{"id":1597,"date":"2013-01-03T17:30:48","date_gmt":"2013-01-03T16:30:48","guid":{"rendered":"http:\/\/lnx.ami-avvocati.it\/relazione-istat-2011-divorzi-e-separazioni\/"},"modified":"2021-03-02T17:44:12","modified_gmt":"2021-03-02T16:44:12","slug":"relazione-istat-2011-divorzi-e-separazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ami-avvocati.it\/?p=1597","title":{"rendered":"Relazione ISTAT 2011\/ DIVORZI E SEPARAZIONI"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/win.ami-avvocati.it\/public\/imgarticoli\/istat.gif\" \/><TABLE cellSpacing=4 cellPadding=0 width=628 border=0><br \/>\n<TBODY><br \/>\n<TR><br \/>\n<TD vAlign=top width=620><br \/>\n<P><STRONG><SPAN>DOPO DIVORZIO FIGLI CON <?xml:namespace prefix = st1 ns = \"urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags\" \/><st1:PersonName ProductID=\"LA MADRE E\" w:st=\"on\">LA MADRE E<\/st1:PersonName> PEGGIORANO A SCUOLA<\/SPAN><\/STRONG><SPAN><?xml:namespace prefix = o ns = \"urn:schemas-microsoft-com:office:office\" \/><o:p><\/o:p><\/SPAN><\/P><\/TD><\/TR><br \/>\n<TR><br \/>\n<TD vAlign=top width=620><br \/>\n<P><SPAN><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/SPAN><\/P><\/TD><\/TR><br \/>\n<TR><br \/>\n<TD vAlign=top width=620><br \/>\n<P><SPAN>Restano a vivere con la madre, dormono pochissimo dal padre, peggiorano il loro rendimento scolastico e il loro stile di vita. E&#8217; la fotografia dei figli di genitori separati scattata dall&#8217;Istat nel rapporto &#8221;Condizioni di vita delle persone separate, divorziate e coniugate dopo un divorzio&#8221; diffuso oggi.<BR><BR>La maggior parte delle persone che hanno interrotto una relazione coniugale aveva almeno un figlio minore (o la prima gravidanza in corso) al momento della separazione (56,7%). A seguito dello scioglimento dell&#8217;unione, i figli sono rimasti a vivere per lo piu&#8217; con la madre: nel caso di persone separate di fatto, cio&#8217; e&#8217; avvenuto nel 54,5% dei casi; tra le persone separate legalmente o divorziate l&#8217;<a title=\"Il nuovo affido condiviso: risvolti pratici\" href=\"http:\/\/edintorni.net\/network\/service\/redirect\/?ac=asca&amp;ch=1&amp;ac=studiocataldi&amp;ch=1&amp;rf=http%3A\/\/www.studiocataldi.it\/news_giuridiche_asp\/news_giuridica_3170.asp\" target=\"_blank\" ed_created=\"1\" rel=\"noopener\"><SPAN>affidamento<\/SPAN><\/a><SPAN>&nbsp;<\/SPAN>esclusivo alla madre e&#8217; stato stabilito nel 57,7% dei casi; nei casi in cui l&#8217;<a title=\"Figli condivisi o ancora contesi? Confronti e riflessioni sull\u2019evoluzione dei regimi di affidamento della prole\" href=\"http:\/\/edintorni.net\/network\/service\/redirect\/?ac=asca&amp;ch=1&amp;ac=studiocataldi&amp;ch=1&amp;rf=http%3A\/\/www.studiocataldi.it\/news_giuridiche_asp\/news_giuridica_6682.asp\" target=\"_blank\" ed_created=\"1\" rel=\"noopener\"><SPAN>affidamento<\/SPAN><\/a><SPAN>&nbsp;<\/SPAN>e&#8217; stato condiviso o alternato (32,9%), ben il 61,5% delle donne dichiara che nei due anni successivi allo scioglimento dell&#8217;unione i figli dormivano sempre nella propria casa.<BR><BR>Nella maggioranza dei casi, le madri con cui sono rimasti a vivere i figli (nel caso di donne separate di fatto), o cui sono stati affidati esclusivamente (nel caso di donne separate legalmente, divorziate o coniugate nuovamente), riferiscono che i figli non hanno mai dormito a casa del padre nei due anni successivi alla separazione (52,8%), solo il 13% dichiara che i figli hanno dormito almeno qualche volta a settimana a casa del padre, il 22,7% qualche volta al mese e l&#8217;11,6% con altra frequenza (a periodi alterni o in alcuni periodi). Se si considerano solo le madri di figli che non hanno mai dormito a casa del padre, il 20,8% sostiene che i figli hanno trascorso del tempo con il padre almeno una volta a settimana, il 41,2% con minor frequenza e il 38% che non lo hanno mai frequentato o che hanno perso i contatti (155 mila individui).<BR><BR>La maggior parte dei genitori che hanno vissuto lo scioglimento di un&#8217;unione, al momento della separazione aveva almeno un figlio che frequentava la scuola o un corso universitario (64,1%). Per lo piu&#8217; si tratta di bambini che frequentavano la scuola elementare (33,6%). I genitori con almeno un figlio iscritto alla scuola media inferiore e superiore sono rispettivamente il 16,8% e il 16,9%. Solo il 6% ha almeno un figlio iscritto a un corso universitario o similare. A seguito della separazione, il rendimento scolastico dei figli peggiora nel 20,7% dei casi e nel 6% il peggioramento e&#8217; stato tale da determinare una bocciatura o il rinvio di esami universitari.<BR><BR>I cambiamenti intervenuti nelle condizioni economiche della famiglia a seguito dello scioglimento dell&#8217;unione possono determinare difficolta&#8217; di accesso per i figli all&#8217;assistenza medica, alle vacanze o ad attivita&#8217; del tempo libero. In effetti, la maggior parte delle rinunce cui sono costretti i figli nei due anni successivi alla separazione dei genitori sono dovute a motivi economici: e&#8217; questa la ragione che impedisce al 5% dei genitori di sostenere per i figli le spese mediche con la frequenza necessaria, al 14,7% di far loro frequentare corsi extra scolastici, al 16,1% palestre e centri sportivi, e al 24,1 % di far andare i figli in vacanza nei luoghi e per la durata che era loro abituale.<BR><BR>Il 9,3% dei genitori dichiara che, per motivi economici, almeno un figlio ha dovuto rinunciare a vedere amici per bere qualcosa o mangiare insieme con la frequenza abituale, il 13,1% ad andare al cinema, teatro, stadio ecc., e il 17,4% a spendere con regolarita&#8217; una piccola somma di denaro per esigenze personali.<o:p><\/o:p><\/SPAN><\/P><\/TD><\/TR><\/TBODY><\/TABLE><br \/>\n<P><SPAN><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/SPAN><\/P><br \/>\n<TABLE cellSpacing=4 cellPadding=0 width=383 border=0><br \/>\n<TBODY><br \/>\n<TR><br \/>\n<TD vAlign=top width=383><br \/>\n<P><STRONG><SPAN>75% UOMINI SEPARATI NON IN REGOLA CON ALIMENTI<\/SPAN><\/STRONG><SPAN><o:p><\/o:p><\/SPAN><\/P><\/TD><\/TR><br \/>\n<TR><br \/>\n<TD><br \/>\n<P><SPAN><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/SPAN><\/P><\/TD><\/TR><\/TBODY><\/TABLE><br \/>\n<P><SPAN><SPAN><SPAN>Il 75% degli uomini separati non sono in regola con il pagamento degli alimenti. E&#8217; quanto emerge dal rapporto &#8221;Condizioni di vita delle persone separate, divorziate e coniugate dopo un divorzio&#8221; diffuso oggi dall&#8217;Istat.<\/SPAN><\/SPAN><\/SPAN><SPAN><BR><BR><SPAN><SPAN><SPAN>Nel 2008, si legge nel rapporto, il 24,4% degli uomini separati,<\/SPAN><\/SPAN><\/SPAN><\/SPAN><SPAN><a title=\"Divorzio, parental alienation syndrome ed oneri connessi al mantenimento dei figli\" href=\"http:\/\/edintorni.net\/network\/service\/redirect\/?ac=asca&amp;ch=1&amp;ac=studiocataldi&amp;ch=1&amp;rf=http%3A\/\/www.studiocataldi.it\/news_giuridiche_asp\/news_giuridica_8466.asp\" target=\"_blank\" ed_created=\"1\" rel=\"noopener\"><SPAN>divorziati<\/SPAN><\/a><SPAN><SPAN><SPAN>&nbsp;<\/SPAN><\/SPAN><SPAN><SPAN>o riconiugati ha versato regolarmente denaro per l&#8217;ex<\/SPAN><\/SPAN><\/SPAN><a title=\"La separazione tra coniugi (aspetti pratici)\" href=\"http:\/\/edintorni.net\/network\/service\/redirect\/?ac=asca&amp;ch=1&amp;ac=studiocataldi&amp;ch=1&amp;rf=http%3A\/\/www.studiocataldi.it\/news_giuridiche_asp\/news_giuridica_3622.asp\" target=\"_blank\" ed_created=\"1\" rel=\"noopener\"><SPAN>coniuge<\/SPAN><\/a><SPAN><SPAN><SPAN>&nbsp;<\/SPAN><\/SPAN><SPAN><SPAN>o per i figli, percentuale che sale al 36% se al momento della separazione erano presenti figli minori.<\/SPAN><\/SPAN><\/SPAN><SPAN><BR><BR><SPAN><SPAN><SPAN>I versamenti sono stati effettuati per l&#8217;ex<\/SPAN><\/SPAN><SPAN><SPAN>&nbsp;<\/SPAN><\/SPAN><\/SPAN><\/SPAN><a title=\"Cassazione: l\u2019assegno di mantenimento del coniuge separato pu\u00f2 decorrere dalla data della relativa domanda\" href=\"http:\/\/edintorni.net\/network\/service\/redirect\/?ac=asca&amp;ch=1&amp;ac=studiocataldi&amp;ch=1&amp;rf=http%3A\/\/www.studiocataldi.it\/news_giuridiche_asp\/news_giuridica_5195.asp\" target=\"_blank\" ed_created=\"1\" rel=\"noopener\"><SPAN>coniuge<\/SPAN><\/a><SPAN><SPAN><SPAN>&nbsp;<\/SPAN><\/SPAN><SPAN><SPAN>nell&#8217;8,5% dei casi e per figli nel 15,9%; quest&#8217;ultima percentuale sale al 26,4% se al momento della separazione erano presenti figli minori. I valori medi e mediani dei versamenti effettuati dagli uomini nel 2008 per i figli sono stati rispettivamente 5.065 e 4.500 euro, mentre quelli effettuati per l&#8217;ex coniuge sono stati rispettivamente 3.799 e 3.000. L&#8217;importo da versare e&#8217; stato stabilito per lo piu&#8217; in tribunale (60,4%), o tramite un accordo, verbale o scritto, tra i<\/SPAN><\/SPAN><SPAN><SPAN>&nbsp;<\/SPAN><\/SPAN><\/SPAN><a title=\"Divorzi: Istat, incremento del 51,4% in 10 anni\" href=\"http:\/\/edintorni.net\/network\/service\/redirect\/?ac=asca&amp;ch=1&amp;ac=studiocataldi&amp;ch=1&amp;rf=http%3A\/\/www.studiocataldi.it\/news_giuridiche_asp\/news_giuridica_5899.asp\" target=\"_blank\" ed_created=\"1\" rel=\"noopener\"><SPAN>coniugi<\/SPAN><\/a><SPAN><SPAN><SPAN>&nbsp;<\/SPAN><\/SPAN><SPAN><SPAN>(30,7%).<\/SPAN><\/SPAN><\/SPAN><SPAN><BR><BR><SPAN><SPAN><SPAN>Gli uomini separati, divorziati o riconiugati che nel 2008 non hanno versato regolarmente denaro all&#8217;ex partner o ai figli, dichiarano di non averlo versato soprattutto perche&#8217; gli accordi con l&#8217;ex partner non lo prevedevano (55,2%), o perche&#8217; hanno perso i contatti con l&#8217;ex partner (15,4%).<\/SPAN><\/SPAN><\/SPAN><BR><BR><SPAN><SPAN><SPAN>Nel 2008, il 18,7% delle donne separate, divorziate o riconiugate, ha ricevuto regolarmente denaro per se&#8217; o per i figli. Il valore sale al 35,6% in presenza di figli minori<\/SPAN><\/SPAN><SPAN><SPAN>&nbsp;<\/SPAN><\/SPAN><\/SPAN><\/SPAN><a title=\"Cassazione : assegni familiari per i figli delle coppie di fatto\" href=\"http:\/\/edintorni.net\/network\/service\/redirect\/?ac=asca&amp;ch=1&amp;ac=studiocataldi&amp;ch=1&amp;rf=http%3A\/\/www.studiocataldi.it\/news_giuridiche_asp\/news_giuridica_8621.asp\" target=\"_blank\" ed_created=\"1\" rel=\"noopener\"><SPAN>conviventi<\/SPAN><\/a><SPAN><SPAN><SPAN>, per un ammontare medio e mediano pari, rispettivamente, a 4.385 e 3.000 euro.<\/SPAN><\/SPAN><\/SPAN><SPAN><BR><BR><SPAN><SPAN><SPAN>Quasi il 30% delle donne sostiene che avrebbe dovuto ricevere denaro, ma che non lo ha avuto; di queste, il 41.6% non lo ha ricevuto perche&#8217; ha perso i contatti con l&#8217;ex partner, il 22,2% ha richiesto denaro ma non le e&#8217; stato riconosciuto perche&#8217; l&#8217;ex marito non poteva permetterselo, il 16%, sebbene avesse ottenuto il riconoscimento di una determinata somma di denaro, di fatto non ha mai ricevuto nulla. Il 46,1% delle donne che avrebbero dovuto ricevere denaro dall&#8217;ex partner e non lo hanno avuto perche&#8217; questi si e&#8217; rifiutato di pagarlo o ha pagato meno del pattuito, ha intrapreso un&#8217;azione legale per ottenere quanto dovuto.<\/SPAN><\/SPAN><\/SPAN><\/SPAN><o:p><\/o:p><\/SPAN><\/P><br \/>\n<H1><SPAN><SPAN>SEPARAZIONI E DIVORZI PESANO ECONOMICAMENTE DI PIU&#8217; SULLE DONNE<\/SPAN><\/H1><\/SPAN><br \/>\n<P><SPAN><SPAN><SPAN>Separazioni e divorzi sfavoriscono soprattutto le donne. Sono loro che si trovano a svolgere pi\u00f9 spesso il ruolo di genitore solo (35,8% contro solo il 7,3% degli uomini); sono le donne che vedono peggiorare di pi\u00f9 la situazione economica rispetto a quella precedente la separazione (50,9% contro 40,1%); e ancora: sono le donne che sperimentano pi\u00f9 disagi economici rispetto agli uomini, come problemi per il pagamento di bollette, mutuo, affitto o altri tipi di debito (20% contro 13,6%), permettersi un pasto adeguato almeno ogni due giorni (10,4% contro 7,3%) e scaldare la casa adeguatamente (14,1% contro 11,2%). E&#8217; lo spaccato che emerge dal dossier dell&#8217;Istat &#8216;Condizioni di vita delle persone separate, divorziate e coniugate dopo un divorzio (anno 2009)&#8217;, reso noto oggi.<\/SPAN><\/SPAN><\/SPAN><SPAN><BR><BR><SPAN><SPAN><SPAN>Nel 2009 le persone che nel corso della vita hanno sperimentato la rottura di un matrimonio (separati legalmente o di fatto, divorziati, coniugati dopo un divorzio) sono 3 milioni e 115 mila (il 6,1% della popolazione di 15 anni e pi\u00f9). Si tratta di un folto gruppo dalle caratteristiche socio-demografiche peculiari: un livello di istruzione mediamente pi\u00f9 alto rispetto al resto della popolazione, con una pi\u00f9 diffusa presenza nel Centro-Nord del Paese e nelle grandi aree metropolitane.<\/SPAN><\/SPAN><\/SPAN><BR><BR><SPAN><SPAN><SPAN>La maggioranza delle persone con un&#8217;interruzione coniugale alle spalle ha intrapreso e ha visto concludersi un procedimento legale di separazione davanti al giudice (59,3%). Una maggior propensione a concludere un procedimento legale si osserva tra le persone con livello di istruzione pi\u00f9 alto e tra coloro che vivono nel Nord e nel Centro (oltre il 63% in tutte e tre le categorie).<\/SPAN><\/SPAN><\/SPAN><BR><BR><SPAN><SPAN><SPAN>Tra le donne \u00e8 inoltre particolarmente alta la percentuale di coloro che vivono in famiglie che non riescono a sostenere una spesa imprevista di circa 750 euro (44,3%) o arrivano a fine mese con grande difficolt\u00e0 (26% delle donne che hanno sciolto un&#8217;unione e 30,8% delle monogenitore).<\/SPAN><\/SPAN><\/SPAN><BR><BR><SPAN><SPAN><SPAN>Dal rapporto emerge anche che i figli restano a vivere soprattutto con la madre (nel 54,5% dei casi nel caso di persone separate di fatto; affidamento esclusivo alla madre nel 57,7% dei casi tra le persone separate legalmente o divorziate) e che a seguito della separazione il rendimento scolastico dei figli peggiora nel 20,7% dei casi e nel 6% il peggioramento \u00e8 stato tale da determinare una bocciatura o il rinvio di esami universitari.<\/SPAN><\/SPAN><\/SPAN><BR><\/SPAN><SPAN><BR><STRONG><SPAN>ROTTURA DEL MATRIMONIO PER 3,1 MLN ITALIANI NEL 2009<\/SPAN><\/STRONG><o:p><\/o:p><\/SPAN><\/P><br \/>\n<P><SPAN><SPAN><SPAN>Nel 2009 le persone che hanno sperimentato la rottura di un matrimonio (separati legalmente o di fatto,<\/SPAN><\/SPAN><SPAN><SPAN>&nbsp;<\/SPAN><\/SPAN><\/SPAN><SPAN><a title=\"Divorzio, parental alienation syndrome ed oneri connessi al mantenimento dei figli\" href=\"http:\/\/edintorni.net\/network\/service\/redirect\/?ac=asca&amp;ch=1&amp;ac=studiocataldi&amp;ch=1&amp;rf=http%3A\/\/www.studiocataldi.it\/news_giuridiche_asp\/news_giuridica_8466.asp\" target=\"_blank\" ed_created=\"1\" rel=\"noopener\"><SPAN>divorziati<\/SPAN><\/a><SPAN><SPAN><SPAN>,<\/SPAN><\/SPAN><\/SPAN><a title=\"Istat: nascite in calo, ma piu' figli fuori da matrimonio\" href=\"http:\/\/edintorni.net\/network\/service\/redirect\/?ac=asca&amp;ch=1&amp;ac=tiscali&amp;ch=1&amp;rf=http%3A\/\/notizie.tiscali.it\/feeds\/11\/09\/14\/t_01_03_2011-09-14_114700060.html%3Fultimora\" target=\"_blank\" ed_created=\"1\" rel=\"noopener\"><SPAN>coniugati<\/SPAN><\/a><SPAN><SPAN><SPAN>&nbsp;<\/SPAN><\/SPAN><SPAN><SPAN>dopo un divorzio) sono 3 milioni 115 mila, il 6,1% della popolazione di 15 anni e piu&#8217;. E&#8217; quanto emerge dal rapporto &#8221;Condizioni di vita delle persone separate, divorziate e<\/SPAN><\/SPAN><SPAN><SPAN>&nbsp;<\/SPAN><\/SPAN><\/SPAN><a title=\"Famiglia: Istat, piu' single e conviventi, ecco come cambia\" href=\"http:\/\/edintorni.net\/network\/service\/redirect\/?ac=asca&amp;ch=1&amp;ac=tiscali&amp;ch=1&amp;rf=http%3A\/\/notizie.tiscali.it\/feeds\/11\/09\/15\/t_01_03_2011-09-15_115678213.html%3Fultimora\" target=\"_blank\" ed_created=\"1\" rel=\"noopener\"><SPAN>coniugate<\/SPAN><\/a><SPAN><SPAN><SPAN>dopo un divorzio&#8221; diffuso oggi dall&#8217;Istat.<\/SPAN><\/SPAN><\/SPAN><SPAN><BR><BR><SPAN><SPAN><SPAN>Si tratta, spiega l&#8217;istituto di statistica, di un folto gruppo dalle caratteristiche socio-demografiche peculiari: un livello di istruzione mediamente piu&#8217; alto rispetto al resto della popolazione, con una piu&#8217; diffusa presenza nel Centro-Nord del Paese e nelle grandi aree metropolitane. Il tipo di famiglia in cui vivono evidenzia importanti differenze di genere. Le donne si trovano piu&#8217; spesso a svolgere il ruolo di genitore solo (35,8%, contro solo il 7,3% degli uomini); gli uomini, invece, mostrano una maggiore propensione a formare una nuova unione coniugale o di fatto (sono in una famiglia ricostituita il 32% degli uomini, contro il 23,3% delle donne) o a vivere da soli (43% contro solo il 25,4% delle donne).<\/SPAN><\/SPAN><\/SPAN><BR><BR><SPAN><SPAN><SPAN>Se si considerano solo gli individui che hanno sciolto un&#8217;unione da meno di 5 anni, la percentuale di madri sole sale al 45,5%, e quella degli uomini in famiglie unipersonali arriva a rappresentare circa meta&#8217; del totale (49,2%). Dopo 10 anni dalla<\/SPAN><\/SPAN><SPAN><SPAN>&nbsp;<\/SPAN><\/SPAN><\/SPAN><\/SPAN><a title=\"La separazione tra coniugi (aspetti pratici)\" href=\"http:\/\/edintorni.net\/network\/service\/redirect\/?ac=asca&amp;ch=1&amp;ac=studiocataldi&amp;ch=1&amp;rf=http%3A\/\/www.studiocataldi.it\/news_giuridiche_asp\/news_giuridica_3622.asp\" target=\"_blank\" ed_created=\"1\" rel=\"noopener\"><SPAN>separazione<\/SPAN><\/a><SPAN><SPAN><SPAN>, la percentuale di madri sole rimane elevata (29,1%), mentre aumenta quella di donne single (32,2%) e in famiglia ricostituita (26,2%) senza comunque raggiungere i livelli osservabili tra gli uomini (rispettivamente, 39% e 41,4%).<\/SPAN><\/SPAN><\/SPAN><o:p><\/o:p><\/SPAN><\/P><BR>&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DOPO DIVORZIO FIGLI CON LA MADRE E PEGGIORANO A SCUOLA &nbsp; Restano a vivere con la madre, dormono pochissimo dal padre, peggiorano il loro rendimento scolastico e il loro stile di vita. 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