{"id":1562,"date":"2013-01-03T17:30:47","date_gmt":"2013-01-03T16:30:47","guid":{"rendered":"http:\/\/lnx.ami-avvocati.it\/colf-e-portantina-per-giunta-part-time-allex-moglie-impossibile-chiedere-di-svolgere-altri-lavori-le-va-riconosciuto-lassegno\/"},"modified":"2021-03-02T17:44:16","modified_gmt":"2021-03-02T16:44:16","slug":"colf-e-portantina-per-giunta-part-time-allex-moglie-impossibile-chiedere-di-svolgere-altri-lavori-le-va-riconosciuto-lassegno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ami-avvocati.it\/?p=1562","title":{"rendered":"Colf e portantina, per giunta part-time. All&#8217;ex moglie impossibile chiedere di svolgere altri lavori: le va riconosciuto l&#8217;assegno"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/win.ami-avvocati.it\/public\/imgarticoli\/matrimonio annullat.jpg\" \/><P>(Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza n. 21650\/11; depositata il 19 ottobre)<\/P><br \/>\n<P>Casalinga durante il matrimonio, poi collaboratrice domestica e \u2018portantina\u2019 dopo il divorzio. Tutto ci\u00f2 per garantire a s\u00e9 (e alla figlia) una condizione di vita dignitosa. Ma esiste un limite anche alle umane possibilit\u00e0 di trovare lavoro, e questo limite pu\u00f2 avere un peso \u2013 come in questa vicenda, affrontata dalla Cassazione con la sentenza numero 21650, prima sezione civile, depositata ieri \u2013 per il riconoscimento \u2018contestato\u2019 dell\u2019assegno a carico dell\u2019ex marito.<BR>Matrimonio, divorzio e&#8230; assegni. Sette anni di vita insieme, un capitolo che si chiude in maniera definitiva. E con qualche strascico&#8230; Difatti, lo scioglimento del matrimonio civile, accettato dalla coppia, continua a creare motivi di scontro: in ballo ci sono l\u2019assegno di mantenimento per la figlia (affidata alla madre) e l\u2019assegno divorzile, entrambi a carico dell\u2019uomo.<BR>Per il Tribunale, per\u00f2, legittimo solo il riconoscimento per la figlia, considerata \u00abnon ancora autosufficiente economicamente\u00bb, nonostante un\u2019attivit\u00e0 lavorativa. A cambiare le carte in tavola, invece, la Corte d\u2019Appello, che obbliga l\u2019uomo a corrispondere 250 euro mensili alla ex moglie e 200 euro mensili alla figlia.<BR>Tenore di vita&#8230; La battaglia si trascina fino in Cassazione. A presentare ricorso \u00e8 l\u2019ex marito, che contesta innanzitutto il riconoscimento dell\u2019assegno divorzile, legato alla valutazione del tenore di vita della coppia e alle differenti possibilit\u00e0 economiche degli ex coniugi.<BR>Sul primo punto, i giudici della Cassazione ricordano che \u00abin mancanza di prova specifica sul tenore di vita, pu\u00f2 sopperire l\u2019ammontare complessivo delle disponibilit\u00e0 economiche dei coniugi\u00bb, fornendo quindi \u00abuna presunzione sul tenore di vita pregresso\u00bb.<BR>Sul secondo punto, centrale, vengono confrontate le condizioni economiche dell\u2019uomo e della donna: il primo vanta un reddito sui 25mila euro annui e la propriet\u00e0 di un immobile non utilizzato come abitazione (e quindi potenzialmente da dare in affitto); la seconda, invece, riesce a mettere insieme solo 14mila euro all\u2019anno, e deve far fronte anche al pagamento di un canone di locazione, senza dimenticare l\u2019aver con s\u00e9 la figlia.<BR>&#8230;e possibilit\u00e0 di lavoro. Evidente la posizione subalterna della donna, chiarita dai giudici anche con una considerazione sul fatto che ella si \u00e8 \u00abadattata allo svolgimento di umili attivit\u00e0 (collaboratrice domestica, \u2018portantina\u2019)\u00bb, per giunta part-time. Pi\u00f9 di tanto, per\u00f2, non le si pu\u00f2 chiedere: a questo proposito, i giudici riconoscono, difatti, \u00abl\u2019impossibilit\u00e0\u00bb, per la donna, \u00abdi procurarsi ulteriori mezzi, per ragioni oggettive\u00bb.<BR>Per questo motivo, il riconoscimento dell\u2019assegno divorzile, a carico dell\u2019ex marito, cos\u00ec come stabilito in Appello, deve essere confermato.<\/P>&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza n. 21650\/11; depositata il 19 ottobre) Casalinga durante il matrimonio, poi collaboratrice domestica e \u2018portantina\u2019 dopo il divorzio. Tutto ci\u00f2 per garantire a s\u00e9 (e alla figlia) una condizione di vita dignitosa. 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