Le "corna" sono giustificate se uno dei due coniugi non vuole avere figli.

La Suprema Corte di Cassazione, con una recente sentenza, ha affermato il principio secondo il quale la separazione non è addebitabile al coniuge che ha tradito la moglie che non intendeva avere figli da lui.

Ecco perché una signora di Bolzano ricorreva contro la decisione della Corte d’appello di Trento che aveva cancellato l’addebito al marito, che aveva iniziato una relazione extraconiugale, dopo che la moglie aveva riferito di non volere figli da lui.       


Nel 2007 il Tribunale di Bolzano non ritenne scriminato il comportamento fedifrago del marito è per questo dichiarò l’addebito nei confronti dell’uomo. Decisione ribaltata dalla Corte d’appello di Trento, nel 2008, sulla base del fatto che l’uomo aveva imbastito una relazione adulterina soltanto nel 2003, e cioè dopo che la moglie in una telefonata alla sorella aveva confidato di non volere figli dal marito. In pratica, il ragionamento dei giudici di secondo grado è stato che due comportamenti «contrari ai doveri matrimoniali», posti da entrambe i coniugi, non ammettono una dichiarazione di addebito.                             



Giunti in Cassazione, a seguito del ricorso presentato dalla moglie tradita, 
la Prima sezione civile ha respinto il ricorso, statuendo: «l’inosservanza dell’obbligo di fedeltà, da solo, non può giustificare addebito qualora una tale condotta sia successiva al verificarsi di una accertata situazione di intollerabilità della convivenza, sì da costituire non la causa di detta intolleranza ma una sua conseguenza» (principio oramai più che consolidato n.d.r.). Fanno notare ancora i supremi giudici, la dichiarazione della moglie al telefono «non dimostra tanto una chiara e consolidata volontà di non avere figli» ma è la spia di «una situazione di crisi» e fa emergere «la preoccupazione di lei per la fine del rapporto».

 

Avv. Claudio Sansò

Coordinatore AMI NAZIONALE

Presidente AMI SALERNO

 

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