{"id":679,"date":"2013-01-03T17:29:25","date_gmt":"2013-01-03T16:29:25","guid":{"rendered":"http:\/\/lnx.ami-avvocati.it\/boom-di-divorzi-1-ogni-4-minuti\/"},"modified":"2021-03-02T17:59:52","modified_gmt":"2021-03-02T16:59:52","slug":"boom-di-divorzi-1-ogni-4-minuti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ami-avvocati.it\/?p=679","title":{"rendered":"BOOM DI DIVORZI, 1 OGNI 4 MINUTI"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/win.ami-avvocati.it\/public\/imgarticoli\/fotografo_matrimoni_13.jpg\" \/><P><SPAN>ROMA &#8211; Ci si sposa meno e ci si lascia di piu&#8217; in Italia. A rivelare il calo delle nozze e la dissolubilita&#8217; delle unioni, in aumento soprattutto al Sud, e&#8217; l&#8217;ultimo rapporto Eures. Un&#8217;indagine che, oltre a confermare la costante crescita dell&#8217;eta&#8217; media degli sposi (salita negli ultimi 3 decenni di 7 anni tra gli uomini e di oltre 5 tra le donne), rivela un aumento di matrimoni civili, seconde nozze e mogli straniere.<?xml:namespace prefix = o ns = \"urn:schemas-microsoft-com:office:office\" \/><o:p><\/o:p><\/SPAN><\/P><br \/>\n<P><SPAN>Il numero dei matrimoni in Italia negli ultimi 30 anni (1975-2005) segna una costante diminuzione (-32,4%, con un decremento medio annuo dell&#8217;1,1%), passando da 373.784 nel <?xml:namespace prefix = st1 ns = \"urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags\" \/><st1:metricconverter ProductID=\"1975 a\" w:st=\"on\">1975 a<\/st1:metricconverter> 250.974 nel 2005. Il dato relativo rimane costantemente piu&#8217; elevato nel Sud. Napoli e&#8217; la provincia d&#8217;Italia in cui ci si sposa di piu&#8217;. In seconda posizione si piazzano Roma e Crotone, ma il risultato della Capitale sembra derivare anche dal &#8216;turismo matrimoniale&#8217;, ossia la scelta dei non residenti di sposarsi nella citta&#8217; eterna. <BR>Se nel 1975 il 91,6% delle coppie sceglieva il matrimonio con rito religioso (contro appena l&#8217;8,4% che optava per il civile), questo valore scende al 67,6% nel 2005, quando i matrimoni celebrati con rito civile raggiungono in Italia l&#8217;incidenza massima del 32,4%, pari a circa un terzo del totale. Al Sud, tuttavia, il rito civile rimane nel 2005 ancora nettamente minoritario(19,5%).<BR>L&#8217;incremento dei divorzi, dell&#8217;eta&#8217; media, della qualita&#8217; della vita e, in generale, il forte cambiamento culturale hanno determinato un significativo aumento dei secondi matrimoni, che passano da un&#8217;incidenza pari al 2,9% del totale nel 1975 al 7,1% nel 2003. Le donne risultano meno propense a contrarre un secondo matrimonio (6,6% rispetto al 7,7% tra gli uomini). Aumentano le seconde nozze tra i divorziati mentre calano quelle dei vedovi. L&#8217;eta&#8217; media del secondo &#8216;si&#8221; nel 2003 si attesta sui 45 anni.<BR>E&#8217; salita al 10,5% l&#8217;incidenza dei matrimoni con almeno un coniuge non italiano rispetto al 4,3% del 1995. La percentuale piu&#8217; alta si registra nel Centro e nel Nord, con uno scarto di oltre 10 punti rispetto al Sud. <o:p><\/o:p><\/SPAN><\/P><br \/>\n<P><SPAN>Nella maggior parte dei casi si tratta di uomini italiani che sposano donne straniere.<o:p><\/o:p><\/SPAN><\/P><br \/>\n<P><SPAN>Nel<SPAN>&nbsp; <\/SPAN>2003 (ultimo dato disponibile) i matrimoni celebrati in regime di separazione dei beni raggiungono il 54,3%, a fronte del 45,7% di quelli celebrati in comunione. Al Nord l&#8217;incidenza piu&#8217; elevata mentre ancora prevalenti risultano i matrimoni in regime di comunione dei beni nel Sud (54,6%); e&#8217; tuttavia proprio quest&#8217;area a segnare l&#8217;incremento piu&#8217; consistente dei matrimoni in regime di separazione, con una crescita di oltre 12 punti percentuali tra il 1998 e il 2003.<o:p><\/o:p><\/SPAN><\/P><br \/>\n<P><SPAN>Dal 1995 al 2004, si osserva una crescita consistente sia delle separazioni (+59%), sia dei divorzi (+66,8%) ed e&#8217; il Sud a registrare l&#8217;incremento piu&#8217; consistente, pur rimanendo l&#8217;indice di divorzialita&#8217; inferiore a quello del Centro-Nord. Ampliando l&#8217;osservazione agli ultimi 3 decenni, in Italia il numero delle separazioni aumenta del 300%. Complessivamente nel 2004 si contano oltre 128 mila separazioni e divorzi, cioe&#8217; 352 sentenze al giorno, pari a piu&#8217; di una ogni 4 minuti. Confrontando i due dati nel corso del 2004, emerge che mentre 100 coppie si sposano, complessivamente altre 51,2 si separano o divorziano. La crisi arriva in genere tra il terzo e il quinto anno di matrimonio e ci si lascia senza ripensamenti, non per colpa ma per intollerabilita&#8217;. Quanto ai figli, in oltre l&#8217;80% dei casi la madre ottiene l&#8217;affidamento, ma sono in crescita gli affidamenti congiunti. <BR>Analizzando l&#8217;esito dei matrimoni celebrati negli anni Settanta e Ottanta, meno di 15 ogni 100 si sono chiusi con la separazione, ridimensionando percio&#8217; l&#8217;allarme sull&#8217;incapacita&#8217; generalizzata della relazione matrimoniale di rispondere alle esigenze materiali e immateriali degli individui. Piu&#8217; a rischio risultano i matrimoni celebrati con rito civile, che registrano una incidenza di divorzi decisamente superiore.<o:p><\/o:p><\/SPAN><\/P><br \/>\n<P><SPAN>(Fonte Ansa)<o:p><\/o:p><\/SPAN><\/P><br \/>\n<P><SPAN><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/SPAN><\/P>&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; Ci si sposa meno e ci si lascia di piu&#8217; in Italia. A rivelare il calo delle nozze e la dissolubilita&#8217; delle unioni, in aumento soprattutto al Sud, e&#8217; l&#8217;ultimo rapporto Eures. 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