{"id":1809,"date":"2013-01-03T17:30:54","date_gmt":"2013-01-03T16:30:54","guid":{"rendered":"http:\/\/lnx.ami-avvocati.it\/alimenti-non-versati-perdonato-il-genitore-che-ogni-tanto-non-adempie\/"},"modified":"2021-03-02T17:42:01","modified_gmt":"2021-03-02T16:42:01","slug":"alimenti-non-versati-perdonato-il-genitore-che-ogni-tanto-non-adempie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ami-avvocati.it\/?p=1809","title":{"rendered":"Alimenti non versati, perdonato il genitore che ogni tanto non adempie"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/win.ami-avvocati.it\/public\/imgarticoli\/cassazione 4.jpg\" \/><\/p>\n<p><span>Padre divorziato, con un figlio da mantenere e un lavoro traballante. Condannato nei primi due gradi di giudizio, viene salvato dalla Suprema Corte: la sola testimonianza dell&rsquo;ex moglie non &egrave; attendibile. L&rsquo;inadempimento saltuario (si parla di sei mesi non pagati su ventuno) del versamento dell&rsquo;assegno non &egrave; bastevole per far condannare una persona, sulla base dell&rsquo;art. 570 c.p., per aver fatto mancare i mezzi di sussistenza all&rsquo;infante. Questo il principio che emerge dalla sentenza&nbsp; 33319\/12.<\/span><br style=\"font-family: Georgia, Times, Rekha, serif; font-size: 14px; line-height: 21px; \" \/><br \/>\n<br style=\"font-family: Georgia, Times, Rekha, serif; font-size: 14px; line-height: 21px; \" \/><br \/>\n<span>La Corte di Appello di Messina &ndash; confermando la statuizione di primo grado &ndash; condannava un padre di famiglia per il reato previsto dall&rsquo;art. 570, comma 2, c.p.: nel lasso di tempo di circa due anni, l&rsquo;uomo aveva fatto mancare i mezzi di sussistenza al figlio minorenne. Nel ricorrere per Cassazione, l&rsquo;imputato censurava la testimonianza offerta dalla moglie (la quale sosteneva di ricevere l&rsquo;assegno solo ogni tre o quattro mesi), argomentando che i vaglia prodotti avrebbero invece dimostrato un&rsquo;effettuazione regolare dei versamenti. La Suprema Corte interpreta diversamente la situazione. Dall&rsquo;esame dei sopra detti vaglia &ndash; spiegano i giudici di legittimit&agrave; &ndash; risulta che nel periodo contemplato dall&rsquo;imputazione &laquo;solo&raquo; sei mensilit&agrave; sul totale di ventuno non furono saldate. L&rsquo;adempimento, insomma, non ebbe l&rsquo;elevata frequenza denunciato. Fu invece &laquo;saltuario&raquo;, plausibilmente collegato al tipo di lavoro svolto dall&rsquo;uomo (cameriere con contratto a tempo determinato).<\/span><br style=\"font-family: Georgia, Times, Rekha, serif; font-size: 14px; line-height: 21px; \" \/><br \/>\n<span>Manca il nucleo essenziale che configuri il reato. Quanto meno sotto il profilo psicologico, &egrave; impossibile riscontrare una consapevole e volontaria sottrazione agli obblighi di somministrazione dei mezzi di sussistenza, condizione senza la quale non pu&ograve; emergere il delitto ex art. 570 c.p.<\/span><br style=\"font-family: Georgia, Times, Rekha, serif; font-size: 14px; line-height: 21px; \" \/><br \/>\n<span>La sentenza impugnata, causa manifesta illogicit&agrave; della motivazione che valorizza una testimonianza &laquo;palesemente contraddetta da risultanze documentali incontrovertibili&raquo;, viene perci&ograve; annullata senza rinvio.&nbsp;<\/span><\/p>\n<p>&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Padre divorziato, con un figlio da mantenere e un lavoro traballante. Condannato nei primi due gradi di giudizio, viene salvato dalla Suprema Corte: la sola testimonianza dell&rsquo;ex moglie non &egrave; attendibile. 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