ROMA – Un morto ogni due giorni, 1.200 vittime in cinque anni: la famiglia italiana uccide piu’ della mafia, della criminalita’ organizzata straniera e di quella comune. E quello che dovrebbe essere il luogo piu’ sicuro, la casa, si trasforma invece nel posto a piu’ elevato rischio: su dieci omicidi avvenuti nel 2005 nella sfera familiare, sei sono stati commessi tra le mura domestiche. La fotografia emerge dal rapporto Eures-Ansa 2006 ”L’omicidio volontario in Italia”. Dati che pero’ mettono in luce anche degli aspetti positivi: nel nostro Paese il numero di omicidi volontari e’ calato del 65% negli ultimi 15 anni passando dai 1.695 del 1990 ai 601 del 2005. E se Napoli resta la capitale dei delitti, nel nord Europa e negli Stati Uniti si uccide molto piu’ che nel nostro Paese.


174 OMICIDI IN FAMIGLIA NEL 2005, 29,1 DEL TOTALE – La sfera familiare, dove avviene anche il 91,6% degli omicidi-suicidi, precede le vittime della mafia (146, il 24,4%) e della criminalita’ comune (91, il 15,2%). Quest’ultimo dato e’ in controtendenza rispetto al 2004, con un aumento del 28,2%, quando le vittime furono 71. Questo perche’, secondo il rapporto, ”accanto alla diffusione dei delitti collegati ai ‘reati comuni”’, emerge ”quella degli omicidi compiuti da individui ‘qualunque’, spesso giovani, estranei alla malavita, divenuti assassini per futili motivi o banali litigi all’uscita della discoteca”. Solo 4 le vittime della criminalita’ organizzata straniera. La maggior parte degli omicidi in famiglia avviene al Nord. Ad armare la mano degli assassini e’ una volta su quattro il movente passionale e se su dieci donne uccise in Italia ben sette sono state ammazzate dal partner o da un familiare, cresce anche il numero di uomini vittime della famiglia: nel 2005 l’incremento e’ stato del 28,8%.


OMICIDI DIMEZZATI IN 15 ANNI, NAPOLI CAPITALE DEI DELITTI – Si e’ passati dai 1.695 omicidi del 1990 ai 601 del 2005. A guidare la classifica delle zone piu’ pericolose e’ il Sud: con 346 vittime si conferma l’area dove si consuma il maggior numero di delitti (57,6%), seguita dal Nord (29%) e, con un ampio scarto, dal Centro (-4,7%). Il divario trova conferma anche in termini relativi: l’indice di rischio (numero di delitti ogni 100 mila abitanti) e’ 1,7 al Sud mentre 0,7 a Centro e Nord. Record di omicidi in Campania, con 128 vittime. Una regione che da 10 anni conserva il primato negativo. Seguono Sicilia (70 vittime), Calabria (69), Lombardia (65)e Lazio (46). L’indice di rischio piu’ elevato si registra invece in Calabria (3,4 omicidi), seguita da Campania (2,2), Sardegna (1,5) e Sicilia (1,4). Tra le citta’ Napoli e’ la capitale degli omicidi (88 vittime), seguita da Reggio Calabria (39), Roma (36), Caserta e Milano (28). Dal rapporto emerge pero’ che si uccide non solo in citta’. Anzi: piu’ della meta’ degli omicidi (58%) avviene nei piccoli e medi comuni.


ITALIA SOTTO MEDIA EUROPEA; IN USA 30 VOLTE PIU’ OMICIDI – Al vertice della ‘vecchia’ Unione Europea a 15 i paesi dove si uccide di piu’ sono Finlandia e Svezia: rispettivamente con 2,6 e 2,2 omicidi ogni 100 mila abitanti (la media europea e’ 1,4). L’Italia, tra il 2000 e il 2004, ha avuto una media di 1,2 omicidi, superiore a Germania, Paesi Bassi e Grecia (0,7), la nazione piu’ sicura. Con l’allargamento a 25, i paesi piu’ pericolosi sono diventati gli ex satelliti di Mosca: 9,7 in Lituania e 9,3 in Estonia e Lettonia. Anche gli Stati Uniti hanno una media ben superiore: nel solo 2004 si sono registrate oltre 16 mila vittime, 27 volte quelle italiane.


GIOVANE, UOMO E ROMENO, IDENTIKIT DELLA VITTIMA STRANIERA – Su 601 persone uccise nel 2005, 111 erano stranieri, il 18,6% del totale ma in calo rispetto all’anno precedente (145). Due terzi sono uomini e l’eta’ media degli stranieri ammazzati si attesta sui 32 anni, ben al di sotto della media degli italiani (41,6 anni). La Romania e’ il paese straniero con il piu’ alto numero di vittime in Italia (19), seguita da Marocco (11), Albania (10) e Polonia (9). 


Fonte: ANSA


 

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