{"id":978,"date":"2013-01-03T17:30:33","date_gmt":"2013-01-03T16:30:33","guid":{"rendered":"http:\/\/lnx.ami-avvocati.it\/crimine-e-dintorni-bulli-siciliani-di-giusy-la-piana\/"},"modified":"2021-03-02T17:55:53","modified_gmt":"2021-03-02T16:55:53","slug":"crimine-e-dintorni-bulli-siciliani-di-giusy-la-piana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ami-avvocati.it\/?p=978","title":{"rendered":"Crimine e dintorni : BULLI SICILIANI, di Giusy La Piana"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/win.ami-avvocati.it\/public\/imgarticoli\/cesira_criminologa.jpg\" \/><P><SPAN>\u201c<STRONG><I><SPAN>Crimine e dintorni<\/SPAN><\/I><\/STRONG>\u201d vuole essere una finestra aperta sull\u2019universo criminologico e sulla sua multidisciplinarit\u00e0 per analizzare i delitti, i loro autori e le conseguenti reazioni sociali: casi famosi o mai risolti, serial killer, psicologia criminale, nuove tipologie di reato, profili criminali e le ultime frontiere investigative. <BR>L\u2019obiettivo che ci si propone, con questo nuovo servizio reso ai lettori, \u00e8 quello di coniugare analisi di fenomeni criminologici e immediatezza comunicativa del giornalismo. <BR>Tutto ci\u00f2 sar\u00e0 reso possibile anche grazie a contributi autorevoli di esperti.<\/SPAN><SPAN><BR><BR><?xml:namespace prefix = o ns = \"urn:schemas-microsoft-com:office:office\" \/><o:p><\/o:p><\/SPAN><\/P><!--IMAGE images\/immagini\/bnews\/rotator\/criminologia-bnews.jpg IMAGE--><br \/>\n<P align=center><STRONG><SPAN>BULLI SICILIANI<\/SPAN><\/STRONG><SPAN><o:p><\/o:p><\/SPAN><\/P><br \/>\n<P><SPAN>Torturano animali domestici o randagi, li seviziano nei modi pi\u00f9 disparati e poi condividono le \u2018gloriose gesta\u2019 in rete grazie alle riprese che effettuano con le videocamere dei loro cellulari. <BR>\u00c8 di qualche settimana fa il macabro caso balzato alle cronache nazionali di un gruppo di ragazzini siciliani, fra i 9 e i 15 anni, i quali hanno seviziato un cane di razza yorkshire e poi gli hanno tolto la vita impiccandolo ad una maniglia. A compiere materialmente l\u2019impiccagione \u00e8 stato il pi\u00f9 piccolo del gruppo. <BR><BR>Una comitiva di bambini fra i 6 e i 9 anni, tutti provenienti da famiglie di ceto medio del palermitano, usciva in bici e per fare qualcosa di diverso giocando a chi avrebbe investito per primo dei cuccioli di gatto. Un gruppo di ragazzini, tutti delle scuole medie, ha trovato invece interessante prendere a sassate i volatili e staccargli le zampe. Questi sono solo alcuni esempi di una lunga sequenza di eventi raccapriccianti perpetrati da minori siciliani ma potremmo elencare casi analoghi riferendoci a molte altre zone italiane.<BR><BR>Come interpretare, prevenire e arginare questa violenza dirompente? Abbiamo chiesto ad una psicologa-criminologa, una sociologa-criminologa e una giurista-criminologa di analizzare la problematica. \u201c<EM><SPAN>I fenomeni in questione, seppur diversi<\/SPAN><\/EM>, &#8211; dichiara <STRONG><SPAN>Simona Ruffini<\/SPAN><\/STRONG>, psicologa e responsabile del settore Criminologia dell\u2019et\u00e0 evolutiva del Themiscrime- <EM><SPAN>presentano similitudini allarmanti, prima fra tutte la giovane et\u00e0 dei minori. A differenza di quanto potrebbe apparire ad un\u2019analisi superficiale, i nostri giovani non stanno maturando pi\u00f9 in fretta. Al contrario il massiccio bombardamento di stimoli ai quali sono sottoposti, unito alla carenza di figure che possano fungere da filtro tra i minori e la societ\u00e0 stessa, rischia di stimolare precocemente capacit\u00e0 cognitive e morali non ancora pienamente sviluppate<\/SPAN><\/EM>\u201d. <BR><BR>Spesso i giovanissimi avvezzi alla violenza vengono definiti genericamente come \u201cbulli\u201d, termine che accoglie in se un universo pieno di ombre e che trova impreparati al vorticoso susseguirsi degli eventi gli stessi genitori dei minori autori di reato. <BR>Ma tecnicamente quando \u00e8 corretto parlare di bullismo e come riconoscerne i segnali? \u201c<EM><SPAN>Il bullismo<\/SPAN><\/EM>&#8211; afferma la sociologa-criminologa <STRONG><SPAN>Gabriella Salvatore<\/SPAN><\/STRONG>&#8211; <EM><SPAN>si riproduce nell\u2019intenzionalit\u00e0, quindi nel deliberato scopo di offendere, ferire, arrecare danno; nella persistenza nel tempo, non \u00e8 infatti un atto episodico, e nell\u2019asimmetria di potere, assumendo forme fisiche, verbali, indirette, elettroniche. Questo fenomeno non \u00e8 un problema semplicemente relativo ad un ragazzo che presenta qualche patologia difficile da contenere, ma \u00e8 una dinamica di gruppo in cui gli ingredienti fondamentali non si limitano alla sola presenza del bullo e della vittima, ma \u00e8 vitale per il suo funzionamento l\u2019esistenza di un \u201cpubblico\u201d che vada a rinforzare e sostenere il fenomeno stesso<\/SPAN><\/EM>\u201d. <BR>Testimone e \u201ccomplice\u201d degli atti violenti \u00e8 sempre pi\u00f9 spesso l&#8217;occhio elettronico della fotocamera del telefono cellulare: \u201c<EM><SPAN>il disimpegno morale che pervade questo fenomeno &#8211; spiega la sociologa- sviluppa una nuova caratteristica che si manifesta in questi spietati episodi: \u00e8 come se la violenza non esistesse se non la si \u00e8 mostrata agli altri, se non \u00e8 resa palese da una ripresa con il cellulare<\/SPAN><\/EM>\u201d. <BR><BR>E sul connubio fra tecnologia e violenza la psicologa- criminologa Ruffini, invita a una riflessione: \u201c<EM><SPAN>E\u2019 utile interrogarsi su quali strumenti stiamo dando ai nostri minori e come insegniamo loro ad usarli. Internet, televisione, telefonini, mancanza di dialogo, disinteresse, esempi sbagliati: \u00e8 come se avessimo dato ai nostri figli una macchina troppo potente e non avessimo ancora insegnato loro a guidare<\/SPAN><\/EM>\u201d. <BR><BR>Dal punto di vista normativo la violenza compiuta da un minore porta a doversi confrontare sulla spinosa questione della non imputabilit\u00e0. Ad offrire alcune delucidazioni in merito \u00e8 la giurista-criminologa <STRONG><SPAN>Cesira Cruciani<\/SPAN><\/STRONG>, responsabile del Centro Studi Criminologico Forensi dell\u2019Associazione Matrimonialisti Italiani di Roma: \u201c<EM><SPAN>Per i soggetti di et\u00e0 compresa tra i 14 ed i 18 anni di et\u00e0, la capacit\u00e0 di intendere e volere non pu\u00f2 essere presunta dalla natura dei reati ascritti al minore o dal comportamento post factum dello stesso. L&#8217;operato del giudice deve pertanto consistere obbligatoriamente nell&#8217;accertamento degli aspetti psico-caratteriali indicati con l&#8217;ausilio delle speciali indagini prescritte dalla legge istitutiva del Tribunale per i minorenni. Perch\u00e9 un minore di et\u00e0 sia riconosciuto incapace di intendere, al momento della commissione del reato, \u00e8 necessario l&#8217;accertamento di un&#8217;infermit\u00e0 di natura ed intensit\u00e0 tali da comprendere, in tutto o in parte, i processi conoscitivi, valutativi e volitivi del soggetto, eliminando od attenuando grandemente la capacit\u00e0 di percepire il disvalore sociale del fatto e di autodeterminarsi autonomamente<\/SPAN><\/EM>\u201d.<BR><BR>Alla luce di quanto affermato dai tre esperti, sarebbe auspicabile la presenza, in ogni scuola, di personale altamente specializzato e formato per aiutare non solo con la buona volont\u00e0 ma con adeguati strumenti, i bulli, i ragazzini loro vittime e le famiglie di entrambi. <BR><\/SPAN><B><I><SPAN><BR><STRONG><SPAN>a cura di:<\/SPAN><\/STRONG><BR><BR><STRONG><SPAN>Giusy La Piana<\/SPAN><\/STRONG><\/SPAN><\/I><\/B><\/P><br \/>\n<P><B><I><SPAN><STRONG><SPAN><a href=\"http:\/\/www.bagherianews.com\">www.bagherianews.com<\/a><\/SPAN><\/STRONG><\/SPAN><\/I><\/B><\/P>&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cCrimine e dintorni\u201d vuole essere una finestra aperta sull\u2019universo criminologico e sulla sua multidisciplinarit\u00e0 per analizzare i delitti, i loro autori e le conseguenti reazioni sociali: casi famosi o mai risolti, serial killer, psicologia criminale, nuove tipologie di reato, profili criminali e le ultime frontiere investigative. 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