{"id":3633,"date":"2014-03-14T15:57:03","date_gmt":"2014-03-14T14:57:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ami-avvocati.it\/?p=3633"},"modified":"2021-03-02T17:39:36","modified_gmt":"2021-03-02T16:39:36","slug":"non-e-riconosciuto-il-divorzio-allestero-se-il-matrimonio-e-stato-celebrato-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ami-avvocati.it\/?p=3633","title":{"rendered":"Non \u00e8 riconosciuto il divorzio all&#8217;estero se il matrimonio \u00e8 stato celebrato in Italia"},"content":{"rendered":"<p><strong>Suprema Corte di Cassazione I Sezione Civile<\/strong><br \/><strong>Sentenza 12 novembre 2013 \u2013 12 marzo 2014, n. 5710\u00a0<\/strong><br \/><strong><br \/><\/strong><\/p>\n<p>La Corte d&#8217;Appello di Venezia ha rigettato la domanda di delibazione, presentata da due coniugi italiani, per far dichiarare l&#8217;efficacia in Italia della sentenza emessa dal Tribunale di Santo Domingo con la quale si dichiarava il loro divorzio.<\/p>\n<p>I due cittadini italiani avevano \u00a0domanda congiunta di divorzio dinanzi al tribunale caraibico, anche se gli stessi avevano contratto matrimonio in Italia. \u00a0<\/p>\n<p>La Corte d&#8217;appello sosteneva che in Italia &#8220;<em>vige il principio dell&#8217;indisponibilit\u00e0 dei diritti di status ovvero quelli che lo Stato pone a favore dei propri giudici quando si controverte in tema di diritti il cui mutamento produce nell&#8217;ordinamento conseguenze che vanno al di l\u00e0 della sfera individuale di tutela giuridica, come i diritti afferenti gli status<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>In altre parole, la giurisdizione non \u00e8 nella piena disponibilit\u00e0 delle parti, in quanto non \u00e8 ammissibile la deroga convenzionale della giurisdizione, neanche mediante l&#8217;accettazione tacita di quella straniera, trattandosi di materia indisponibile.<\/p>\n<p>La Cassazione specifica che &#8220;<em>ai sensi dell&#8217;art. 3, primo comma, della l. n. 218 del 1995, sussiste la giurisdizione italiana, poich\u00e9 le parti sono entrambe residenti in Italia. Al medesimo risultato si perviene ai sensi dell&#8217;art. 32 della l. n. 218 del 1995, dal momento che entrambi sono cittadini italiani ed il matrimonio \u00e8 stato celebrato in Italia. Anche l&#8217;art. 3 del Regolamento Bruxelles 2 bis (Reg. n. 2201 del 2003) individua nella residenza uno dei criteri di radicamento della giurisdizione. Secondo l&#8217;art. 31, infine, la legge applicabile allo scioglimento del matrimonio relativo ai ricorrenti \u00e8 quella italiana, in quanto legge nazionale comune dei coniugi<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Il ricorso \u00e8 stato rigettato poich\u00e8 &#8220;<em>la giurisdizione italiana nella specie \u00e8 inderogabile, avendo ad oggetto la modifica di uno status esclusivamente regolato e regolabile, per le parti ricorrenti, dalla legge italiana. Nell&#8217;ordinamento italiano, le condizioni normative dell&#8217;attribuzione dello status di divorziato non sono disponibili, ma rigidamente predeterminate anche in ordine al requisito temporale. Non pu\u00f2, pertanto, trovare applicazione l&#8217;art. 4 della l. n. 218 del 1995 che consente la deroga convenzionale alla giurisdizione italiana, a determinate condizioni, quando la causa verta su diritti disponibili. Nella specie, la disponibilit\u00e0, essendo relativa alla facolt\u00e0 di scegliere il regime giuridico applicabile ad uno status, deve essere radicalmente esclusa<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Avv. Claudio Sans\u00f2<\/p>\n<p>Coordinatore Nazionale AMI &#8211; Presidente AMI SALERNO<\/p>\n<p>Motivi della decisione<\/p>\n<p>Il motivo di ricorso deve ritenersi infondato.\u00a0<br \/>Dall&#8217;esame della narrativa del ricorso (pag. 3) si rileva che l&#8217;ufficiale di stato civile ha respinto la richiesta di trascrizione della sentenza straniera di divorzio sottolineando che i richiedenti erano cittadini italiani, residenti in Italia ed avevano contratto matrimonio in Italia.\u00a0<br \/>L&#8217;indagine da svolgersi deve, conseguentemente, prendere le mosse da tali tre incontestati elementi di fatto, da ritenersi determinanti al fine di individuare correttamente il quadro giuridico e i principi applicabili alla fattispecie.\u00a0<br \/>Ai sensi dell&#8217;art. 3, primo comma, della l. n. 218 del 1995, sussiste la giurisdizione italiana, poich\u00e9 le parti sono entrambe residenti in Italia. Al medesimo risultato si perviene ai sensi dell&#8217;art. 32 della l. n. 218 del 1995, dal momento che entrambi sono cittadini italiani ed il matrimonio \u00e8 stato celebrato in Italia. Anche l&#8217;art. 3 del Regolamento Bruxelles 2 bis (Reg. n. 2201 del 2003) individua nella residenza uno dei criteri di radicamento della giurisdizione. Secondo l&#8217;art. 31, infine, la legge applicabile allo scioglimento del matrimonio relativo ai ricorrenti \u00e8 quella italiana, in quanto legge nazionale comune dei coniugi. La giurisdizione italiana, come esattamente posto in luce dalla sentenza impugnata, nella specie \u00e8 inderogabile, avendo ad oggetto la modifica di uno status esclusivamente regolato e regolabile, per le parti ricorrenti, dalla legge italiana. Nell&#8217;ordinamento italiano, le condizioni normative dell&#8217;attribuzione dello status di divorziato non sono disponibili, ma rigidamente predeterminate anche in ordine al requisito temporale. Non pu\u00f2, pertanto, trovare applicazione l&#8217;art. 4 della l. n. 218 del 1995 che consente la deroga convenzionale alla giurisdizione italiana, a determinate condizioni, quando la causa verta su diritti disponibili. Nella specie, la disponibilit\u00e0, essendo relativa alla facolt\u00e0 di scegliere il regime giuridico applicabile ad uno status, deve essere radicalmente esclusa.\u00a0<br \/>Il giudice dominicano ha, infine, ritenuto la sussistenza della propria giurisdizione in ordine allo scioglimento del vincolo matrimoniale tra i ricorrenti, in contrasto con la condizione di riconoscimento delle sentenze straniere stabilito all&#8217;art. 64, primo comma, lettera a), secondo la quale un requisito ineludibile per il riconoscimento della sentenza straniera risiede nell&#8217;accertamento della giurisdizione del giudice straniero alla luce dei principi propri dell&#8217;ordinamento italiano. (S.U. 8038 del 2011; 365 del 2003). Nella specie, in conclusione, nessuno dei criteri di radicamento della giurisdizione applicabili nel nostro ordinamento risulta essere stato applicato nella sentenza di divorzio straniera.\u00a0<br \/>Le parti ricorrenti, tuttavia, richiamano un orientamento giurisprudenziale di questa Corte secondo il quale non pu\u00f2 essere negato il riconoscimento della sentenza del giudice straniero che abbia sciolto, sulla base del mutuo consenso dei coniugi, il vincolo coniugale, anche in assenza dell&#8217;accertamento di ulteriori requisiti dai quali desumere il disfacimento della comunione di vita antecedente. Sottolineano al riguardo che una disciplina normativa dello scioglimento del matrimonio, fondata sulla mera libera determinazione comune dei coniugi, non contrasta con i principi dell&#8217;ordine pubblico italiano, dall&#8217;introduzione, con la l. n. 74 del 1987, della domanda congiunta di divorzio (Cass. 6973 del 1996; 16978 del 2006).\u00a0<br \/>Deve osservarsi, al riguardo, che le pronunce citate riguardano fattispecie nelle quali non era in discussione o era stata positivamente accertata la giurisdizione del giudice straniero in ordine alla modifica dello status richiesta. La decisione da riconoscere era stata assunta da un organo giurisdizionale non privo della competenza giurisdizionale. Il regime giuridico applicato al fine di disporre lo scioglimento del vincolo non era frutto della mera determinazione dei coniugi, ma si fondava sulla corretta applicazione dei principi regolanti la giurisdizione. Lo scrutinio relativo al parametro della non contrariet\u00e0 all&#8217;ordine pubblico (art. 64 lettera g) l. n. 218 del 1995] pu\u00f2 operare, pertanto, soltanto quando la pronuncia di cui si chiede il riconoscimento sia stata emessa da giudice non privo della giurisdizione, nel rispetto del contraddittorio, non in violazione del giudicato, n\u00e9 dei principi di litispendenza internazionale. [art. 64 lettere da a) a f]. Solo entro i limiti sopra delineati opera l&#8217;invocato principio secondo il quale la disciplina processuale straniera che attribuisca esclusivo valore alla volont\u00e0 dei coniugi, quale prova sufficiente del venir meno della comunione di vita e della impossibilit\u00e0 di ricostituirla, non \u00e8 contraria all&#8217;ordine pubblico italiano. Nelle sentenze citate i cittadini italiani non erano assoggettabili in via esclusiva ed inderogabile alla giurisdizione italiana in applicazione dei criteri illustrati (in particolare, quello della residenza comune e della celebrazione del matrimonio in Italia). Pertanto, previo accertamento della legittimit\u00e0 dell&#8217;assoggettamento della controversia alla giurisdizione straniera, \u00e8 stato disposto il riconoscimento ex art. 64 lettera g) della 1. n. 218 del 1995, ritenendo che il pi\u00f9 rigoroso regime di accertamento delle condizioni per lo scioglimento del vincolo non sia impeditivo dell&#8217;ingresso di decisioni assunte sulla base di una disciplina normativa centrata sull&#8217;elemento volontaristico, sempre per\u00f2 che tale disciplina possa oggettivamente essere applicata ai richiedenti. La disponibilit\u00e0 non riguarda, di conseguenza, il diritto ad ottenere la modifica dello status con il regime giuridico pi\u00f9 favorevole, a prescindere dai principi che regolano la giurisdizione e la legge applicabile, da ritenersi, in questo ambito, inderogabile, ma la non incompatibilit\u00e0 con i nostri principi di ordine pubblico di una disciplina delle condizioni di scioglimento del matrimonio fondata esclusivamente sul mutuo consenso, a condizione che tale regime processuale sia effettivamente applicabile alla fattispecie e che, in primo luogo, sussista la giurisdizione del giudice adito.\u00a0<br \/>L&#8217;univocit\u00e0 del principio dell&#8217;inderogabilit\u00e0 della giurisdizione sugli status e sui diritti indisponibili che ne conseguono (S.U. n. 9655 del 1996, ancorch\u00e9 con riferimento ad un quadro normativo anteriore all&#8217;entrata in vigore della 1. n. 218 del 1995) \u00e8 stato, di recente ribadito, dall&#8217;ordinanza delle S.U. n.30646 del 2011, con riferimento al criterio di radicamento della giurisdizione nella domanda di affidamento dei figli minori. In applicazione dell&#8217;art. 8 del Reg. CE n. 2201 del 2003 (cd. Bruxelles 2 bis) \u00e8 stato escluso che il consenso dei genitori alla proroga della giurisdizione o all&#8217;adozione di un criterio in contrasto con quello della vicinanza possa essere idoneo a modificare la giurisdizione cos\u00ec come derivante dalla disciplina normativa inderogabile. Lo status coniugale e quello genitoriale\/filiale non consentono elusioni, ancorch\u00e9 consensuali, delle regole attributive della giurisdizione.\u00a0<br \/>Alla luce di questi principi pu\u00f2 essere agevolmente superata l&#8217;affermazione contenuta nella motivazione della sentenza n.16978 del 2006, relativa all&#8217;inammissibile, perch\u00e9 tardiva, formulazione del difetto di giurisdizione del giudice straniero. Come rilevato dalle stesse parti ricorrenti, la questione della disponibilit\u00e0 della materia dello scioglimento del vincolo coniugale \u00e8 affrontata incidenter tantum al mero fine di sottolinearne la novit\u00e0. Dalla lettura della motivazione, peraltro, non emergono elementi dai quali desumere un concreto dubbio sulla giurisdizione del giudice straniero, soprattutto alla luce dei motivi di ricorso e delle questioni trattate. Il precedente citato nella pronuncia (n. 8588 del 2003) si riferisce a materia del tutto diversa da quella degli status familiari.\u00a0<br \/>In conclusione il ricorso deve essere rigettato.<\/p>\n<p>P.Q.M.<\/p>\n<p>La Corte, rigetta il ricorso. In caso di diffusione omettere le generalit\u00e0.<\/p>\n<p>Continua a leggere su :\u00a0<a href=\"http:\/\/www.sentenze-cassazione.com\/sentenze-cassazione-2014\/sentenza-riconoscimento-divorzio-straniero-matrimonio-celebrato-italia\/#ixzz2vwuBLXQV\">http:\/\/www.sentenze-cassazione.com\/sentenze-cassazione-2014\/sentenza-riconoscimento-divorzio-straniero-matrimonio-celebrato-italia\/#ixzz2vwuBLXQV<\/a>\u00a0<br \/>Follow us:\u00a0<a href=\"http:\/\/ec.tynt.com\/b\/rw?id=c2azWIdW4r45GAacwqm_6l&amp;u=S_Cassazione\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">@S_Cassazione on Twitter<\/a>\u00a0|\u00a0<a href=\"http:\/\/ec.tynt.com\/b\/rf?id=c2azWIdW4r45GAacwqm_6l&amp;u=sentenzecassazione\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sentenzecassazione on Facebook<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Suprema Corte di Cassazione I Sezione CivileSentenza 12 novembre 2013 \u2013 12 marzo 2014, n. 5710\u00a0 La Corte d&#8217;Appello di Venezia ha rigettato la domanda di delibazione, presentata da due coniugi italiani, per far dichiarare l&#8217;efficacia in Italia della sentenza emessa dal Tribunale di Santo Domingo con la quale si dichiarava il loro divorzio. 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