{"id":7344,"date":"2020-02-18T10:33:00","date_gmt":"2020-02-18T09:33:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ami-avvocati.it\/?p=7344"},"modified":"2021-03-02T17:36:50","modified_gmt":"2021-03-02T16:36:50","slug":"la-corte-dappello-di-lecce-sez-distaccata-di-taranto-revoca-con-la-sentenza-nr-4-2020-dopo-ventanni-lassegno-divorzile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ami-avvocati.it\/?p=7344","title":{"rendered":"La Corte d\u2019Appello di Lecce \u2013 sez. distaccata di Taranto REVOCA con la sentenza nr.4\/2020, dopo vent\u2019anni,  l\u2019assegno divorzile."},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Decisione importante quella assunta dalla Corte d\u2019Appello con la sentenza nr. 4 del 17.02.2020, che ha dichiarato cessato e revocato l\u2019obbligo stabilito, nella sentenza di divorzio (<em>e gi\u00e0 prima in fase di separazione<\/em>) a carico del marito di versare all\u2019ex moglie l\u2019assegno divorzile, con effetti dal deposito della domanda di revoca.<\/p>\n<p>La Corte ha valutato una serie di elementi dai quali \u00e8 possibile desumere l\u2019indipendenza economica ed \u201caffettiva\u201d della donna che hanno portato dopo tanti anni alla revoca dell\u2019assegno divorzile.<\/p>\n<p>La Corte ha sottolineato la natura perequativa \u2013 compensativa dell\u2019assegno. Essa\u00a0 discende direttamente dal principio costituzionale di solidariet\u00e0 e conduce al riconoscimento di un contributo volto a consentire al coniuge richiedente NON il conseguimento dell\u2019autosufficienza economica sulla base di un parametro astratto, bens\u00ec il conseguimento di\u00a0 un livello reddituale adeguato al contributo fornito alla formazione del patrimonio comune e personale di ciascun coniuge e al sacrificio delle aspettative professionali che l\u2019avente diritto ha subito per scelta comune dei coniugi che uno di loro si dedicasse esclusivamente alla famiglia.<\/p>\n<p>La Corte, nel caso di specie, ha esaminato la situazione economica rilevata dall\u2019accertamento della Guardia di Finanza ed ha posto l\u2019attenzione sulla circostanza data dal fatto che la moglie si era separata in giovane et\u00e0, non era affetta da patologie invalidanti e disponeva di conti bancari e postali con cui <u>evidentemente<\/u> gestiva le sue entrate e le sue spese (diversamente non si comprenderebbe l\u2019esigenza di aprire i conti).<\/p>\n<p>Nei vent\u2019anni trascorsi dalla separazione costei aveva certamente avuto la possibilit\u00e0 di migliorare la sua posizione. Peraltro, lo stile di vita della stessa ha fatto ritenere un\u2019autonomia economica e un livello reddituale adeguato che hanno fatto venir meno uno dei presupposti del riconoscimento dell\u2019assegno divorzile.<\/p>\n<p>Stante la natura non alimentare dell\u2019assegno e la necessit\u00e0 di non far ricadere sulla parte ricorrente gli effetti negativi della durata del giudizio \u00e8 stata disposta la revoca con effetti sin dalla proposizione della domanda. Ne \u00e8 seguita anche la soccombenza alle spese.<\/p>\n<p>Avv. Maria Sinagra &#8211; Responsabile Territoriale A.M.I. Patti.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ami-avvocati.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Corte-di-appello-del-7-febbraio-2020.pdf\">Corte di appello del 7 febbraio 2020<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Decisione importante quella assunta dalla Corte d\u2019Appello con la sentenza nr. 4 del 17.02.2020, che ha dichiarato cessato e revocato l\u2019obbligo stabilito, nella sentenza di divorzio (e gi\u00e0 prima in fase di separazione) a carico del marito di versare all\u2019ex moglie l\u2019assegno divorzile, con effetti dal deposito della domanda di revoca. 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