314 del 25 settembre 2017 si pone dunque in linea con i principi condivisi dalla giurisprudenza di legittimità negli ultimi anni, in materia di mantenimento, ritenendo necessaria un’incapacità e/o impossibilità del beneficiario dell’assegno, al raggiungimento dell’autosufficienza economica, che tenga conto delle circostanze del caso di specie. Non basta dunque la circostanza oggettiva della disoccupazione, ma devono valutarsi le cause di tale condizione; qualora esse siano riconducibili alla responsabilità del beneficiario, questo non potrà essere più tale

  • sam scrive:

    Mio fratello ha ottenuto il divorzio qualche mese fa ma..denunce a raffica per tutta la searazione..da abusi,all’essere violeno,alcolizzato e dicendo che faceva patire la fame al figlio(tutte smentite con vari esami approfonditi e medici e ovviamente sentenze e avvocato!ha semre mantenuto il figlio,e per un pó anche la ormai ex moglie finché il giudice le ha detto che a 36anni potrebbe anche lavorare! Mio fratello convive e ha una figlia di3anni.bene lei continua a denunce anche ridicole(tipo ha detto che mi fa mangiare dai cinesi)ed il bello è che le credono e fanno pure i processi!!lei lavora in nero ogni tanto(non ha mai avuto voglia di lavorare)anche se mio fratello le ha trovato 2posti ma..”lavorare è fatica”!cosí lei è nulla tenente e non pagando gli avvocati lei continua mentre mio fratello li deve pagare e 5anni di avvocati sono soldi,ore di lavoro perse e stress a piú non posso!gli ha ipotecato una quota dell’appartamento perché alcune cause le vince a ricorsi(tanto non paga)e ai giudici non interessa se ha una figlia”é un suo problema ripondono”!alla sua domnda del se puó una persona perseguitare un’ltra a denunce perché essendo nulla tenente non le costa nulla ma agli altri sí e nche se vincono non possono cercarle nulla perché non ha nulla il giudice riponde seccato”é un uo diritto,gli vuole negare di fare ciò che vuole?” Il padre di lei appena separati lo minacció che avrebbe fatto di tutto per “mangiargli fuori la casa e pure di piú”e ci sta riuscendo!oltre40000euro fino ad ora!vi prego sa qualcuno come far finire questa ingiustizia che ha portato mio fratello a dire ancor che l’unico modo é farla finita prchè non é vita e chi lo tiene quí forse é sua figlia perché l’altro di10anni é plagiato a bugie!aiuto

    • angela scarafiotti scrive:

      per come posso mi batto per le ingiustizie, nel mio caso divorziata senza figli pensione 890e al mese mio marito villa ,mercedes mantenuto a suo tempo anche da me ora dai suoi genitori anziani nulla mi e’ stato riconosciuto.Con vivo con un ferroviere divorziato senza figli ,moglie casalinga ,senza patente ha dovuto acquistare casa vicino alla famiglia di origine 3 fratelli 3 sorelle tutti in buone condizioni economiche.La deve mantenere a vita con 750 e al mese . L’italia e la costituzione sono obsolete. La commissione europea sul diritto di famiglia dice che dopo il divorzio ognuno deve provvedere per i propri bisogni. ho scritto al presidente della repubblica scrivero’ al papa ed infine iniziero’ lo sciopero della fame. nel caso sopracitato sporga querela e non si arrenda .l’unione fa la forza!!! auguri.

    • Lucia scrive:

      L’avvocato di tuo fratello è una sanguisuga…perché ricordati una cosa, se tuo fratello si comporta bene non sarà nessuno a dire che fa bene o male….ma l’unico TESTIMONE sarà il figlio….ricordatevi che sono i figli i migliori testimoni….chiedete colloqui con il giudice che metterà un perito e vedrete come i figli sonO capaci di dire quale e il genitore che non va

  • Errigo scrive:

    La realtà che la legge italiana per il papà ha solo doveri, nessun diritto, al contrario della mamma. Le forze politiche, le rappresentanze legali sono in minoranza, deboli, per riportare dignità ad un papà, sempre più offeso, umiliato, a subire minacce, ricatti, tanto altro, dall’ ex coniuge o convivente, pur di avere il figlio/a vicino, a chi interessa quanto un papà soffre al solo lontano pensiero non vedersi più accanto il dono più prezioso che Dio è la Vita ti ha Donato? Può capirlo solo chi ha figli, chi vive in prima persona tale sofferenza, chi come me i figli sono lo scopo di continuare a difendersi, lottare, vivere. Dove sono i valori, principi, l’ etica, la coscienza ? Altra realtà è più hai disponibilità finanziarie, più qualche diritto lo potrai ottenere, viceversa, solo belle, grandi parole di uso dei più prestigiosi studi legali, dalle rappresentanze che dovrebbero tutelarli, rimarrai sempre più solo, isolato, perdendo tutto, dignità, affetti, sacrifici, rinunce, di una vita. A chi interessa tutto ciò? A nessuno.

  • Giovanni scrive:

    Credo che ormai abbiamo toccato il fondo. Sono un padre di 4 figli che dopo tanti anni di sacrifici per crescerli e dandogli tutti i mezzi necessari per l’istruzione e anche di più stando quasi sempre lontano da casa per motivi di lavoro; lei ha potuto lavorarli bene e progettare per mettermeli 2 su 4 contro. Al momento giusto mi ha presentato il piatto freddo (come dice lei) inviandomi una lettera della sua avvocatessa di fiducia chiedendomi la separazione con addebito dichiarando falsamente maltrattamenti nei suoi confronti dopo 35 anni di matrimonio, è una persona molto vendicativa e mi vuole togliere la metà della proprietà da me acquisita adducendo che la legge è dalla parte delle donne. Non dico la mia grande delusione in tutto questo per aver scoperto tanta falsità, che non era amore eterno, ma solo speculazione ed interesse e che questa nazione è in caduta libera dal degrado che ogni giorno si sente dalle cronache dei mass media, si capisce che le leggi che sono state prodotte in questi anni si voleva solamente distruggere la famiglia e in modo particolare un capi saldo (il padre, l’autorità) da padre padrone come si denigrava a padre co……..e, e di conseguenza la società che tristezza e desolazione…..ci sono riusciti.

    • Patrizio Caciorgna scrive:

      mi trovo nella tua stessa condizione 30 anni di matrimonio 2 figlie e 2 figli.io punterei il dito alla legge che permette loro avvocati di rovinare famiglie e con la scusa di difendere la cliente dimenticando soprattutto i figli i minori che soffrono e si arricchiscono alla faccia di chi soffre. bisogna fare qualcosa tutti uniti per fermare queste assurdita che sono fortemente in contrasto con il valore della famiglia che vergogna

    • Lucia scrive:

      Queste donne fanno veramente venire il vomito….detto da una donna divorziata…a quelle che chiedono un sacco di soldi dico io….andate a lavorare care Signore belle….io lavoro, pago tutto x i miei figli…Tutto dico tutto..il mio ex non vuole lavorare, dice che non lo trova…Ora ha la scusa che ha una malattia. Ma ip ho nero su bianco dove si evince che lui s’è trascurato……e intanto? Fa i dispetti

  • 62peppe scrive:

    Se la legge sull’affidamento condiviso fosse correttamente applicata non ci sarebbe nessun bisogno di leggi a sostegno dei padri separati.

  • Antero Frattarelli scrive:

    Sono separato.mia moglie ha ricevuto prima della separazione 62000 di

    t
    TF R ,eravamo in comunione dea beni.Adesso si rifiurta di darmi la oarte

    che mi spetta.cosa posso fare per far valere i miei diritti?

  • Enrico Cingolani scrive:

    ciao , sono il papà di un ragazzo di diciannove anni disabile dal età di quattro mesi a causa di una Menengite pneumococcica.
    divorziato dalla madre dal 2010.
    Come tanti di noi ho dovuto subire le scelte di una madre che si professa tale ma che poi usa i figli ( soprattutto se minori o disabili) solo e soltanto x ottenere vantaggi economici e di allontanarmi dalla vita dei figli.
    diffamando il mio onore e la figura di padre .
    mi scuso in anticipo x il dilungarmi: ma dopo 15 anni di sofferenze e delusioni datemi dalla madre dei miei figli e dalla cosidetta “macchina della giustizia ”
    avvocati in prima linea
    magistrati che non hanno tempo o voglia di leggere le carte che che gli vengono sottoposte.
    spero che mi perdonerete x lo sfogo di cui ho veramente bisogno.
    nel ormai lontano 2001, dopo aver superato la fase critica della malattia che ha colpito il mio cucciolo
    mi sono ritrovato a fronteggiare la decisione della madre di abbandonarmi insieme ai miei bambini e trasferirsi a 60 km da quella che era e sarebbe stata la casa della nostra famiglia.
    con sotterfugi e falsità sin dalla prima ora.
    nulla ho potuto fare x distoglierla dal suo intento (loro possono)
    dovendo accettare una separazione consensuale x non compromettere la serenità dei ragazzi (allora bambini di 7 e 4 anni) sottostando alle richieste
    della madre senza opporre resistenza alcuna .
    x tre anni mi sono fatto carico degli obblighi che riguardavano le responsabilità di padre a360° (con sacrifici che sicuro voi conoscete bene)
    Nel 2004 mi sono visto recapitare una lettera da parte di un avvocato che mi intimava di pagare gli anni di alimenti arretrati. poiché la sua cliente lo aveva incaricato sostenendo di non aver ricevuto mai tali somme; ribadendo
    più volte che se non avessi provveduto entro e non oltre x gg si sarebbe rivolto all’autorità giudiziaria.
    superato il momentaneo sconvolgimento alla cosa . ho chiamato
    “la signora ” la quale stranamente non rispondeva al tel.
    mi sono recato sotto la sua abitazione chiedendole di scendere per parlare della questione……. e li per la prima volta ho capito veramente chi avevo sposato.
    con cinismo e freddezza mi ha dichiarato guerra.
    mi sono rivolto ad un avvocato” donna ” consigliato da un amico che come noi si era trovato in quella situazione.
    ottenere in sede di divorzio il massimo possibile .
    Assegno maggiorato
    “”””””””” divorzile
    revisione al diritto di visita (tramutandolo in obbligo)
    tranquillizzato da questa “principessa” del foro ,mi sono detto che forse era arrivato il momento di far valere quei miei diritti che x quieto vivere avevo scelto di non affrontare sempre e solo x la tranquillità dei ragazzi.
    mi sono messo all’opera e radunato carte e documenti alla riprova della mia onesta e della assoluta buona fede.
    arrivati davanti al” giudice ” ,figura che x me allora era simbolo di giustizia
    mi sono sentito: dire che non aveva tempo di leggere cotanta documentazione……. (proprio cosi ) avete letto bene.
    iniziando un percorso di divorzio giudiziale ,dove sistematicamente con gli atti a venire divenivo un padre :
    EGOISTA
    ANAFFETTIVO
    VIOLENTO
    LATITANTE .
    Nei confronti dei figli “soprattutto del disabile” (scritto in grassetto)
    capirete la reazione a questo stillicidio costante e sempre più diffamante.
    indicate spese mediche delle quali non mi facevo carico etc etc . (inesistenti e comprovate)
    con richieste di affido esclusivo alla madre dei figli con l’obbligo di avvisare trentasei ore prima x le viste infrasettimanali (un delinquente!!!!!)
    mi sono difeso, e faccio questo come secondo lavoro da allora.
    alla fine il mio primogenito con tre minuti ascoltato dal giudice mi ha riabilitato ed ho potuto ottenere una sentenza di affido condiviso. e ciò nonostante
    nel corso degli anni ho dovuto sostenere e sopportare trappole e giochetti mirati a fiaccare la mia stabilità fisica e psicologica attacchi alla mia persona con denunce penali per mancanze agli obblighi genitoriali minacce etc tutte archiviate.
    premesso che nel frattempo il mio primogenito ormai maggiorenne decideva già tre anni fa di stabilirsi con me (crescendo si è reso conto di chi era figlio!!!) continuando a seguire il piccolo nelle sue necessita scolastiche e attività di riabilitazione sostenendo in toto le spese con veri e propri tour de force dettati dalle distanze e dai turni di lavoro serrati proprio x essere presente e far in modo che i ragazzi potessero essere insieme il più possibile
    contentissimo di farmi carico delle loro necessità ” non solo materiali”
    ho cominciato a sperare che la situazione avesse dato alla madre motivo di riflessione su tutto quel tempo perso e soprattutto del denaro impiegato a favore della “macchina della giustizia”
    INVECE NO!!!!
    pretendendo gli alimenti del ragazzo (ormai maggiorenne) venissero ancora versati a lei……(altra denuncia!!!!)
    da tre anni un giudice tra un rinvio e l’altro ancora deve stabilire che quei soldi già versati debbano tornare al ragazzo “circa 2000euro” mille li ha presi già l’avvocato!!!!
    E’ LUNGA EH…??
    in questo periodo la “signora” vendeva una casa di proprietà ,si licenziava dal lavoro andava in affitto !1000euro al mese e con il ricavato vacanze a parte con un nuovo compagno prendeva in gestione un edicola mettendo in seria difficolta l’incolumità del figlio,rimasto con lei perché impossibilitato di esprimere il suo parere.
    tenendolo in primis fuori dal esercizio esposto al freddo e al caldo nei giorni che non era con me o a scuola ma soprattutto nel pericolo di un incidente
    poiché, come riferito da amici e conoscenti spesso si allontanava da solo lungo il marciapiede antistante a seguito di queste dichiarazioni mi sono visto costretto a verificare il fatto… era vero!!!
    allora, mi sono rivolto agli assistenti sociali x segnalare la cosa.
    mi è stato detto che se non vi era segnalazione dell’autorità giudiziaria loro non potevano intervenire.
    cosi non avendo ancora perso del tutto la fiducia nella macchina ho chiesto tramite un avvocato la modifica della sentenza di divorzio ,facendo ben presente di come stavano i fatti e che non intendevo sottrarre alla madre il ragazzo lei poteva benissimo vederlo come e quando lo riteneva.
    ovviamente sua eccellenza illustrissima ha voluto vederci chiaro soprattutto x la disabilità del ragazzo (GIUSTO!!)
    predisponendo una c.t.u. (la conoscete vero??)
    dopo un anno e mezzo “che volete che sia x una persona in mezzo alla strada” la psicologa ha sentenziato che io …padre esemplare ma…. il ragazzo non poteva essere sradicato dalla sfera socio affettiva acquisita negli anni. il giudice ha riportato le conclusioni della psicologa nella sentenza alla modifica inserendo pero, che il ragazzo fosse seguito con più considerazione .
    certo!!!! sono passati due anni e mezzo, e mio figlio e ancora in mezzo alla strada

  • Angelo scrive:

    Sono papà di un bambino di tre anni,avuto con una donna separata già con due figli all’epoca di 6 e 9 anni cresciuti nel totale abbandono,muti e immobili a scuola e senza conoscere nessun tipo di pranzo o cena normali ma solo dolci e merendine.Ok li porto a vivere a casa mia a Frosinone impegnandomi ogni giorno alla cura e all’affetto di tutti per farli entrare in una vita sociale più umana e dignitosa.Ma lei mi è sempre contro non accettando i cambiamenti che io voglio migliorare per i bambini.Tantè che il suo primo figlio nutrito solo a merendine cioccolate dolci e schifezze sin da piccolo si ammala gravemente e rientrando una sera da lavoro lo trovo morente sul divano e la madre tranquillamente diceva di non preoccuparsi che era solo un influenza e che il giorno dopo lo portava dalla pediatra, io invece l’ho portato al pronto soccorso ed è arrivato in coma diabetico, si è salvato per un soffio. Dopo un anno insieme e la nascita del nostro piccolo lei si stufa di vivere a casa mia e mi convince litigando sempre con i miei a trasferirci con i suoi che abitano nella provincia di latina. traslochiamo ma dopo pochi mesi mi caccia perché io sono troppo serio e troppe regole rigide, io dormo in macchina,gli porto la spesa gli pago affitto e dopo 10 giorni lei si porta suo cognato a vivere a casa nel mio letto con tutte le mie cose dentro mentre io dormivo in macchina. dopo un mese lo caccia, mi permette di rientrare a me x stare con mio figlio e mio figlio x 3 mesi rifiuta totalmente la madre perché lo lasciavano piangere tutta la notte nella culla mentre lui era abituato a dormire in mezzo a noi. dopo due mesi altro trasloco e mi ricaccia nuovamente per far tornare suo cognato fratello del suo ex marito e zio dei suoi figli,si fa mettere incinta,litigano di brutto lo caccia e dicide di abortire perché lui non si preoccupa dei bambini e che non hanno nulla da mangiare ma pensa solo a bar e sigarette.Richiama me disperata perché distrutta dai suoi sbagli e è con il frigorifero vuoto e non riesce a gestire il bimbo per lo stress. Io riaccetto di aiutarla e occuparmi di tutti di nuovo,ma ancora dopo 4 mesi mi ricaccia di nuovo perché lei vuole solo suo cognato. Ora il mio bambino che ha subito tutti queste mie cacciate e allontanamenti da lui anche se lo vedevo tutte le settimane è arrivato al punto che non vuole più venire a casa mia con me, all asilo si fa la pipi sotto di proposito, non parla più e non gioca con nessuno al parco come faceva prima. Ora lei sta facendo tornare ancora una volta suo cognato a vivere con lei e io ho detto di rivolgermi agli assistenti sociali perché sia io che il bambino stiamo subendo lo schifo che lei incurante continua a fare. Ricevo continue minacce di morte da lei e suo cognato se mi rivolgo agli assistenti sociali perché hanno paura che venga fuori tanto fango e hanno paura in quanto i due figli suoi sono sempre stati seguiti da psicologi in quanto pieni di problemi all’interno della famiglia loro,sin dagli asili sono stati obbligati a frequentare psicologi. Io ora non so a chi rivolgermi e cosa sia meglio fare per tutelare sia mio figlio ad avere un padre serio e onesto sia a tutelare me per avere parimenti mio figlio.

  • luigi scrive:

    Salve ho avuto una relazione durata 5 anni con una ragazza che aveva gia’ un figlio altrui, sono stato arrestato per sbagli di gioventu’ e sono rimasto in carcere per un anno e mezzo. Nel frattempo la signora si e’ risposata e ha pensato bene di sottrarmi la bimba all’eta’ di due anni.che’ e’ stata riconosciuta dal nuovo inquilino facendo di tutto , per allontanarmi da lei e dalla figlia.
    Successivamente ho aspettato di finire tutti i miei problemi giudiziari e cercare di riallacciare i rapporti almeno affettivi con la figlia che adesso ha 18 anni.
    Ho qualche diritto di riavvicinarmi a lei scrivendole cercandola anche senza il consenso dei genitori, o rischio di essere denunciato di molestie o stalkeraggio ??? Per favore qualcuno mi aiuti

  • Vincenzo scrive:

    Sono un papà che è stato costretto a separarsi consensualmente per mancanza di soldi per pagare l’avvocato, con un stipendio di 1500€ non riesco a vivere mi devono aiutare gli altri, amici e parenti devo pagarmi il mutuo, finanziamento l’affitto di casa più 150€ di mantenimento totale 1300€ mi dite come faccio a vivere? Ho denunciato dappertutto, lo sapete la risposta? È LA LEGGE. Quanti uomini dobbiamo essere in Italia a far cambiare la legge 30000000? Se non fate in fretta i futuri bambini di papà separati staranno peggio di noi e poi sarà un terremoto familiare.

  • Colomba Bruno scrive:

    Sono un parere separato! La vicissitudine che ha comportato la mia separazione, e a dir poco, allucinante! Ero da pochi giorni dimesso dall’ospedale a seguito di una emmoragia polmonare, dopo vari interventi! Nel periodo, in qui ero degente, mia moglie, con l’aiuto di un’associazione, “” io noi donne assieme” di Udine”” ha organizzato tutto ciò che e ancora ora lo strascico di tale circostanza!
    Mentre, da pochi giorni, ero dimesso dall’ospedale, e naturalmente sotto trattamento farmacologico, con una scusa, che ad oggi, nemmeno le autorità competenti, hanno potuto ne provarlo ne tantomeno darne conferma! Cioè
    La mia ex moglie, e con l’appoggio di questa associazione, e il commando dei carabinieri di Osoppo, mi ha segnalato o denunciato per detenzione di armi, o esplosivi, che a seguito della perquisizione, l’esito e stato, totalmente negativo, e nella medesima situazione, con una scusa, sono stato invitato a seguire gli agenti, fino in caserma! Li mi hanno trattenuto per circa 3 ore, poi mi hanno detto che tutto era a posto, e che me ne potevo ritornare a casa! A mio rientro, mia moglie, con la complicità di terzi, aveva proceduto a sottrarre dall’abitazione, televisori, scarpe, vestiti, pentole, piatti, posate, scarpe, tutti i risparmi, tutto l’oro, lenzuola, cuscini, e moltissimi altri oggetti dell’arredamento di case e documenti e oggetti anche di mia proprietà, le mie collezioni di monete, più molti oddetti in oro di mia proprietà, compreso le mie due figlie e i corrispettivi testi scolastici, vestiti ecc..,
    immediatamente, mi sono nuovamente recato presso la caserma dove ero stato trattenuto, per segnalare l’accaduto, ma nessuno mi ha aperto! Cosi dopo un po che suonavo il campanello, vedendo che i miei tentativi erano vani, me ne sono ritornato a casa! E ho provato a mettermi in contato con modo a moglie e le figlie telefonicamente ma senza alcun riscontro! Dopo oltre 15 giorni, e dopo ricerche personali, e segnalazioni a tutte le autorità competenti e sempre senza alcun riscontro! Per caso, ho provato a contattare, gli assistenti sociali di Gemona del Friuli, e dopo, incontro con i medesimi, ho potuto sapere che erano sotto la loro custodia! Fino a quel momento, nessuno ha mai! E in alcun modo, provveduto a informarmi ne di mia moglie ne tantomeno delle mia figlie! Dicendomi, che loro, non avevano alcun obbligato di farmi sapere se stavano bene ne altro! In tutti questi giorni, pensavo, che qualcuno, avesse plagiato sia mia moglie e la figlie e che poi, le potesse aver fatte sparire! Sottraendo loro tutto ciò ce avevano sottratto! Poi invece, ho saputo che erano ospiti presso questa, fantomatica associazione! ( a delinquere) plagiandole e facendo in modo, che io, e per nessun motivo, potessi in alcun modo, ne avicinarmi a loro, ne tantomeno ed con nessun mezzo, nemmeno telefonicamente, contattarle e ne per sentirle o parlare con loro!!! A seguito dell’iter di separazione il giudice, ha decretato che, gli assistenti sociali sopra menzionati, la avrebbero dovute seguire, ma ad oggi, a distanza di quasi un anno, loro abbiano solo pochissime volte, ottemperato a questo decreto del giudice! In oltre, l’associazione, dopo tre mesi, e non potendo avere i contributi necessari per continuare ad ospitarle, le ha allontanate! Dovendo cosi, chiedere ospitalità a terzi, dei conoscenti estranei a questa associazione! Io, ho fatto presente, sia, alle autorità, sia agli assistenti sociali, ecc.., per quale motivo, non sono stato mai sentito! Ne ho mai potuto avere un confronto diretto, a riguardo di tutte le accuse, che a seguito modo i sono state formulate!! Ho detto, : ( per quale motivo, una persona, può fare accuse! Senza che la persona, la controparte, possa essere sentita e messa a confronto! Cosi da verificare e valutare se tali accuse possano avere o meno un riscontro! Una qualsiasi persona, può, dire, inventarsi tutte le più abominevoli accuse, ed essere giudicata, condannata unilateralmente, e senza diritto di poter dire confermare, smentire o quant’altro! Solo il perverso piacere nel distruggere una famiglia! Con una facilita, con qui, si butta nella spazzatura un paio di vecchie scarpe rotte!!! )
    Mi chiedo? Come mai, oggi, e in un paese, civile? Democratico? Possano accadere ed essere sostenute tutta queste aberranti associazioni, assistenti sociali ed altro! Con un potere autoritario! Spropositato e senza alcun controllo! Da parte di nessuna autorità competenze! Un potere, tirranico!Dispotico! Allucinante e gestito unilateralmente!!! Con un poter allucinante e facile, nel distruggere le famiglie!!!

  • Enomis scrive:

    Questo “diritto di famiglia” è proprio una merda. Comunque, io ho sempre preferito affrontare le prove della vita schivando i colpi anziché pararli e ho deciso di risolvere il problema in un modo sicuramente sbrigativo ma molto efficace, vale a dire niente matrimonio, niente convivenza, niente relazioni sentimentali, niente sesso e niente figli. Viva la libertà!

    • gabriella scrive:

      Che tristezza! Leggere queste cose fa accapponare la pelle. Mi dispiace signori padri e mi dispiace di più per i figli e le figlie, ma sappiate che queste donne (TREMENDE) sono una piccola minoranza. Ci sono tantissime brave mogli/mamme che si sacrificano, lavorano e fanno tutto per la famiglia o per i figli se non hanno più il marito: Ho conosciuto una signora che andava a lavorare di notte mentre i suoi bambini dormivano per poterli mantenere e stare con loro durante il giorno.

  • FRANCO scrive:

    EUNA VERGOGNA CHE IN ITALIA I PADRI VENGANO RIDOTTI A CHIEDERE L ELEMOSINA PER AVER VOLUTO COSTRUIRE UNA FAMIGLIA E SONO VERGOGNOSI I GIUDICI SPESSO DI SINISTRA CHE SONO SEMPRE DALLA PARTE DELLA DONNA ,FORSE PERCHE LORO NON PERCEPISCONO 1000 EURO AL MESE

  • giuseppe scrive:

    Salve, nel 2001 e’ nato mio figlio. Pochi mesi dopo la nascita io e sua madre ci siamo lasciati. Non eravamo sposati e non convivevamo. Durante i primi anni di vita di mio figlio sua madre ha spesso creato ostacoli non dandomi la possibilita’ di vederlo quando potevo (lavoravo tutto il giorno e spesso potevo vederlo solo il sabato e la domenica): dovevo avvisarla giorni prima se volevo andare a prenderlo in giorni differenti dalla domenica e spesso mi diceva che doveva uscire con lui anche quando non era vero.

    Negli anni successivi (dai 6 ai 13 circa) tra miei gravi problemi di salute (nel 2011 ho scoperto che erano dovuti al morbo di chron) ed impegni lavorativi vedevo mio figlio solo la domenica: qualunque sera durante la settimana lei non voleva che lo andassi a prendere inventando sempre scuse differenti, non voleva che lo portassi a mare in estate perche’ a suo dire mio figlio si vergognava a mettersi in costume e lo faceva solo con lei presente, etc.

    alla fine per quieto vivevere e soprattutto per evitare costanti discussioni con sua madre che puntualmente infieriva su di me davanti a mio figlio ho cercato di fare in modo di vederlo almeno tutte le domeniche, ma in alcuni casi la mia patologia mi costringeva a stare a letto o cmq a non poter uscire da casa. E a mio figlio dicevo che dovevo lavorare per non fargli capire la gravita’ del mio stato di salute.
    per concludere a giugno del 2013 per la prima volta rimprovero verbalmente mio figlio perche’ aveva avuto un atteggiamento poco educato e da quel momento non mi ha piu’ rivolto la parola. Ho cercato in ogni modo di parlare con lui ma non c’e’ stato verso. Durante questi anni ho pensato piu’ volte di adire alle vie legali ma non l’ho fatto pensando che mio figlio potesse vedermi come nemico di sua madre (che nel frattempo si e’ sposata e ha fatto si’ che mio figlio veda come figura paterna suo marito). Ad oggi ho avuto prova dagli atteggiamenti della madre (totale assenza di comunicazione nei miei confronti da quando anche mio figlio non mi rivolge la parola, nessun tipo di atteggiamento che potesse tendere ad avvicinare mio figlio a me, etc) e a gennaio ho deciso di mandarle una lettera tramite il mio avvocato. Tale lettera serviva solo ad incontrarci e a discutere la situazione con tranquillita’ cercando una soluzione comune e principalmente cercando il dialogo. La risposta a questa lettera e’ stata la seguente:
    – mio figlio ha mandato un messaggio a mio padre dicendogli letteralmente:”hai perso un nipote”
    – sua madre chiede il mantenimento che non ha mai chiesto fino ad ora e l’affidamento esclusivo.
    Cosa devo fare? non so piu’ come comportarmi

  • Bruno scrive:

    Salve dopo 11 di convivenza Ho una figlia di 5 anni. Da qualche tempo la mia compagna ha perso la testa per un altra persona. ,non c’è stato modo di fargli cambiare idea si è innamorata e basta …dopo 2 mesi di incomprensione sia andati x vie legali, gli devo garantire l’appartamento alla bimba è un mantenimento alla figlia…….l’assurdo e che nel mio appartamento va a vivere con questa altra persona !!!!!! e logico. Mi sembra di sognare mi lascia lei per dei futili motivi e devo lasciare tutto quello che ho.Ma che leggi in Italia tutelano i diritti dei padri. È una vergogna.
    Sono disperato. ….cosa devo fare ?????come mantenimento mi ha chiesto 1500 euro. Ma sogniamo.
    Non so più che fare !!!

  • salve sono un uomo separato gia da otto anni
    ho 64 anni abbiamo fatto una separazione consenzuale allora mio ultimo figlio era ancora ,in famiglia ,e abbiamo deciso con il giudice di fare rimanere la mia x nella
    proprieta condivisa, che nel frattempo si doveva
    vendere la proprieta ,non ha fatto mai salire,per fare vedere la casa dalle persone
    ne quelli del agenzia,adesso ,.adesso ultima se ne andata in germania e ha lasciato
    la chiave al suo avvocato,per far vendere lappartamento,faccio notare che mi trovo in difficolta economiche, per pagare adesso un affitto che devo fare

  • Roberto scrive:

    Io ragazzi penso semplicemente che ci vorrebbe una svecchiata…..un cambiamento radicale. Oramai la donna e l’uomo stanno nello stesso piano. In una coppia (salvo eccezioni!) con figli, per stare dignitosamente si deve lavorare entrambi. Non esiste piu, la donna di 50 anni fa. Purtroppo tutti noi maschietti stiamo pagando lo scotto, di alcuni giudici che non si sono adeguati. Bisogna valutare caso per caso. Bisogna rendere accessibili come valutazione anche prove audio video che possono mostrare sia l’uomo che la donna “provocatori” per cercare liti che spesso vengono svolte davanti ai figli, creando shock non indifferenti a quest’ultimi. Io sono sposato da 6 anni, ho beccato mia moglie con un’altro. C’ho pensato e valutato. Lei ha chiuso (cosi dice) ma io ho deciso di chiedere la separazione. Abbiamo un bimbo di 4 anni. Lei lavora Fuori, e sicuramente vorra’ fare di tutto per portarsi via nostro figlio. Adesso vorrei chiedere una cosa a tutte le donne, ovvero ma perché la maggior parte di voi, strumentalizza i figli, cercando di toglierli a noi padri???? Ma non pensate che create un danno permanente ai vostri bimbi??? Ma pensate di fare ripicche a chi? Pensate che siccome voi lo avete tenuto per 9 mesi in grembo….potete decidere di allontanarlo dal padre???? Io ho tutto registrato, ho l’audio della sua confessione, della chiamata che c’è stata con questa persona, e quando io gli ho detto che cmq avrei chiesto la separazione, lei ha detto che tanto quelle registrazioni non avrei potuto usarle e che tanto nostro figlio sarà affidato cmq a lei. Io comunque vado avanti, ho messo tutto su un DVD compreso un video, che se servirà un domani
    A nostro figlio quando sarà grande , per capire a il motivo della mia scelta.

  • elle scrive:

    A me dispiace leggere tutte le vostre storie. Io sono una donna che sta dalla parte vostra della barricata inversa, perché non avrei mai voluto arrivare a questo punto con il padre dei miei figli. Fin dall’ inizio lui aveva paura che l’avrei rovinato e già ancor prima di fare nulla di brutto mi diceva che volevo vivere sulle sue spalle da mantenuta. Ho cercato di accontentarlo in vari modi e per me non ho chiesto nulla, soltanto un mantenimento minimo per i miei due figli. Adesso dopo varie cose successe tra di noi e offese e bugie di tutti i tipi, si è preso da qualche mese i miei due figli e lui e la sua compagna vivono felici insieme. La sottoscritta è la mamma cattiva che i figli non vogliono più vedere perché non paga e aiuta il povero papà. Adesso il giudice ha deciso che devo dare un contributo per il mantenimento dei miei figli dato che il padre si è licenziato da un posto dove era ben retribuito per andare a fare un lavoro umile part time. Lasciamo perdere le denigrazioni che lui e la sua compagna mi stanno facendo, lui spinto dall’odio nei miei confronti per averlo lasciato e lei dalla gelosia di qualche tipo. Oggi ho capito che ai giudici non interessa nulla dei genitori, dei nostri sentimenti personali, o se ce la possiamo fare con lo stipendio che percepiamo a pagare tutto, a loro interessa il benessere dei figli. Questo può essere anche giusto dato che non hanno deciso di venire al mondo, ma alla fine di questa storia o di mille altre che accadono ogni giorno magari peggiori della mia o della vostra, chi ci restituirà la nostra dignità di madri o di padri e soprattutto chi ci ridarà i nostri anni indietro spesi a cercare di essere dei bravi genitori convinti che poi tutto questo amore avrebbe dato i suoi frutti?

  • Manuel scrive:

    Ciao sono un padre separato ho tre figli . 10 anni fa ho comprato casa con la mia ex compagna . Finito il tutto ho dovuto lasciare casa . Non solo pago un affitto di 500 euro al mese pari alla quota del mutuo ma anche 7.50 00 di mantenimento. Ora lei vive in casa mia con un uomo che i bambini non vogliono. Visto che è anche casa mia posso fare qualcosa?

  • Marcello scrive:

    A settembre 2016 la mia ex compagna è partita per il suo paese di origine facendo ritorno 30 giorni dopo; 2 giorni dopo il rientro, una lite furibonda messa in atto da lei e gestita con violenza ed urla dalla stessa mentre io pensavo a calmarla ed a proteggere i miei figli di 4 e 7 anni fortemente spaventati e che mi ha costretto a chiedere scusa ai vicini di pianerottolo.
    Si è fatta veder poco o nulla fino al 24 dicembre 2016 per farmi, la mattina dello stesso giorno, richiesta di vedere i bambini qualche ora e dove io ho acconsentito per le ore 16:30. Si è presentata con circa 3 ore di ritardo salvo poi inscenare un’aggressione alla presenza dei bambini con urla e violenza questa volta anche fisica tali da ricorrere alle cure mediche. Abbiamo finito la vigilia con i Carabinieri in casa dove, solo grazie al mio intuito, gli stessi Carabinieri hanno allontanato la donna che prima volevano lasciare in casa essendo lei residente; solo quando ho urlato che con la donna non sarei rimasto in casa e che avrebbero dovuto assumersi la responsabilità di allontanarmi da casa mia lasciando i figli presso il domicilio (sostenevano, ripeto, che la mamma aveva tutto il diritto di rimanere in casa ed i figli non potevo allontanarli), si sono decisi a convincerla ad andare via.considerata la già prolungata assenza.
    Qualche giorno dopo mi denuncia per percosse e minacce salvo poi, qualche giorno fa, scoprire che il giorno stesso della denuncia, al mattino, mi aveva già denunciato di averla allontanata con la forza da casa.
    A gennaio si reca dai Servizi Sociali dove vengo chiamato per capire e per testare la mia volontà (mai mancata) a farle vedere i figli e poi stilare per mesi interventi programmati di colloquio con i bambini alla presenza di operatori.
    Intanto la denuncia è andata avanti e finirà che dovrò pagare (mi è stata fatta una richiesta di risarcimento in denaro) in quanto il rischio di avere torto, malgrado tutto, è elevato. Ad oggi, quando necessario, devo ancora provvedere a calmare i miei bambini per la violenza subita dal sottoscritto la sera del 24/12/2016 ad opera della madre.
    Preciso che l’impegno a fare avere un rapporto che si possa chiamare materno nasce solo dal mio impegno anche perchè continuo a non farle del male (giuridico) consapevole che il male fatto a lei, pur derivando da una mia tutela legale, lo faccio ai nostri figli.
    Vivo ancora oggi nella paura e qualunque autorità incontro (purtroppo la vivo così) sembra farmi pesare l’essere stato violento con la madre de miei figli.
    I danni subiti sia morali che economici non fanno testo, l’unica cosa: le donne non sio toccano.

  • armando camarda scrive:

    Salve a tutti
    Sono Armando da Carpi e vorrei con questa lasciare la mia testimonianza che, se pur carica di dolore, come inevitabilmente lo è quella che riguarda un divorzio con figli, può anche far riflettere su quali debbano essere gli obiettivi fissi e le priorità: i figli.
    Sono passati ormai 3 anni dalla separazione dalla mia originaria famiglia e vivo praticamente da single (anche se ho una compagna); dopo i primi mesi di rabbia e dolore sono riuscito a ritrovare la mia serenità interiore e questo grazie al fatto che mi sono imposto il massimo del bene per i miei 3 figli; e quando dico il massimo del bene intendo che mi sono sempre immedesimato nelle loro situazioni, cercando di interpretare i sentimenti che un figlio può provare con i genitori divisi. Fortunatamente la madre ha compreso questo, pertanto si riesce ad andare d’accordo con serenità. Per un attimo, provate a mettervi nei panni di questi ragazzi e cercate di capire cosa, nel loro cuore, desidererebbero di più, allora comprenderete meglio. Si può essere sempre dei buoni genitori anche da separati.
    Auguri a tutti.
    Armando.

  • Luigi Coppola scrive:

    Salve io sono separato sono in ginocchio economicamente per colpa della mia ex moglie nn mi fa vedere I miei figli da 8mesi denuncie e querele fatte ai carabinieri ma nn serve a nulla ho tentato il suicidio gia 2 volte ma sono stato preso in tempo da persone che nemeno conosco ho quasi 40anni nn ho piu una dignita nn ho piu nulla sie preso tutto e sono separato da quasi 5anni chiedo aiuto economico e morale per condurre una vita nn serena ne di lusso solo con la speranza di vedere I miei figli prima che sara troppo tardi grazie scusatemi ma sono disperato e depresso

  • Pio Coppi scrive:

    Salve, sono un uomo separato di 74 anni. Mia moglie mi ha fatto vendere la casa e tutti i miei beni all’asta per debiti contratti verso le banche. Purtroppo ero succube e pur di tenere unita la famiglia andavo avanti. Sono stati 20 anni di inferno. Ho corrisposto a mia moglie durante la separazione 600,00 euro/mese di cui 300 per lei e 300 per mia figlia. Lasciamo stare le scenate fatte sotto casa e i vari sms che mi ha inviato (storia vecchia). Durante le udienza per il divorzio non si è mai presentata se non una volta avventandosi verso il giudice e dicendo che lei non aveva soldi per un avvocato, non solo negando anche i miei versamenti fatti oltre i 600,00 euro mese per un ammontare totale di quasi diecimila euro. Durante il matrimonio lavorava anche lei poi dopo partorito ha dato le dimissioni. Fino a che ho potuto ho pagato poi a seguito di pignoramenti sulla mia pensione non ho potuto più dare nulla. Nell’ultima udienza il giudice ha deciso che io non dovevo dare più niente.Adesso il giudice che precede il divorzio, dietro contestazione fatta dal suo avvocato mi ha condannato a pagare 300 euro/mese e gli arretrati per un totale di circa 22.000,00 Euro. La mia pensione al netto delle trattenute di legge, al netto della cessione del quinto (243,42)ed al netto di un pignoramento (138) tasse 218,35 ammonta a circa 990 euro/mese.
    Vorrei sapere da voi se io dovrò pagare tutto questo o se esiste altre possibilità. Grazie Pio Coppi

  • Alessandro chierchia scrive:

    Buongiorno dopo una lite con mia moglie dove mi tirava una valigia e io per difesa alzavo le mani per respingere una valigia che rimbalzo è fini sullo zigomo scaturendo una prognosi di 30 giorni le mi ha denunciato dicendo che la maltrattato e la picchiavo sempre ad oggi sono passati 2 mesi e mezzo e non mi hanno ancora sentito e vesto testimoni premetto mia moglie e tanzaniana è fa abuso di alcol come posso fare per uscire da questa trappola giudiziaria e combattere contro assistenti sociali grazie

  • Fabiio53 scrive:

    Salve a tutti. Non è facile parlare e descrivere la situazione di un padre separato. Mi sono sposato in Austria e separato sempre in Austria . sono un pendolare tra Italia ed Austria , il problema prima avevo casa in Austria ora no. Ne li e in Italia . i soldi sono sempre pochi per vivere in Italia ed in Austria. La cosa che è triste che come padre non riesco diciamo comincio ad avere il problema che sto dimenticando il tedesco ed con mia figlia parlo in tedesco ed spesso quando parlo con lei non la capisco ed per questo vado in crisi ho poca fiducia in me . non mi posso permettere di prendere una casa in affitto in entrambi i casi in Austria ed in Italia. La presa in giro che in Italia ed in Austria le persone che sono asilanti ed asilo politico ed emigranti di certi paesi lo stato gli offre tutto. Tu che sei un padre separato non hai i diritti elementari. Di sussistenza. Ed per questo sono molto amareggiati con gli Italia ed Austria dopo aver contribuiti con il lavoro ed pagato in entrambi i paesi le tasse ora dormi su un divano letto ed ogni tre mesi mi devo trovare una stanza in Austria ed in Italia sempre con la valigia ed un continuo cerca lavoro. LS beffa è anche dopo aver superato un certa età è difficile trovare il lavoro e le tante difficoltà ed umiliazioni. La colpa è sempre del padre? Grazie a tutti

    • Francesco scrive:

      Per le leggi esistenti in Italia come anche all’estero la “colpa” è sempre del maschio. La femmina è tutelata da un sacco di agevolazioni, patrocinio gratuito compreso. Spiace dirlo ma è proprio così…specialmente quando esistono bambini piccoli e la malvagia donna viene comunque assegnata alla custodia ed educazione dei figli.

  • Roberto bersan scrive:

    Buon giorno: Cerco un avvocato umile che mi possa aiutare dopo avermi truffato di tutto dalla mia ex moglie; ho perso tutti i contatti anche con i figli. Buona giornata a tutti gli avvocati che mi risponderanno grazie.

  • Paolo scrive:

    Ho un figlio nato da una relazione extra coniugale.
    Lo vedo a weekend alterni, portandolo a casa mia.
    A volte il bambino vorrebbe stare qualche giorno in più.
    Coda succede se lo riporto in ritardo di un giorno?
    Grazie

  • giuseppe Balistreri scrive:

    Salve, nel 2001 e’ nato mio figlio. Pochi mesi dopo la nascita io e sua madre ci siamo lasciati. Non eravamo sposati e non convivevamo. Durante i primi anni di vita di mio figlio sua madre ha spesso creato ostacoli non dandomi la possibilita’ di vederlo quando potevo (lavoravo tutto il giorno e spesso potevo vederlo solo il sabato e la domenica): dovevo avvisarla giorni prima se volevo andare a prenderlo in giorni differenti dalla domenica e spesso mi diceva che doveva uscire con lui anche quando non era vero.

    Negli anni successivi (dai 6 ai 13 circa) tra miei gravi problemi di salute (nel 2011 ho scoperto che erano dovuti al morbo di chron) ed impegni lavorativi vedevo mio figlio solo la domenica: qualunque sera durante la settimana lei non voleva che lo andassi a prendere inventando sempre scuse differenti, non voleva che lo portassi a mare in estate perche’ a suo dire mio figlio si vergognava a mettersi in costume e lo faceva solo con lei presente, etc.

    alla fine per quieto vivevere e soprattutto per evitare costanti discussioni con sua madre che puntualmente infieriva su di me davanti a mio figlio ho cercato di fare in modo di vederlo almeno tutte le domeniche, ma in alcuni casi la mia patologia mi costringeva a stare a letto o cmq a non poter uscire da casa. E a mio figlio dicevo che dovevo lavorare per non fargli capire la gravita’ del mio stato di salute.
    per concludere a giugno del 2013 per la prima volta rimprovero verbalmente mio figlio perche’ aveva avuto un atteggiamento poco educato e da quel momento non mi ha piu’ rivolto la parola. Ho cercato in ogni modo di parlare con lui ma non c’e’ stato verso. Durante questi anni ho pensato piu’ volte di adire alle vie legali ma non l’ho fatto pensando che mio figlio potesse vedermi come nemico di sua madre (che nel frattempo si e’ sposata e ha fatto si’ che mio figlio veda come figura paterna suo marito). Ad oggi ho avuto prova dagli atteggiamenti della madre (totale assenza di comunicazione nei miei confronti da quando anche mio figlio non mi rivolge la parola, nessun tipo di atteggiamento che potesse tendere ad avvicinare mio figlio a me, etc) e a gennaio ho deciso di mandarle una lettera tramite il mio avvocato. Tale lettera serviva solo ad incontrarci e a discutere la situazione con tranquillita’ cercando una soluzione comune e principalmente cercando il dialogo. La risposta a questa lettera e’ stata la seguente:
    – mio figlio ha mandato un messaggio a mio padre dicendogli letteralmente:”hai perso un nipote”
    – sua madre chiede il mantenimento che non ha mai chiesto fino ad ora e l’affidamento esclusivo.
    Cosa devo fare? non so piu’ come comportarmi

  • Francesco scrive:

    Mi sto chiedendo a cosa possa servire scrivere qua le nostre disgrazie tutte dovute ad una legislazione sbilanciata tout court a favore delle donne. Mi sento come un poveraccio che non avendo nessuno intorno decise di parlare col muro.
    E muro sia….
    La storia è la solita furbescamente congegnata dalla mia ex.
    Sintesi:
    Famiglia composta da due coniugi e due figlie in tenera età, una sei l’altra otto anni;
    False accuse di adulterio;
    Tentativo di adescamento di una incaricata della mia ex, sventato;
    Provocazioni giornaliere e maltrattamenti psicologici continui in via diretta e massiccio invio di messaggistica oltragiosa e allarmante, con vari torpiloqui, anche durante l’orario di lavoro;
    Lettera di un avvocato con la quale si chiedeva la separazione per mia colpa;
    Scoperta di un amante con il quale aveva furbescamente coinvolto le bimbe, imponendoli di tacere e avvio di alienazione genitoriale;
    Avvocati incapaci poi hanno fatto il resto.
    Unico miracolo la rinuncia della casa da parte di lei e condivisione al 50% delle figlie…ma lei continua…continua e continua ancora l’alienazione come un martello pneumatico. Tende tranelli, consiglia le bimbe, le rende complici e fedeli riferitrici di tutto quanto mi accade intorno. La grandetta ora ha 11 anni e si è accorta delle sue magagne, ma invece di riaccostarsi a me ha scelto di ricattare la mamma per ottenere tutto ciò che vuole. Telefono cellulare con accesso a tutto il web, porcherie comprese. Ma tanto è che sono stufo di parlarne.

  • Vincenzo scrive:

    Parliamo sempre delle stesse porcherie, é tutto una truffa legalizzata, e chi ci rimette apparte i figli sono i genitori che lavorano. Ognuno di noi si deve arrangiare di vivere senza a un avvocato, deve lavorare a compromessi, essere sfruttato, umiliato, e mal pagato, devi fare sacrifici a vita, devi rispettare la legge. Tutto questo é un sistema contraddittorio che al momento che hai a che fare con separazione cambia tutto specialmente quando non hai una euro per pagare a chi ti deve difendere, cioè l’AVVOCATO perché senza di lui non vai da nessuna parte. Da quando sei nato fino a quando arriva il giorno che ti separi non c’era, é tutto quello che hai costruito, una casa, una attività, un lavoro, una famiglia, sei stato bravo, per difendersi davanti a un giudice no, in mezzo a tutto questo cosa ci sono? SOLDI senza di quelli non puoi fare niente, allora cosa fai, vendi i beni, chiudi l’attività, perdi il lavoro e diventi un miserabile tutto questo perche sei uno sficato che ti sei voluto separare ho sei stato COSTRETTO a separarti e a pagare questo (sfizio) profumatamente con i sacrifici di una vita. E I FIGLI? Chi li tutela? Lo STATO, impoverendo i genitori per creare un futuro ai nostri figli già con problemi e così creare lavoro già per i futuri avvocati che seguiranno i nostri figli al loro interesse. Forse sono stato troppo, ma sono anche troppo ignorante a vivere in questa società dove sei ONESTO RISPETTOSO UMILE, per come la vedo io le separazioni sono un sistema che impoverisce i nostri figli e si salveranno solo figli di famiglie benestanti. Questo ê quello che ho capito delle separazioni, poi se non è così mi farebbe piacere che qualcuno mi spiegherebbe che non ê così e lo ringrazierei di persona così farò come tramite a mia figlia di spiegarle che la legge è il modo di vivere sono completamente diverso da quello che ci fanno vedere.

  • Gianni Loiacono scrive:

    RIFORMA PILLON. La riforma sembrerebbe un fatto positivo perché da più garanzie ai padri separati sulla possibilità di stare con i loro figli e di non essere aggriditi economicamente dalle mogli. In questo gli intenti vanno supportati, ma a mio parere non è una riforma del tutto giusta, perché si riduce in gran parte alla tutela della proprietà della casa, mentre l’obiettivo dovrebbe esere la tutela del nucleo famigliare. Spiego il perché.
    Io credo che qualunque legge sul divorzio debba necessariamente partire dalla perfetta simmetria tra moglie e marito, tenuto fermo che bisogna prima di tutto tutelare i minori. Perché altrimenti inevitabilmente e tragicamente la parte tutelata dalla legge molto spesso ne approfitta e si comporta in modo opportunistico (economicamente, ma non solo). Chiaro che se ci sono scorrettezze da parte di uno dei due coniugi, soprattutto violenza, ma non solo (es. violenza, infedeltà, abbandono del tetto coniugale), l’onere può ricadere su chi si comporta in modo scorretto, e quindi può valere quello che c’è già nelle vecchie leggi. Il coniuge che si comporta male viene cacciato via e deve contribuire con il mantenimento dei figli etc… In tutti gli atri casi, a mio parere la presunzione è che chi chiede la separazione non possa certo pretendere che sia l’altro coniuge o i figli a lasciare il tetto coniugale. Chi chiede la separazione deve farsi carico cercarsi un altro posto in cui vivere. Se è proprietario della casa e/o sta pagando un mutuo può anche chiedere un minimo di supporto (temporaneo?) per pagare l’affitto se non se lo può permettere, ma in generale dovrà cercarsi un lavoro come prevede il decreto Pillon. Credo che in questo modo si tutelerebbe per davvero la famiglia. La responsabilità ricade su chi decide di andare via, perché è stata fatta una scelta e a questa scelta si è venuti meno. Questa regola dovrebbe essere identica per uomini e donne, marito o moglie non fa alcuna differenza. E si tutelerebbe anche il diritto dei figli a rimanere nella casa in cui abitano, chiaramente tenuto conto del diritto del coniuge che va vai a continuare a frequentare i figli. Chiaro che se poi il coniuge che rimane decide di avere un altro nucleo familiare (risposarsi, convivere con altra persona etc…) la questione si complica ulteriormente. Se il coniuge che rimane non crea un altro nucleo famigliare, al coniuge che va via può facilmente essere dato il diritto di vedere i figli quando vuole, addirittura di continuare ad avere le chiavi di casa, entrare quando vuole etc… (il coniuge che rimane di solito non si oppone a questo perché non è stato lui/lei a chiedere la separazione). Ma se invece c’è un nuovo nucleo familiare (il coniuge che rimane si risposa, convive etc…), per il coniuge che va via può diventare troppo complicato continuare a frequentare la casa come prima. Può non essere possibile (si viene aggrediti dal nuovo compagno/compagna etc…) ed allora si potrebbe in qualche modo accedere al regime proposto dal decreto Pillon o simili, e cioè i figli devono poter stare con entrambi i genitori per un periodo minimo mensilmente. Questa ulteriore regola rafforzerebbe ulteriormente l’istituto familiare, perché il coniuge che rimane in famiglia con i figli non potrebbe più approfittarne per crearsi immediatamente dopo un nuovo nucleo familiare, ma dovrebbe ponderare con molta attenzione la scelta; se desidera rimanere a tempo pieno con i propri figli, oppure creare un nuovo nucleo familiare e a quel punto dover necessariamente condividere l’affidamento con il coniuge che è andato via. Come detto, nessuna differenza tra uomo e donna.
    L’affido condiviso è ovvio, nella maggior parte dei casi, ma il problema vero è in quale casa debbano essere collocati i figli, cioè dove e con chi devono risiedere. Sappiamo che non è per nulla un fatto irrilevante. E di norma non è una buona idea far spostare di continuo i figli da una casa all’altra. Poveracci ci manca solo questa. Bisogna evitare il più possibile di pesare sui figli. I figli devono rimanere di norma dove già si trovano. Ne hanno diritto. A mio parere invece la regola di gran lunga più ragionevole per tutelare la famiglia, valida per madre e padre indifferentemente, è che i figli rimangono dove sono già e con il coniuge che non chiede la separazione (se non ha colpe). Chiaro che se un coniuge è molto debole economicamente perché non lavora o è disoccupato gli/le si può garantire il minimo vitale in ogni caso, anche se è stato lui/lei a chiedere la separazione.
    Della mediazione obbligatoria se ne può discutere. Allungherebbe l’iter, ma non apporterebbe modifiche sostanziali. Può essere una buona idea, ma non mi sembra l’aspetto più importante.
    Mi sembra che invece il decreto Pillon, pur apprezzabile in varie parti, abbia una grave mancanza perché non tutela la famiglia, ma la proprietà privata della casa, che non ha senso. Cioè se un coniuge non chiede la separazione e non ha colpe, deve comunque abbandonare i figli e la casa se non ne è proprietario. Questo è assurdo. Ciò che conta non è la proprietà della casa, ma la tutela del nucleo familiare. Poi torno a ripetere, se chi chiede la separazione sta pagando un mutuo per comprare la casa, può ricevere un minimo di aiuto economico in questo senso (per pagare l’affitto in quanto non riuscirebbe a pagare sia mutuo che affitto), ma non più di questo.
    Anche l’introduzione di alienazione parentale «pur in assenza di prove fattuali o legali» non ha senso. Così si punisce l’altro coniuge per colpe che non sono sue. Può succedere, ed è giusto introdurre l’alienazione parentale nella normativa, ma le prove ci vogliono eccome. Chiaro che è difficile da dimostrare, ma non si può scaricare sull’altro coniuge senza motivo.

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