Il sereno sviluppo psico-fisico del minore prevale sul diritto del padre al riconoscimento.

E’ quanto affermato dalla Suprema Corte di Cassazione con sentenza n. 27729 dell’11 dicembre u.s.

Il caso sottoposto all’esame della Suprema Corte tratta di un padre che, a seguito del mancato consenso della madre, adiva il Tribunale per i Minorenni competente al fine di ottenere giudizialmente il riconoscimento della minore.

Il T.M., acquisite le relazioni dei Servizi Sociali – dalle quale emerse un carattere violento ed aggressivo del ricorrente, nonché un passato fatto di abuso di sostanze alcoliche e di una detenzione per otto anni – rigettò la domanda con decreto impugnato dinanzi alla Corte di Appello Sezione Minorenni .

 

Il Giudice di secondo grado, pur riconoscendo l’esistenza di un diritto costituzionalmente garantito al riconoscimento del proprio figlio naturale, “che può essere sacrificato solo in presenza di motivi gravi ed irreversibili, tali da far ritenere la probabilità di una forte compromissione dello sviluppo psicofisico del minore”, rigettò il reclamo.

La Corte d’Appello, in particolare, motivò la propria decisione sia per il vissuto dell’uomo, per i precedenti dello stesso, sia per aver volontariamente omesso di continuare ad avvalersi del supporto terapeutico messo a sua disposizione.

 

Il padre ricorre in Cassazione.

La I Sezione della Corte di Cassazione rigetta il ricorso affermando il principio che il diritto costituzionalmente garantito al riconoscimento del figlio naturale non è assoluto, ma deve essere controbilanciato con il diritto del minore a non vedere compromesso il proprio sviluppo psicofisico.

Nel caso di specie, l’immaturità del padre biologico e la sua indole violenta ed aggressiva, manifestatasi anche nei rapporti con i parenti materni della bimba, è sufficiente di per sé a dar conto del convincimento maturato dal giudice del merito circa la rilevante probabilità di compromissione dello sviluppo psicofisico della minore nel caso di riconoscimento della stessa da parte del padre.

 

 

Avv. Marianna Grimaldi

Segretario AMI Salerno

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