{"id":5463,"date":"2016-07-29T12:32:28","date_gmt":"2016-07-29T10:32:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ami-avvocati.it\/?p=5463"},"modified":"2021-03-02T17:38:10","modified_gmt":"2021-03-02T16:38:10","slug":"la-cassazione-valido-il-matrimonio-celebrato-via-internet-se-ce-consenso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ami-avvocati.it\/?p=5463","title":{"rendered":"La Cassazione: \u201cValido il matrimonio celebrato via Internet se c\u2019\u00e8 consenso\u201d"},"content":{"rendered":"<p>I matrimoni \u201ccelebrati\u201d a distanza grazie al web sono nozze valide per legge in Italia. Basta una connessione internet a sancire un\u2019unione, a patto che il Paese dove viene officiata riconosca questa modalit\u00e0. Il via libera arriva dalla Cassazione, che ha ribadito \u2013 come gi\u00e0 stabilito nel giudizio di merito \u2013 la validit\u00e0 per il nostro ordinamento del matrimonio tra una cittadina italiana e un cittadino pakistano, avvenuto per \u201cvia telematica\u201d, alla presenza di testimoni, e gi\u00e0 riconosciuto come valido da Islamabad.<\/p>\n<p>La pronuncia nasce dal contenzioso con il ministero dell\u2019Interno che si era aperto nel 2012, quando il Comune di San Giovanni in Persiceto, alle porte di Bologna, si era rifiutato di trascrivere l\u2019atto di matrimonio. La donna aveva fatto ricorso in tribunale, che ne aveva accolto la richiesta con la motivazione che il matrimonio era stato \u201ccelebrato secondo le modalit\u00e0 e nelle forme previste dalla legge pakistana\u201d.<\/p>\n<p>Il giorno del matrimonio, infatti, si era collegata a internet alla presenza di due testimoni, mentre lo sposo era presente alla celebrazione officiata dall\u2019autorit\u00e0 pakistana, che ne aveva registrato l\u2019atto alcuni giorni dopo. Pertanto, a giudizio del tribunale, il<strong> rifiuto dell\u2019ufficiale di stato civile italiano era illegittimo<\/strong>, anche in considerazione che la stessa legge italiana prevede eccezioni alla presenza di entrambi gli sposi davanti al celebrante. Il successivo reclamo del ministero dell\u2019Interno era stato respinto anche dalla Corte d\u2019Appello che aveva ritenuto che \u201cl\u2019espressione dei libero consenso\u201d alle nozze vi era stato, seppure \u201ca distanza\u201d.<\/p>\n<p>La Cassazione \u2013 nella sentenza 15343 della prima sezione civile, depositata il 25 luglio \u2013 ha detto l\u2019ultimo s\u00ec: \u201cSe l\u2019atto matrimoniale \u00e8 valido per l\u2019ordinamento straniero, in quanto da esso considerato idoneo a rappresentare il<strong> consenso matrimoniale in modo consapevole<\/strong>, esso non pu\u00f2 ritenersi contrastante con l\u2019ordine pubblico solo perch\u00e9 celebrato in forma non prevista dall\u2019ordinamento italiano\u201d. Il collegio \u2013 lo stesso che di recente ha detto s\u00ec alla <em>stepchild adoption<\/em>, presieduto dal giudice Salvatore Di Palma \u2013 rimarca che in realt\u00e0 pure il nostro legislatore ammette \u201cla celebrazione inter absentes in determinati casi\u201d, nei quali ricorrono \u201ci requisiti minimi per la giuridica configurabilit\u00e0 del matrimonio medesimo\u201d che sono \u201cla manifestazione di una <strong>volont\u00e0 matrimoniale<\/strong> da parte di due persone di sesso diverso, in presenza di un ufficiale celebrante\u201d (in questo casa l\u2019autorit\u00e0 pakistana). La Corte cita anche un caso analogo di 10 anni fa, in cui la Cassazione ha affermato il diritto al ricongiungimento familiare a due coniugi pakistani che avevano celebrato il matrimonio al telefono.<\/p>\n<p>Tratto da\u00a0http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2016\/07\/28\/la-cassazione-valido-il-matrimonio-celebrato-via-internet-se-ce-consenso\/2940915\/<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I matrimoni \u201ccelebrati\u201d a distanza grazie al web sono nozze valide per legge in Italia. Basta una connessione internet a sancire un\u2019unione, a patto che il Paese dove viene officiata riconosca questa modalit\u00e0. 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