Finalmente, dopo anni di discussioni accese, gli avvocati hanno deciso di organizzare la propria formazione obbligatoria.
Ormai c’è un grande fermento attorno a questa rivoluzione culturale e deontologica della Classe Forense.
L’unico vero pericolo, tutt’altro che ipotetico, è l’improvvisazione e lo spontaneismo di tante piccole, piccolissime associazioni, che hanno inteso partecipare all’organizzazione di eventi formativi accreditati.
C’è il pericolo concreto di una formazione “pane e salame”, sorretta da qualche Consiglio dell’Ordine compiacente nel periodo più sospetto che è quello delle prossime elezioni forensi.
Tutto ciò a scapito di chi la formazione l’ha organizzata da anni, anche quando molti la snobbavano ritenendola inutile.
Prima della Delibera del CNF del 13 luglio 2007 si era discusso attentamente dei criteri tassativi da adottare nella scelta di chi avrebbe potuto organizzare eventi accreditati.
Si parlava con forza della necessità di affidare tale compito difficilissimo ad associazioni forensi di respiro nazionale che avessero un radicamento capillare nel territorio, che avessero mostrato sul campo la capacità di organizzare e strutturare convegni e/o corsi di formazione.
Tutto questo, di colpo, è stato accantonato. E oggi chiunque può farsi avanti (così come è stato) per “formare” i Colleghi.
Tutti possono formare tutti indiscriminatamente.
Trovo questo fenomeno, tipicamente italiano, l’ennesima occasione mancata degli avvocati di fare le cose sul serio.
La maggioranza dei corsi e dei convegni che stanno per partire, un po’ ovunque, sono ispirati solo agli aspetti teorici del diritto, con poco o nullo spazio a quelli pratici, cioè quelli di cui c’è tanto bisogno. In pratica, continueremo a rapportarci con il diritto così come abbiamo fatto all’Università, dove tutto è vuota teoria.
Siamo l’unico Paese occidentale che sforna laureati in giurisprudenza che hanno una preparazione “accademica” del tutto sganciata dalla realtà difficile del vero diritto, cioè quello che si è chiamati ad affrontare nel mondo del lavoro. Ma tant’è!
L’AMI ha allora studiato la possibilità di invertire questa rotta contemplando eventi formativi teorici e pratici, includendo il cosiddetto “processo simulato”. Tale formula formativa è l’unica davvero credibile perchè tende ad affrontare le varie problematiche dimostrando come, in concreto, si organizza strategicamente una difesa, quali sono le possibili soluzioni, come tradurre processualmente la pratica. Un po’ come si consegue la patente di guida. Nessuno potrebbe guidare un’auto studiando soltanto i quiz…
Accanto alla necessità di garantire gli aspetti pratici, l’AMI ha inteso garantire la qualità dei corsi, chiamando a relazionare professionisti di fama e di provata esperienza quali Paolo Crepet, Vincenzo Mastronardi, Melita Cavallo, Mario Covelli, Pasquale Andria, Paolo Apolito, Diego De Silva, Maurizio Paniz, Claudio Zullo e tanti altri.
La formazione significa confronto con le altre realtà, significa investire tempo e oneri per portare in ogni realtà il meglio possibile.
Solo così si può dare un senso ad un progetto, quello della formazione, che esce fuori da logiche clientelari e di improvvisazione.
A Salerno il 4 aprile 2008, alle ore 15.30, presso il Centro Congressi “Grand Hotel Salerno” inizierà il Master in diritto di famiglia e minorile con il processo simulato. Un evento unico nel suo genere che sarà l’inizio di una serie di corsi improntati con il nostro stile e il nostro lavoro che hanno radici antiche.
Il programma e la scheda di iscrizione sono scaricabili da questo sito.
Buon Natale a tutti.



Roma, 19 dicembre 2007 
                                                                                  Avv. Gian Ettore Gassani
                                                                                  Presidente Nazionale AMI
                                                                                 (www.studiolegalegassani.it)                                                                                       

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