In Italia, ogni anno circa 170mila persone vivono la separazione e circa centomila bambini e ragazzi vedono uno dei genitori – quasi sempre il padre – allontanarsi. Un evento che inevitabilmente si accompagna a una dolorosa sensazione di vuoto, di perdita, di fallimento; una tempesta che si abbatte sui figli ma colpisce anche gli adulti, alterando profondamente il loro senso di identità .

   L’uomo, che in questa particolare circostanza rappresenta la parte debole, è investito da problemi legali, psicologici, affettivi, relazionali, economici e rischia di trovarsi in condizioni disperate.
   Emozioni fortissime, dubbi, perplessità. E tante domande: come dirò a mio figlio che presto lascerò questa casa? Come scegliere l’avvocato? Potrebbe fare al mio caso la Mediazione Familiare? E’ vero che i figli saranno affidati a lei? E allora l’affido condiviso? Che fare se mia moglie non mi farà vedere i bambini? Che cos’è la PAS?
   A questi e a molti altri interrogativi (racchiusi con efficace sintesi nella “quarta di copertina”) vuole rispondere – in modo chiaro per i non “addetti i lavori”, ma anche con ricchezza di riferimenti giudiziari e bibliografici per gli “esperti” – il libro di Quilici. Un libro che si rivolge ai padri ma che – come osserva nella prefazione Annamaria Bernardini de Pace – farebbero bene a leggere anche le madri, separate e no. Non solo perché una separazione (esattamente come un matrimonio…) va affrontata in due, ma perché molte informazioni e  spiegazioni – certamente utili ad entrambi come antidoto – possono servire ad una coppia “a rischio” come prevenzione.
   E sulla prevenzione l’autore insiste molto, auspicando tutte quelle forme di sostegno – counseling, terapia di coppia, terapia della famiglia, mediazione familiare, gruppi di ascolto… – che le istituzioni dovrebbero mettere a disposizione delle coppie prima  che la crisi divenga irreversibile, non dopo. E ancora: “corsi laici e multidisciplari di preparazione al matrimonio o alla convivenza, forse anche obbligatori, atti a scongiurare la superficialità e immaturità con le quali spesso si affronta la vita in comune e la nascita di un figlio!”.
    Tutto il libro è una raccomandazione ai genitori perché salvaguardino l’integrità dei figli: la separazione, talora inevitabile e persino auspicabile, costituisce sempre – secondo Quilici – un trauma per i figli; ma – aggiunge – il peso di questo trauma può essere superabile o insostenibile a seconda di come i genitori lo vivono (e lo fanno vivere ai figli).
    Quilici, giornalista professionista, si occupa di paternità da oltre quarant’anni. Laureato in Giurisprudenza con una tesi in Criminologia sugli effetti della deprivazione paterna, ha conseguito Master in diritto minorile all’Univerità “La Sapienza” di Roma e si è quindi perfezionato nella Mediazione Familiare. È autore di numerosi saggi fra i quali Il padre ombra (Giardini 1988), che ha ricevuto un Premio della Cultura della Presidenza del Consiglio, Onora il padre e la madre (Bompiani 2001), Storia della paternità (Fazi 2010).
    Ha collaborato con la SIPs (Società Italiana di Psicologia). Nel 1988 ha fondato l’I.S.P., Istituto di studi sulla paternità, di cui è presidente. E’ socio onorario dell’AMI.
 
 
 

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