LA LEGGE “DOPO DI NOI”: E’ REALTA’. SVOLTA STORICA.

 

Finalmente il 14 giugno 2016 c’è stata la fumata bianca.

Il DDL “Dopo di noi” è realtà. La Camera ha approvato a maggioranza il testo con 312 si, 64 no e 26 astenuti. È stato istituito per la prima volta un fondo specifico con 90 milioni per quest’anno, 38,3 milioni per il 2017 e 56,1 milioni per il 2018.

Previste agevolazioni e sgravi fiscali per i patrimoni che i genitori decidono di lasciare in eredità per la cura dei loro figli, affidandolo a parenti o a Enti Onlus. La legge prevede inoltre un progetto individuale di cura e assistenza del disabile da mettere a punto ancor prima che vengano a mancare i parenti.

Anche l’Italia tutelerà in modo degno coloro i quali vivono la disabilità motoria e psichica.

Di sicuro un grande traguardo è stato raggiunto dopo ani di battaglia tra l’indifferenza generale.

Nel nostro Paese vi sono circa 4 milioni di disabili (6,7 % della popolazione).

Le barriere che devono essere abbattute sono culturali, più che architettoniche.

Si calcola che nel 2020 i disabili in Italia arriveranno a 4 milioni e 800 mila (7,9% della popolazione). Nel 2040 (secondo il Censis) essi raggiungeranno i 6,7 milioni (10,7 della popolazione).

Stiamo parlando di numeri da brividi.

Eppure secondo il Censis un italiano su quattro afferma che non gli è mai capitato di avere a che fare con persone disabili. Questo è un altro dato inquietante. Forse perché la disabilità viene fatta combaciare, da ben due italiani su tre, essenzialmente con una limitazione dei movimenti, quindi una disabilità prettamente motoria.

Mentre sono le disabilità intellettive ad essere le più diffuse in età evolutiva ( e spesso nascoste).

 

Le disabilità invisibili

Oggi in Italia le persone con sindrome di Down sono circa 48.000, di cui il 14% ha fino a 14 anni. La fascia di età più ampia è quella dai 15 ai 44 anni, pari al 66% e il 13% ha più di 44 anni.

Le aspettative di vita alla nascita sono di 61,6 anni per i maschi e di 57,8 anni per le femmine ( dato inverso rispetto al resto della popolazione).

Le persone affette da disturbi dello spettro autistico si stimano pari all’1% della popolazione, circa 500.000.

Questo il quadro italiano.

Nel nostro Paese, nonostante la presenza delle Associazioni per il sostegno e l’aiuto ai disabili (e alle loro famiglie) e i tanti volontari, non esiste un welfare degno di questo nome.

Gran parte dell’impegno e delle energie per tutelare ogni tipo di disabilità è sulle spalle delle famiglie.

Necessita una svolta, a partire dalla scuola ( il numero degli alunni disabili nella scuola statale supera le 200.000 unità).

Poi urge la possibilità di sfruttare le capacità dei disabili (spesso enormi) per il loro inserimento nel lavoro.

E così strutture sanitarie di livello, piani urbanistici e abbattimento di qualsiasi barriera architettonica. Oggi la legge c’è.

Il dilemma è cercare di capire come tutelare i tanti individui disabili una volta che resteranno privi di genitori o di altri parenti.

Come organizzare la loro vita? Come tutelare il patrimonio? Chi lo gestirà. Chi si prenderà cura delle loro esigenze quotidiane, umane e di salute?

Per i disabili psichici tale dilemma è ancora maggiore.

Occorre adesso formare i magistrati e gli avvocati e cercare di capire quali potranno essere gli istituti processuali più idonei tra l’inabilitazione, l’interdizione, l’amministrazione di sostegno e il trust familiare.

Anche per questo tema l’AMI è in prima linea, come sempre per tutto.

Di questi temi si parlerà in un prestigioso convegno della Nostra Associazione Forense che si terrà a Roma il 23 giugno 2016 presso la Nuova Aula dei Gruppi Parlamentari (via di Campo Marzio n. 78) dal titolo “Il diritto di vita per i figli disabili…anche dopo di noi” (patrocinato dalla Camera dei Deputati).

Tale convegno vedrà la presenza di illustri relatori tra cui:

Giovanni Alessi, Cristiana Arditi di Castelvetere, Cataldo Calabretta, Paolo Cendòn, Mario Rosario Ciancio, Vincenzo Falabella, Annamaria Fasano, Daniela Infantino, Gabriella La Torre, Davide Faraone, Eleonora Daniele (modulo giuridico della mattina) e Gianluca Nicoletti, Franca Biondelli, Elena Carnevali, Roberto Speziale, Giovanni Coletti, Riccardo Rossotto, Giuseppe Trieste (modulo sociologico e culturale del pomeriggio).

Un particolare ringraziamento all’On.le Elena Carnevali e a Gianluca Nicoletti che hanno fortemente voluto questo grande convegno dell’AMI.

Per le informazioni e le iscrizioni potete scaricare da questo sito il programma e la scheda di iscrizione.

L’evento è stato accreditato dal Consiglio Nazionale Forense (4 crediti). Un vero onore per l’AMI!

 

N.B. Attenzione alle istruzioni contenute nella scheda di iscrizione.

 

Roma, il 15 giugno 2016

Avv. Gian Ettore Gassani

Presidente Nazionale AMI

 

 

 

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