Il nostro Paese compie un altro passo verso l’Europa dei diritti civili.

Oggi il Senato ha approvato con 180 voti favorevoli, 71 contrari e 6 astenuti.

Una grande vittoria per chi ci aveva creduto e per chi, a vario titolo, ha combattuto per questa grande rivoluzione giuridica e culturale del nostro tormentato Paese.

Nei giorni scorsi era intervenuto anche Papa Francesco contro ogni forma di accanimento terapeutico.

Ecco il testo punto per punto:

IL CONSENSO INFORMATO – Il testo prevede che, nel rispetto della Costituzione, nessun trattamento sanitario possa essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata. Viene “promossa e valorizzata la relazione di cura e di fiducia tra paziente e medico il cui atto fondante è il consenso informato” e “nella relazione di cura sono coinvolti, se il paziente lo desidera, anche i suoi familiari”.

I MINORI – Per quanto riguarda i minori “il consenso è espresso dai genitori esercenti la responsabilità genitoriale o dal tutore o dall’amministratore di sostegno, tenuto conto della volontà della persona minore”.

LE DISPOSIZIONI ANTICIPATE DI TRATTAMENTO – Ogni “persona maggiorenne, capace di intendere e volere, in previsione di un’ eventuale futura incapacità di autodeterminarsi, può, attraverso “Disposizioni anticipate di trattamento” (Dat), esprimere le proprie convinzioni e preferenze in materia di trattamenti sanitari, nonché il consenso o il rifiuto rispetto a scelte diagnostiche o terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari, comprese le pratiche di nutrizione e idratazione artificiali”. Le Dat, sempre revocabili, risultano inoltre vincolanti per il medico e “in conseguenza di ciò – si afferma – è esente da responsabilità civile o penale”. Devono essere redatte per atto pubblico o per scrittura privata, con sottoscrizione autenticata da notaio o altro pubblico ufficiale o da un medico dipendente del Servizio sanitario nazionale o convenzionato. Nel caso in cui le condizioni fisiche del paziente non lo consentano, possono essere espresse attraverso videoregistrazione”. In caso di emergenza o di urgenza, precisa inoltre il ddl, “la revoca può avvenire anche oralmente davanti ad almeno due testimoni”.

PIANIFICAZIONE DELLE CURE – Nella relazione tra medico e paziente “rispetto all’evolversi delle conseguenze di una patologia cronica e invalidante o caratterizzata da inarrestabile evoluzione con prognosi infausta può essere realizzata una pianificazione delle cure condivisa tra il paziente e il medico, alla quale il medico è tenuto ad attenersi qualora il paziente venga a trovarsi nella condizione di non poter esprimere il proprio consenso o in una condizione di incapacità”.

L’ITER – Il provvedimento era stato approvato il 20 aprile dalla Camera. Durante l’esame in commissione al Senato sono stati presentati migliaia di emendamenti, 3005 solo in Aula. La presidente della commissione Emilia De Biasi a fine ottobre si è dimessa da relatrice proponendo, per accorciare i tempi di esame, di valutare l’invio in Aula del testo senza relatore.

Con tale legge viene dato un senso anche all’art. 32 della Costituzione che in pochi avevano compreso.

È una vittoria dell’Associazione “Luca Coscioni”, di Marco Cappato, di Mina Welby, di Beppino Englaro, di Filomena Gallo e tanti altri.

Una vittoria della civiltà e anche, consentitecelo, dell’AMI che in questi ultimi anni ha fornito il proprio contributo di idee e di militanza per dare un sostegno a questa legge.

Già nel 2014 la nostra Associazione organizzò a Roma un congresso nazionale su tale tema, di concerto con l’Associazione “Luca Coscioni”.

Tre anni fa era un’altra Italia. Chi sosteneva queste battaglie era solo contro tutti. Noi ci mettemmo la faccia e tutta la nostra organizzazione.

Fu un evento bellissimo che funse da segnale sia all’esterno che all’interno della nostra Associazione Forense. Eravamo gli unici, tra le varie Associazioni Forensi, a pendere una posizione nettamente favorevole al biotestamento.

Noi non ci occupiamo soltanto di diritto di famiglia e minorile in senso stretto. Noi ci occupiamo soprattutto della difesa dei diritti delle persone. E lo abbiamo sempre fatto dall’alto della nostra autonomia e libertà.

Lo abbiamo fatto anche per le unioni civili e per la legge “Dopo di noi”.

Anche nell’ultimo congresso del 24 e 25 novembre 2017 abbiamo trattato il tema complesso della bioetica e del biodiritto.

E lo abbiamo fatto senza lesinare sforzi e garantendo all’Avvocatura un confronto meraviglioso, con l’intervento dei vari Marco Cappato, Mina Welby, Beppino Englaro (soci onorari dell’AMI), con giuristi, psicologi, docenti universitari di fama nazionale.

Abbiamo dato il nostro contributo, perché è dall’Avvocatura che nascono le grandi aspettative di tutela dei diritti di tutti.

Chi è avvocato ricordi sempre che la funzione dell’Avvocatura è quella di lottare per la difesa dei diritti civili. Le grandi rivoluzioni hanno sempre avuto bisogno dell’Avvocatura.

Continueremo le nostre battaglie. Questa legge è solo il primo passo.

L’eutanasia legale è un altro obiettivo attraverso una legge chiara che garantisca la libertà di ciascuno di noi ed eviti circa mille suicidi all’anno di malati terminali.

Dobbiamo difendere lo stato di diritto e la libertà della persona.

Sarà un percorso lungo, ma vinceremo con passione ed impegno anche questa battaglia di civiltà.

Perché #NOI SIAMO AMI!

Roma , il 14 dicembre 2017

Gian Ettore Gassani

Presidente Nazionale AMI

 

 

 

 

 

 

 

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